6 spunti per rispondere a domande scortesi durante il colloquio di lavoro

domande scortesi al colloquio

Le domande scortesi durante i colloqui di lavoro (non stiamo parlando di domande illegittime o fuori-legge ma solo di quelle imbarazzanti o strane) fanno parte del gioco e sono utilizzate dal selezionatore per testare la reazione e le risposte del candidato a questo tipo di domande.

Alcuni selezionatori lo fanno per strategia di valutazione.
Altri perché sono semplicemente curiosi (e poco delicati).
Altri ancora sono solamente persone maleducate, sgradevoli o indisponenti (tipo il tizio della foto).

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“Ha mai pensato di perdere qualche chilo”
“Ehi, come si è fatta quella cicatrice sul braccio?”
“Un po’ “variopinto” il suo curriculum, non trova?”
“Che cosa ha fatto ai capelli?”

Tuttavia, se sai come rispondere o riesci a capovolgere la situazione, puoi trarne un vantaggio e guadagnare punti importanti!

Che cosa si dovrebbe fare quando i modi di un intervistatore sono scortesi o maleducati?
Ecco 6 spunti per rispondere a domande scortesi al colloquio di lavoro:

1. Mantieni la calma

E il senso dell’umorismo.
L’intervistatore può chiedere semplicemente per curiosità.

La chiave è quella di non prendere nulla sul personale ed evitare il giudizio.

Puoi anche rispondere con un complimento (per esempio l’intervistatore minimizza con una battuta la tua esperienza precedente, puoi dire qualcosa tipo “Sono d’accordo, per questo motivo lascerei la mia azienda per lavorare per una società dinamica come la vostra“), in questo modo sarai in grado di capovolgere la situazione a tuo favore.

Questa tecnica può avere un buon successo.
Gli intervistatori non se lo aspettano, così li potrai sorprendere con la tua ironia e la tua intelligenza.
Ovviamente richiede attenzione e prontezza di pensiero.

2. Non controbattere alle domande scortesi al colloquio di lavoro

La definizione “scortese” è soggettiva, spesso è molto più efficace reagire semplicemente alla domanda e non alla persona che la pone.

Fa parte della nostra natura umana voler controbattere immediatamente a un commento offensivo o una domanda impertinente.

Se rispondi in modo maleducato a una domanda scortese, diventi a tua volta insolente e inadeguato.

3. “Usa” il silenzio

 


 
Il silenzio è spesso percepito come imbarazzante e scomodo.
La maggior parte delle persone si sente (almeno un po’) a disagio con il silenzio.

Non c’è bisogno di uno sguardo scontroso e “controbattute” al veleno.
Un sorriso appena accennato, seguito da un lieve movimento di occhi spalancati per la sorpresa, può essere efficace e anche disarmante.

Il tuo silenzio potrebbe suggerire alla persona di ravvedersi un po’, e (forse) anche di chiedere scusa.

4. Cambiare tema

Puoi fingere di non aver sentito il commento maleducato, fare una brevissima pausa e cambiare il tema del discorso rispondendo con un’affermazione che mette in risalto le tue abilità e i tuoi punti di forza, come l’inventiva, la precisione, la team leadership.

5. Chiedere maggiori informazioni

Chiedere ulteriori chiarimenti quando l’intervistatore commenta in modo inappropriato.

Ad esempio … “Potrebbe spiegarmi cosa intende per …?”
oppure
“Scusi, non la seguo correttamente.
Potrebbe gentilmente riformulare la domanda o spiegare che cosa intende per …?
“.

Invitare il selezionatore a riformulare la domanda, ti permette di guadagnare un po’ di tempo, t’impedisce di rispondere inadeguatamente e costringe il selezionatore a “soppesare” meglio le sue parole.

6. Se la conversazione è davvero irrispettosa?

Nel caso in cui il datore di lavoro continua a fare commenti o domande scortesi e offensive, sai che hai il diritto di rifiutare di rispondere.

Se non desideri rispondere, non c’è bisogno di farlo.
Meglio dire “No”, educatamente e far capire che non accetti le domande scortesi al colloquio.
 

 
Congedati con classe, senza commentare e offendere.
Non ne vale la pena.
Usa una frase tipo “Grazie per il suo tempo. Non credo che questa posizione sia a misura per me”.

Potresti lasciare l’intervistatore con il rimpianto per quello che ha perso.