6 suggerimenti pratici per ricordare subito il nome delle persone

ricordare il nome
Può succedere durante una riunione, un colloquio, il primo giorno di lavoro, una formazione o un incontro informale.

Qualcuno si presenta.

Passano trenta secondi e hai già dimenticato il suo nome.

Succede più spesso di quanto pensiamo.

Eppure ricordare e utilizzare il nome di una persona non è soltanto una questione di buona educazione.

Significa dimostrare attenzione.

Ricordare il nome del tuo interlocutore, comunica che non è semplicemente “uno dei tanti” che hai incontrato durante la giornata.

Lo hai ascoltato.
Lo hai riconosciuto.

E questo contribuisce a creare relazione.

Ricordare il nome di una persona è una piccola forma di attenzione che può avere un grande effetto sulla relazione.

Ecco 6 accorgimenti molto semplici che possono aiutarti.

1. Presta davvero attenzione quando la persona si presenta

Il primo problema non è la memoria.

Spesso è l’attenzione.

Mentre l’altra persona dice il proprio nome, tu magari stai già pensando a cosa dire, a come presentarti o alla domanda successiva.

Il nome entra.
E immediatamente esce.

Per questo la prima tecnica è anche la più semplice: quando qualcuno si presenta, concentrati per un attimo soltanto sul suo nome.

Guardalo.
Ascoltalo.
Non preparare contemporaneamente la tua risposta.

È lo stesso principio che vale nell’ascolto vero: se la tua attenzione è già altrove, difficilmente riuscirai a trattenere ciò che stai ascoltando.

2. Ripeti subito il nome

Una volta ascoltato, utilizzalo.

“Piacere, Michele.”

Oppure:

“Buongiorno signor Ferrarelli, piacere di conoscerla.”

Ripetere immediatamente il nome ti obbliga a registrarlo consapevolmente invece di lasciarlo passare come un’informazione qualsiasi.

Durante la conversazione puoi utilizzarlo ancora una volta, se viene naturale.

Non serve però ripeterlo continuamente.

Dire il nome dell’altro ogni due frasi può ottenere l’effetto contrario e sembrare artificiale.

3. Ripetilo mentalmente

Se il nome è nuovo o insolito, ripetilo mentalmente un paio di volte.

Michele, Michele.

Può sembrare banale, ma aiuta a mantenerlo attivo nella memoria mentre la conversazione prosegue.

Un altro momento utile è il saluto.

“Arrivederci, Michele.”

Utilizzare nuovamente il nome alla fine dell’incontro ti permette di rafforzare l’associazione tra quel nome e quella persona.

4. Crea un’associazione

Se un nome continua a sfuggirti, collegalo mentalmente a qualcosa che conosci già.

Può essere:

  • una persona che conosci con lo stesso nome;
  • un personaggio conosciuto;
  • il ruolo o la professione della persona;
  • una caratteristica che ti aiuta a distinguerla;
  • una parola o un’immagine che richiama quel nome.

Se hai appena conosciuto Marco dell’amministrazione, per esempio, puoi pensare semplicemente:

“Marco – amministrazione.”

Non serve costruire complicati giochi di memoria.

L’associazione funziona quando è semplice e immediata per te.

5. Se il nome è difficile, chiedi come si pronuncia

Un nome che non conosci può essere più difficile da memorizzare perché non sai bene come pronunciarlo.

Chiedi.

“Mi aiuta a pronunciarlo correttamente?”

Oppure:

“Potrebbe ripetermelo un po’ più lentamente?”

Se necessario, puoi anche chiedere come si scrive.

Mostrare interesse nel pronunciare correttamente il nome di qualcuno non è imbarazzante.

Al contrario, comunica rispetto per la sua identità.

Evita invece commenti come:

“È impossibile da pronunciare!”

oppure:

“Non riuscirò mai a ricordarlo.”

Non è il nome dell’altro a essere “troppo difficile”.

Sei semplicemente tu che hai bisogno di sentirlo ancora una volta.

6. Scrivilo

Se hai incontrato diverse persone insieme, affidarsi soltanto alla memoria può essere difficile.

Appena possibile, prenditi un minuto per annotare i nomi.

Puoi aggiungere una piccola informazione che ti aiuti a ricordare il contesto:

“Laura – marketing – incontrata alla riunione di martedì.”

oppure:

“Stefano – nuovo responsabile logistica.”

Non serve creare una scheda personale dettagliata.

Bastano due o tre elementi utili per ricostruire l’incontro.

E se hai dimenticato il nome?

Chiedilo di nuovo.

Semplice.

Molte persone fanno di tutto per evitarlo.

Aspettano che qualcun altro pronunci il nome.

Cercano disperatamente un indizio.

Oppure continuano tutta la conversazione sperando di cavarsela.

È molto più naturale dire:

“Mi scusi, mi è sfuggito il suo nome. Me lo ripete?”

Oppure:

“Abbiamo iniziato subito a parlare e ho perso il suo nome. Me lo ricorda?”

Meglio chiedere una seconda volta che continuare a fingere di ricordare.

Non servono lunghe spiegazioni né giustificazioni.

Chiedi, ascolta e questa volta presta davvero attenzione.

Ricordare il nome parte dall’interesse

Non esiste un trucco magico che ti permetta di ricordare automaticamente tutte le persone che incontri.

Le tecniche aiutano.

Ma prima delle tecniche viene una cosa molto più semplice:

decidere che il nome dell’altra persona merita la tua attenzione.

Perché quando qualcuno si accorge che ricordi il suo nome, difficilmente pensa:

“Che memoria eccezionale.”

Più probabilmente percepisce qualcosa di molto più importante:

“Si è ricordato di me.”