6 spunti per rispondere a domande scortesi durante il colloquio di lavoro

domande scortesi al colloquio

Può succedere.

Il colloquio procede normalmente e, all’improvviso, arriva una domanda che ti spiazza.

  • “Un po’ variopinto il suo curriculum, non trova?”
  • “Come mai ha cambiato così tanti lavori?”

Oppure un commento personale che ti sembra poco delicato.

Non sto parlando di domande illegittime o discriminatorie, che richiedono un discorso diverso.

Parlo di quelle domande inopportune, provocatorie o semplicemente scortesi che possono arrivare durante un colloquio.

Non sempre puoi sapere perché l’intervistatore le abbia fatte.

Potrebbe voler vedere come reagisci a una domanda scomoda.
Potrebbe essere curioso.
Oppure potrebbe semplicemente avere poco tatto.

Qualunque sia la ragione, il rischio è che la domanda ti faccia reagire d’impulso e sposti il colloquio su un terreno che non ti aiuta.

Ecco 6 modi per gestire la situazione.

1. Mantieni la calma

È probabilmente la cosa più difficile.

Una domanda ti infastidisce e immediatamente senti il bisogno di difenderti.

Prima di rispondere, però, prenditi qualche secondo.

Non devi sorridere per forza.
Non devi fingere che la domanda ti faccia piacere.
E non devi neppure dimostrare immediatamente che l’intervistatore ha torto.

Puoi semplicemente chiederti:

“Come posso rispondere senza lasciare che sia il fastidio a decidere per me?”

Una domanda scortese non ti obbliga a dare una risposta impulsiva.

2. Rispondi alla domanda, non al tono

La stessa domanda può essere posta in molti modi.

Alcuni più rispettosi di altri.

Se il contenuto della domanda è comunque pertinente al colloquio, prova a separarlo dal modo in cui è stata formulata.

  • “Il suo curriculum è piuttosto confuso, non trova?”

Potresti rispondere:

  • “Ho effettivamente avuto esperienze diverse. Se vuole, le spiego il filo che le collega e perché oggi mi sto orientando verso questa posizione.”

Non hai accettato il giudizio.
Non hai attaccato l’intervistatore.

Hai riportato la conversazione sul tuo percorso professionale.

3. Usa anche il silenzio

Non devi rispondere immediatamente a tutto.

Una breve pausa può essere utile.

Ti permette di capire che cosa vuoi dire e impedisce alla prima reazione emotiva di trasformarsi automaticamente nella tua risposta.

Se la domanda ti sorprende, puoi anche dire:

  • “Mi lasci un momento per pensarci.”

Non c’è nulla di sbagliato.

Prendersi qualche secondo non significa essere in difficoltà. Significa scegliere la risposta invece di subirla.

4. Riporta la conversazione su ciò che conta

Alcune domande scortesi al colloquio possono contenere un giudizio implicito.

  • “Non pensa di essere un po’ troppo qualificato per questa posizione?”

Puoi trascorrere cinque minuti a difenderti.

Oppure puoi utilizzare la domanda per spiegare perché quella posizione ti interessa davvero.

  • “Capisco la domanda. Proprio per la mia esperienza ho valutato con attenzione questa candidatura. Quello che mi interessa particolarmente del ruolo è…”

Non stai evitando la domanda.

Stai riportando il colloquio su informazioni utili per valutare la tua candidatura.

5. Chiedi di chiarire la domanda

Quando una domanda ti sembra ambigua, provocatoria o semplicemente non ne comprendi il senso, non avere fretta di rispondere.

Chiedi un chiarimento.

  • “Potrebbe spiegarmi meglio che cosa intende?”

Oppure:

  • “Mi aiuta a capire a quale aspetto del mio percorso si riferisce?”

È una strategia molto semplice.

Ti concede qualche secondo per pensare e, soprattutto, obbliga l’intervistatore a rendere più esplicito ciò che sta chiedendo.

A volte, già nel riformulare la domanda, il tono cambia.

Se vuoi arrivare al colloquio preparato anche alle domande che possono metterti maggiormente in difficoltà, può esserti utile anche “Come preparare un colloquio di lavoro vincente in 5 mosse”.

Se hai un colloquio importante e vuoi preparare risposte efficaci anche alle domande più delicate, scopri il mio coaching per il colloquio di lavoro.

6. Se il colloquio diventa davvero irrispettoso?

C’è un limite.

Se le domande scortesi al colloquio diventano ripetutamente offensive, inappropriate o estranee alla valutazione professionale, non sei obbligato a partecipare a qualsiasi costo.

Puoi non rispondere.
Puoi mettere un limite.

Puoi anche decidere che quel colloquio ti sta fornendo un’informazione importante sull’azienda nella quale stai pensando di entrare.

Potresti dire:

  • “Preferirei non rispondere a questa domanda.”

Oppure, se ritieni che il limite sia stato superato:

  • “La ringrazio per il tempo che mi ha dedicato. Credo però che questa opportunità non sia adatta a me.”

E concludere il colloquio.

Senza provocazioni.
Senza bisogno di avere l’ultima parola.

Durante un colloquio non sei soltanto tu a essere valutato.
Anche il modo in cui il selezionatore conduce il colloquio ti sta dicendo qualcosa sull’azienda.

Una domanda scomoda può essere gestita.

Una domanda formulata male può essere chiarita.

Una provocazione può essere riportata sul terreno professionale.

Ma prepararsi bene a un colloquio non significa imparare a tollerare qualsiasi comportamento pur di ottenere il posto.