Comunicare bene con i collaboratori: evita di minimizzare

“Cosa vuoi che sia! Non è una tragedia quello che è successo, pensa a chi non lavora neanche!”
“Dai, piuttosto, parliamo di cose serie. Hai inviato il preventivo?”
“Guarda che non è così difficile, ti faccio vedere!”
Spesso ce ne usciamo con frasi di questo tipo perché pensiamo che minimizzare i problemi degli altri possa aiutarli a stare meglio.
Beh, non è così.
Messaggi di questo tipo comunicano scarso interesse per il nostro interlocutore e per ciò che sta tentando di dirci.
Rivelano poca attenzione alle sue priorità.
Ai suoi sentimenti.
A ciò che sta vivendo.
Quando minimizzi un problema, lo riduci di importanza.
E quando lo fai per consolare l’altro, spesso ottieni l’effetto opposto.
La persona si sente poco compresa.
Sminuita emotivamente.
Non accolta.
È irrispettoso dire:
“Non è un problema”
quando per chi hai davanti è un grande problema.
Validare le emozioni altrui non peggiora le cose.
Anzi.
Aiuta la persona a sentirsi compresa.
Accolta.
Ascoltata.
Le permette di osservare le proprie emozioni, accettarle e imparare a gestirle.
Nel tuo ruolo di team leader, quando qualcuno ti espone dubbi o insicurezze, non ha bisogno di essere liquidato rapidamente.
Ha bisogno di confronto.
Ha bisogno di sostegno reale.
Non essere troppo veloce nel proporre soluzioni.
Non minimizzare la situazione.
Le emozioni.
Anche quando hai un punto di vista diverso.
Esprimi il tuo parere in modo schietto e sincero.
Ma non assecondare soltanto per evitare il confronto.
Comunicare bene? Non minimizzare
Non dire alla persona che il problema è irrilevante.
Non dirle che sta esagerando.
Che sta ingigantendo la situazione.
Minimizzare le paure altrui produce quasi sempre lo stesso risultato: crea distanza.
Come ho scritto nel mio libro *Autorevolezza*, abbiamo tutti, chi più chi meno, un grande talento nel vedere quanto gli altri dovrebbero cambiare.
Cambiare gli altri ci sembra spesso la soluzione più semplice.
La più comoda.
La più immediata.
Molto più che cambiare noi stessi.
Spesso, come team leader, falliamo proprio per questo motivo.
Siamo convinti che i cambiamenti comportamentali siano necessari per tutti.
Tranne che per noi.
È importante giudicare le persone per i loro punti di forza.
Non per i tuoi.
Non dimenticare che ciò che per te risulta facile e naturale potrebbe essere molto difficile per qualcun altro.
Regole non scritte.
Esperienze diverse.
Sensibilità differenti.
Ognuno parte da un punto diverso.
Sfida le persone con gentilezza.
Rispetta la loro resistenza.
Chiedi loro di affrontare cose difficili.
Ma riconosci il disagio che stanno vivendo.
“So che è difficile per te.”
Una frase semplice.
Spesso molto più utile di qualsiasi consiglio.
Se vuoi comunicare bene, onora i “Sì”.
Ma rispetta anche i “No”.
Non sentirti superiore perché possiedi punti di forza che altri non hanno
Ognuno possiede qualità.
Ognuno ha qualcosa da offrire.
Come team leader dovresti concentrarti sui punti di forza delle persone che lavorano con te.
È facile sentirsi superiori quando confronti i tuoi punti di forza con le debolezze degli altri.
Ma non è particolarmente onorevole.
Né particolarmente utile.
Non imporre i tuoi punti di forza agli altri
Ciò che per te è intuitivo potrebbe richiedere un grande sforzo per qualcun altro.
E viceversa.
Comunicare bene richiede autodisciplina.
Richiede empatia.
Richiede la capacità di rispettare e incoraggiare le persone senza giudicarle continuamente.
Anche per questo il coaching sulla leadership può aiutarti.
Non perché ti insegni una formula magica.
Ma perché ti aiuta a vedere con maggiore lucidità ciò che accade tra te e le persone che guidi.








Formatore e Coach.

