Sul lavoro ti senti brillante e capace? Occhio a non cadere in uno di questi 5 errori

errori sul lavoro

Non sono poche le persone brillanti e capaci che lamentano una carriera poco soddisfacente causa comportamenti sbagliati o sproporzionati,
che hanno pregiudicato il rapporto con referenti chiave (il capo, il team, i colleghi, i clienti),
oppure che “non si sono più ripresi” da un errore o fallimento che ha creato dubbi e perplessità sulle proprie capacità.

Anche le persone capaci fanno errori sul lavoro

Iscriviti alla Newsletter e ricevi GRATIS la guida sul coaching "Investi su Te Stesso"

Essere intelligente e capace non sempre significa avere una carriera appagante.
Anche la persona brillante trova ostacoli, contrattempi,
impedimenti e commette errori sul lavoro con conseguenze pesanti e durature sulla sua carriera.

Ecco 5 errori sul lavoro che faresti bene a evitare anche,
e soprattutto, se ti senti uno bravo e competente:

1. Mollare al primo ostacolo

Quanto sei abituato a perseverare di fronte agli ostacoli?

Se sei sempre stato quello brillante, quello bravo, quello capace,
se le cose ti sono sempre arrivate con poco sforzo, potresti non aver allenato i “muscoli” della perseveranza,
necessari quando la strada si fà in salita o finisci “a faccia a terra”.

Potresti prendere il primo ostacolo o fallimento come un segnale che non sei “capace”,
che non sei “tagliato” e mollare di schianto …
invece di mettere energia e tempo per superare difficoltà e impedimenti.

Devi imparare da quelle persone che hanno sempre dovuto lavorare sodo,
e che hanno sviluppato determinazione, costanza e forza di volontà per padroneggiare una nuova abilità o superare un ostacolo.

2. Andare in tilt dopo un errore

Se sei intelligente e ambizioso, ma anche perfezionista e zelante rischi di essere molto duro con te stesso e un errore può essere molto spiazzante.
 


 
Così, quando commetti un errore o non riesci a “fare bene qualcosa” questo insuccesso (anche se superabile) può essere sconfortante prima e paralizzante poi.

Forse, i ripetuti successi sul lavoro non ti hanno consentito di farti domande importanti.
Non è realistico credere che non farai mai errori sul lavoro,
però è fondamentale “allenare” la tua capacità di recuperare dall’errore (e rialzarti) il più in fretta possibile.

3. Non accettare le critiche

Ehi! Come siamo messi con le critiche?

Se sei stato abituato a fare un lavoro di alta qualità (sempre ben accolto e apprezzato) può suonarti strano ricevere critiche.
Se sei uno bravo, non hai molta pratica con le disapprovazioni, vero?
Come reagisci? Ascolti con attenzione, chiedi spiegazioni o vai via sbattendo la porta?

La reazione più frequente è quella di porsi sulla difensiva o,
ancora più spesso, di contrattaccare in modo impulsivo.

Ma arrabbiarsi o stare sulla difensiva (quando ti dicono che il tuo lavoro potrebbe essere migliorato),
ti farà apparire meno professionale o può frenare le persone che hai attorno a darti un utile feedback.

È molto difficile essere oggettivi su noi stessi;
ecco perché il punto di vista degli altri può fornirci indicazioni di come agire sulle nostre aree di miglioramento.

Sono parte importante nello sviluppo della nostra autostima.
Allora cerca di non chiuderti, non respingere le opinioni degli altri,
anzi accoglile come un bene prezioso.

4. Essere presuntuoso e arrogante

Sei intelligente e smart ma anche arrogante, supponente e non ammetti mai di aver sbagliato?
Se qualcuno ti fa un’osservazione, parti subito al contrattacco?
 

 
Hai “già tutte le risposte”,
basta chiedere a te per essere illuminati dalla luce del sapere.

Si tende a pensare che chi si comporta così ha un carattere forte.

Invece, questo comportamento è tipico delle persone debole e insicure.
Sei terrorizzato dalla critica perché intacca la tua autostima e la fiducia nelle tue capacità.

In pratica,
basta poco per mandarti in crisi (altro che duro che non deve chiedere mai!).

Spesso se siamo aggressivi, prepotenti o arroganti è in genere un tentativo, peraltro vano, di nascondere un profondo complesso d’inferiorità.
La fiducia in se stessi si può manifestare in molti altri modi …
la fiducia più profonda è quella che si manifesta in modo tranquillo, calmo e contenuto.

5. Sottovalutare le relazioni professionali

Quando sei intelligente e capace è facile pensare di essere “al centro del mondo” e che gli altri sono solo un supporto o,
peggio, una scocciatura.

Invece la realtà è che i rapporti professionali contano, eccome!

Le persone con cui lavori (i tuoi colleghi o il tuo team) sono la chiave del tuo successo.

Non devi essere per forza amico dei tuoi colleghi o dei tuoi collaboratori,
ma anche le piccole attenzioni significano molto per le persone che lavorano con te: i loro compleanni, i nomi dei figli, dire ‘Ciao, come va?” con sincerità.
Esprimi il tuo lato più umano e sarai apprezzato anche sul lato personale.

Non essere concentrato solo sul tuo successo personale.
Prima di intraprendere qualsiasi azione sul posto di lavoro, chiediti quale sarà il beneficio per tutto il team.

Pensa a te stesso come un giocatore di una squadra piuttosto che un singolo atleta,
qualcuno che è sempre pronto a lavorare con gli altri per il miglioramento di tutti.

Proponiti con frasi tipo “Ecco la mia idea. Cosa ne pensate ragazzi?“.

Se desideri un supporto personalizzato per gestire al meglio atteggiamenti e reazioni che complicano i tuoi rapporti e il tuo percorso professionale … oppure sei un giovane che si sta avvicinando per la prima volta a situazioni gestionali scopri il personal coaching.