Parlare male dell’ex datore di lavoro è da rosso diretto
“Il mio ex capo era un incompetente.”
“La mia azienda mi ha sfruttato e poi lasciato a casa.”
“Il mio responsabile? Meglio non parlarne…”
L’amarezza è cattiva consigliera
Quando durante un colloquio arriva la domanda sul precedente lavoro, potresti avere parecchie cose da raccontare.
E non tutte piacevoli.
Un capo con cui il rapporto era difficile.
Una promessa non mantenuta.
Una riorganizzazione gestita male.
Un licenziamento che ritieni ingiusto.
Esperienze di questo tipo possono lasciare rabbia, delusione e risentimento. È comprensibile.
Il problema nasce quando utilizzi il colloquio per regolare i conti con il passato.
Commenti sarcastici, accuse, frecciate e giudizi sull’incompetenza dell’ex capo rischiano di spostare l’attenzione dal tuo valore professionale al modo in cui gestisci una situazione difficile.
Puoi avere ottime ragioni per essere arrabbiato con il tuo precedente datore di lavoro.
Il colloquio, però, non è il luogo in cui dimostrarle.
Parlare male dell’ex datore di lavoro può essere un autogol
Immagina di dire:
- “Il problema era il mio capo. Non sapeva assolutamente gestire le persone.”
Tu stai raccontando ciò che hai vissuto con il tuo ex datore di lavoro.
L’intervistatore, però, non conosce necessariamente tutta la storia.
Potrebbe chiedersi:
- “Come reagisce questa persona quando entra in conflitto con il proprio responsabile?”
- “Come parlerà della nostra azienda se un giorno il rapporto dovesse finire male?”
- “Quanto di questa situazione dipende realmente dall’ex capo?”
Non significa che penserà necessariamente male di te.
Significa che gli stai offrendo un elemento di dubbio che probabilmente non ti aiuta.
Non parlare male non significa mentire
Questo è il punto più importante.
Se l’esperienza precedente è stata realmente negativa, non devi raccontare che è stata meravigliosa.
E non devi neppure fingere gratitudine per qualcosa che ti ha fatto stare male.
Puoi essere sincero senza trasformare la risposta in un atto d’accusa.
Per esempio:
- “Negli ultimi mesi il rapporto con il mio responsabile era diventato difficile e ho capito che avevo bisogno di un contesto diverso.”
Oppure:
- “L’azienda ha attraversato una riorganizzazione che ha modificato molto il mio ruolo. A quel punto ho iniziato a valutare nuove opportunità.”
O ancora:
- “Ci sono stati aspetti dell’esperienza che non hanno funzionato come speravo. Preferisco però concentrarmi su ciò che ho imparato e su quello che sto cercando adesso.”
Stai dicendo la verità. Ma stai scegliendo come raccontarla.
Il mondo professionale può essere più piccolo di quanto pensi
C’è anche una ragione molto pratica per mantenere un tono professionale.
Non sai quali rapporti esistano tra l’intervistatore, la nuova azienda e quella precedente.
Potrebbero conoscersi.
Aver lavorato insieme.
Avere contatti professionali comuni.
Ma anche se non esistesse alcun collegamento, denigrare apertamente un precedente datore di lavoro difficilmente aggiunge valore alla tua candidatura.
Molto meglio riportare la conversazione su ciò che conta:
- perché stai cercando una nuova opportunità;
- che cosa hai imparato dall’esperienza precedente;
- che cosa puoi portare nel nuovo ruolo;
- che cosa stai cercando oggi.
Se stai preparando un colloquio, può esserti utile anche “Come preparare un colloquio di lavoro vincente in 5 mosse”.
Non lasciare che sia il rancore a presentarti
Puoi avere subito un torto.
Puoi aver avuto un pessimo capo.
Essere uscito da un’azienda con amarezza.
Ma durante il colloquio non sei lì per stabilire chi avesse ragione.
Sei lì per permettere all’altra persona di capire chi sei professionalmente e perché potresti essere adatto al nuovo ruolo.
Non devi difendere il tuo ex datore di lavoro.
Devi evitare che sia il rancore a parlare al posto tuo.
Per lo sfogo ci saranno altri luoghi e altre persone.
Al colloquio, riporta l’attenzione sul tuo percorso e su ciò che vuoi costruire adesso.
Se hai un colloquio importante e vuoi preparare anche le domande più delicate legate al tuo percorso professionale, contattami.









Formatore e Coach.

