Un must di successo da applicare subito nel tuo nuovo posto di lavoro

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Il giorno si sta avvicinando.
Tra poco inizierai un nuovo lavoro.

Sei contento, naturalmente. Ma forse anche agitato, curioso, preoccupato.

Nei primi giorni avrai tante cose da capire: persone, ruoli, abitudini, procedure, regole scritte e non scritte.

E proprio perché avrai la testa piena di informazioni, c’è una piccola cosa che rischia di passare in secondo piano.

Imparare i nomi delle persone.

Può sembrare un dettaglio.

Non lo è.

Un must da applicare subito nel nuovo posto di lavoro?

Il mio cognome è Ferrarelli.

Ma negli anni mi hanno chiamato Ferrarelle, Peverelli, Ferareli.

Una volta mi hanno cercato dicendo:

“Non ricordo il nome… ma si chiama come quell’acqua famosa.”

Non mi scandalizzo.

Anch’io ho dimenticato, confuso e qualche volta storpiato il nome di qualcuno.

Per molto tempo ho pensato semplicemente:

“I nomi non sono il mio forte.”

Poi ho cambiato prospettiva.

Ho capito che imparare, ricordare e pronunciare correttamente il nome di una persona — soprattutto nel mio lavoro — non è soltanto una questione di educazione. È una questione di attenzione e professionalità.

Ricordare il nome di qualcuno significa comunicargli: ti ho visto, ti ho ascoltato, mi sono ricordato di te.

Ricordare il nome di una persona non è solo educazione

Nessuno si aspetta che alla fine del primo giorno tu conosca già il nome di tutti.

Ma vale la pena impararli il prima possibile.

Colleghi.
Collaboratori.
Clienti.
Fornitori.

Persone con cui avrai contatti frequenti.

Perché quando chiami qualcuno per nome, gli fai capire che non lo consideri semplicemente una funzione o un ruolo.

Non è “quello dell’amministrazione”.
Non è “la ragazza della reception”.
Non è “il nuovo collega”.

È una persona.

E il nome è una parte importante della sua identità.

Il nome è una piccola forma di riconoscimento

Quando utilizzi correttamente il nome di qualcuno, non stai facendo qualcosa di straordinario.

Stai facendo qualcosa di semplice.

Ma proprio per questo significativo.

In un nuovo ambiente di lavoro vuoi naturalmente costruire buoni rapporti.

Vuoi capire chi fa cosa.
Vuoi inserirti.
Iniziare a creare fiducia.

Ricordare i nomi è uno dei primi segnali concreti del fatto che stai prestando attenzione alle persone.

Perché allora facciamo così fatica?

1. Non gli diamo abbastanza importanza

A volte il motivo è molto semplice.

Non consideriamo il nome un’informazione importante.

Lo sentiamo durante una presentazione e, pochi secondi dopo, lo abbiamo già perso.

Non perché abbiamo necessariamente una cattiva memoria.

Semplicemente, non abbiamo deciso che valeva la pena ricordarlo.

2. Non stiamo davvero ascoltando

Qualcuno si presenta:

“Piacere, Andrea.”

Ma mentre lo dice tu stai già pensando:

“Adesso cosa rispondo?”
“Come mi presento?”
“Spero di fare una buona impressione.”

Il nome passa mentre la tua attenzione è da un’altra parte.

Quando incontri una persona nuova, prova per qualche secondo a concentrarti soltanto su di lei.

Ascolta il nome.
Guardala.
Ripetilo mentalmente.

La memoria comincia dall’attenzione.

3. Non abbiamo mai allenato questa capacità

Molti dicono:

“Io con i nomi sono negato.”

Forse.

Oppure semplicemente non hanno mai provato a sviluppare un metodo.

Ricordare i nomi diventa più facile quando inizi intenzionalmente a farlo.

Puoi ripetere il nome durante la conversazione, associarlo al ruolo della persona oppure annotarlo subito dopo l’incontro.

Sono piccoli accorgimenti che, con il tempo, diventano naturali.

Se vuoi approfondire proprio questo aspetto, puoi leggere anche “6 suggerimenti pratici per ricordare subito il nome delle persone”.

4. Siamo troppo concentrati su noi stessi

È particolarmente facile quando iniziamo un nuovo lavoro.

Siamo agitati.
Pensiamo a come appariremo.
A cosa diremo.
A cosa penseranno gli altri di noi.

In altre parole, siamo completamente concentrati su noi stessi.

E più siamo occupati a controllare la nostra performance, meno attenzione rimane per chi abbiamo davanti.

Prova a ribaltare per un momento la prospettiva.

Invece di chiederti:

“Che impressione sto facendo?”

prova a chiederti:

“Chi è questa persona che sto incontrando?”

Il nome sarà già più facile da ricordare.

A nessuno piace essere quello di cui nessuno ricorda il nome

Pensa a quando succede a te.

Una persona incontrata una sola volta ti saluta dopo qualche settimana utilizzando il tuo nome.

Probabilmente ti sorprende piacevolmente.

Non perché abbia compiuto un gesto eccezionale.

Ma perché ti comunica implicitamente:

“Mi sono ricordato di te.”

Ora pensa all’effetto contrario.

Hai incontrato quella persona diverse volte e continua a chiamarti con un altro nome.

Oppure non lo ricorda mai.

La sensazione cambia.

Per questo, quando inizi un nuovo lavoro, prova a darti un obiettivo molto semplice:

impara un nome alla volta.

Non devi conoscere tutti entro domani.
Devi soltanto cominciare a prestare attenzione.

Perché inserirsi bene in un nuovo ambiente non dipende soltanto da quello che sai fare.

Dipende anche da come fai sentire le persone mentre lavori con loro.

Un nome è una piccola informazione. Ricordarlo può essere un grande segnale di attenzione.