Vuoi volare nel lavoro? Ecco 5 pesi che devi mollare subito!

Se ti chiedessi che cosa dovresti fare per avere più successo nel lavoro, probabilmente mi risponderesti con una lista di cose da aggiungere.
Essere più diplomatico.
Più audace.
Più assertivo.
Migliorare una competenza.
Imparare qualcosa di nuovo.
Insomma: fare di più.
Ed è giusto.
Ma qualche volta, per crescere professionalmente, non serve aggiungere. Serve togliere.
Alleggerirsi di alcuni pesi, soprattutto emotivi, che consumano energie e condizionano il nostro modo di lavorare.
Non sempre per andare più lontano devi aggiungere qualcosa.
A volte devi liberarti di ciò che ti sta rallentando.
Ecco 5 pesi che vale la pena mollare.
Il peso del giudizio degli altri
Nel mio libro “Prima volta Leader” ho parlato anche di quanto il bisogno di approvazione possa condizionare il nostro comportamento.
Un conto è tenere in considerazione il parere degli altri. Un altro è lasciare che quel parere decida continuamente al posto nostro.
Se temi troppo il giudizio di colleghi, collaboratori o superiori, rischi di:
- trattenerti dal dire ciò che pensi;
- evitare decisioni impopolari;
- compiacere per essere accettato;
- modificare continuamente il tuo comportamento in funzione degli altri.
Alla lunga è estenuante.
Liberarti dal bisogno di piacere a tutti non significa ignorare gli altri. Significa non consegnare agli altri il metro con cui misuri continuamente te stesso.
Su questo puoi leggere anche “Come non preoccuparsi del giudizio degli altri”.
2. L’affanno della perfezione
Fare bene il proprio lavoro è importante.
Voler fare sempre tutto perfettamente è un’altra cosa.
Quando ogni dettaglio deve essere impeccabile, rischi di investire tempo ed energie anche dove non servono, rimandare una decisione, non sentirti mai soddisfatto del risultato.
Hai finito, ma pensi che potresti migliorare ancora.
Correggi.
Ricontrolli.
Ritocchi.
E il traguardo continua a spostarsi.
La qualità ti fa crescere.
L’ossessione della perfezione può tenerti fermo.
Punta al miglior risultato possibile nelle condizioni reali in cui stai lavorando. Non a uno standard ideale che continua ad allontanarsi.
3. Il bisogno continuo di complimenti e riconoscimenti
Essere apprezzati fa piacere.
Un complimento del capo, il riconoscimento di un collega, la soddisfazione di un cliente possono darci energia e confermare che stiamo andando nella direzione giusta.
Il problema nasce quando hai bisogno di quelle conferme per sentirti competente.
Perché potrebbero non arrivare.
Potresti fare un ottimo lavoro senza ricevere complimenti. Risolvere un problema senza che nessuno se ne accorga. Raggiungere un risultato che agli altri sembra semplicemente “normale”.
Impara anche a riconoscere da solo ciò che hai fatto bene.
Il silenzio degli altri non cancella il valore del tuo lavoro.
4. Il confronto continuo con gli altri
Il collega è stato promosso.
Un amico guadagna più di te.
Qualcuno della tua età sembra essere molto più avanti professionalmente.
Il confronto può essere utile quando ti offre informazioni, idee o uno stimolo. Diventa pesante quando trasformi continuamente la vita degli altri nell’unità di misura della tua.
Troverai sempre qualcuno che guadagna di più, ha una posizione migliore, sembra più sicuro, brillante o realizzato.
Ma stai confrontando percorsi, opportunità, caratteristiche e momenti di vita diversi.
Guarda pure gli altri.
Prendi spunti.
Impara.
Lasciati stimolare.
Poi torna al tuo percorso, se vuoi successo nel lavoro.
5. La paura di sbagliare
La paura di sbagliare non è necessariamente negativa.
Può renderti prudente, spingerti a controllare meglio, impedirti di prendere decisioni avventate.
Diventa una zavorra quando la paura dell’errore diventa più forte della possibilità di agire.
Aspetti di essere completamente sicuro.
Rimandi.
Cerchi altre conferme.
E qualche volta non parti affatto.
Nel lavoro sbaglierai. Come tutti.
Ciò che conta è assumerti la responsabilità dell’errore, correggerlo quando possibile e capire che cosa puoi imparare.
La sicurezza non nasce dalla certezza di non sbagliare.
Cresce anche dalla consapevolezza di saper affrontare ciò che succede quando sbagli.
Per andare più lontano, qualche volta devi alleggerirti
Giudizio degli altri.
Perfezione.
Bisogno di approvazione.
Confronto.
Paura dell’errore.
Non sono interruttori che puoi semplicemente spegnere.
E probabilmente non devi neppure eliminarli completamente.
Il punto è ridurre il peso che hanno sulle tue decisioni e sul tuo modo di lavorare.
Perché puoi continuare ad aggiungere competenze, tecniche e conoscenze. Ma se porti sulle spalle troppi pesi emotivi, ogni passo richiederà molta più fatica.
Se vuoi successo nel lavoro, qualche volta crescere non significa aggiungere. Significa alleggerire.
Hai vissuto un momento che ha scosso la tua sicurezza?
È il momento di rimettere al centro te stesso.
Scopri il coaching per ritrovare autostima e solidità interiore dopo una fase complessa.








Formatore e Coach.

