Vuoi diventare leader? 7 zavorre che devi mollare se vuoi salire in alto

diventare leader
Quando pensiamo alla crescita professionale, immaginiamo quasi sempre qualcosa da aggiungere.

Più competenze.
Più esperienza.
Più responsabilità.
Più capacità.

Ed è certamente vero.

Ma per diventare leader, a volte, è altrettanto importante togliere qualcosa.

Alleggerire.

Liberarsi di convinzioni, aspettative e pressioni che ci portiamo dietro e che finiscono per rallentarci.

Perché più sali, più alcune zavorre diventano pesanti.

Eccone 7 che vale la pena lasciare a terra.

1. Molla l’idea di dover avere sempre tutte le risposte

Pensi al leader come alla persona che deve sapere tutto?

Quella che risolve qualsiasi problema, risponde immediatamente e non mostra mai esitazioni?

Come sottolineo anche nei miei libri, un buon leader ha invece una discreta consapevolezza dei propri limiti.

Sa quando decidere.
Sa quando chiedere.
Sa quando ascoltare qualcuno che ne sa più di lui.

Il suo valore non dipende dall’avere sempre la risposta pronta.

Essere leader non significa sapere tutto.
Significa sapere anche dove cercare ciò che non sai.

Chi sente continuamente il bisogno di dimostrare competenza rischia di parlare troppo, ascoltare poco e utilizzare male proprio le competenze presenti nel team.

2. Liberati dall’obbligo di non sbagliare mai

Se prendi decisioni, prima o poi sbaglierai.

E più responsabilità hai, più i tuoi errori possono diventare visibili.

La differenza non sta nell’essere infallibili.

Sta nel modo in cui reagisci quando qualcosa non funziona.

Puoi:

  • negare;
  • giustificarti;
  • cercare un colpevole;

oppure riconoscere ciò che è successo, correggere e imparare.

Un errore riconosciuto può aumentare la tua credibilità molto più di un errore nascosto male.

Non devi cercare il fallimento.

Devi semplicemente accettare che, se vuoi sperimentare e decidere, non puoi eliminarne completamente la possibilità.

3. Abbandona l’idea di dover essere sempre brillante e carismatico

Non devi entrare in una stanza e catturare immediatamente tutti gli sguardi.

Non devi avere la battuta pronta.

Non devi essere quello che parla meglio o quello con la personalità più appariscente.

Il carisma può aiutare.

Ma leadership significa anche credibilità, affidabilità, capacità di decidere e influenza costruita nel tempo.

Ci sono persone molto estroverse che non riescono a guidare nessuno.

E persone più riservate che diventano punti di riferimento solidissimi.

Non devi impressionare le persone.
Devi darle buone ragioni per fidarsi di te.

4. Liberati dagli stereotipi su come “deve essere” un leader

Per molto tempo abbiamo costruito un’immagine abbastanza rigida della leadership.

Deciso.
Forte.
Competitivo.
Sempre sicuro.
Poco emotivo.

E spesso anche uomo.

Ma non esiste un unico modello per diventare leader.

Puoi essere autorevole in modi diversi.

Puoi essere riflessivo, diretto, empatico, riservato, energico.

La questione non è assomigliare all’immagine del leader che hai in testa.

È capire quali tuoi comportamenti aiutano realmente le persone a fidarsi, responsabilizzarsi e lavorare bene con te.

Non cercare di interpretare un personaggio.
Costruisci il tuo modo di guidare.

5. Molla l’aspettativa di essere amato da tutti

Essere apprezzati fa piacere.

Anche ai leader.

Il problema nasce quando il bisogno di approvazione comincia a influenzare le tue decisioni.

Eviti un confronto.
Non dici NO.
Tolleri comportamenti che dovresti affrontare.

Rimandi una decisione perché temi la reazione delle persone.

Se hai responsabilità, prima o poi prenderai decisioni che qualcuno non gradirà.

Non significa diventare insensibile.

Significa accettare che rispetto e popolarità non sono la stessa cosa.

Se vuoi essere sempre approvato, prima o poi smetterai di decidere.

6. Non farti abbagliare dalla posizione

Una promozione ti assegna un ruolo.

Non automaticamente leadership.

Puoi avere il titolo, l’ufficio, l’autorità formale e persone che eseguono le tue indicazioni.

Ma questo non dice ancora molto sulla qualità della tua leadership.

La domanda è un’altra:

Le persone ti seguono soltanto perché devono oppure perché riconoscono valore nel modo in cui le guidi?

La posizione può obbligare all’obbedienza.
Difficilmente può obbligare alla fiducia.

Il titolo ti assegna autorità.
L’autorevolezza devi costruirla.

7. Liberati dalla convinzione che leader si nasce

Alcune persone hanno caratteristiche che possono aiutarle.

Maggiore sicurezza.
Facilità nel parlare.
Capacità di prendere decisioni.
Presenza.

Ma questo non significa che la leadership sia una caratteristica che possiedi oppure non possiedi dalla nascita.

Molte competenze possono essere sviluppate:

  • ascolto;
  • comunicazione;
  • capacità di delegare;
  • gestione dei conflitti;
  • decisione;
  • consapevolezza del proprio comportamento.

Il problema della convinzione “leader si nasce” è che diventa una perfetta giustificazione per non provarci.

Se pensi che sia tutto già deciso, non hai motivo di lavorare su te stesso.

Ed è proprio lì che ti blocchi.

Se vuoi approfondire questi luoghi comuni, puoi leggere anche “9 miti sulla leadership da sfatare subito”.


Autorevolezza non significa autorità: è la capacità di guidare con chiarezza e rispetto. Ti aiuto a ritrovarla e mantenerla nel tempo.

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Diventare leader significa anche alleggerirsi

Che tu gestisca una persona o cento cambia naturalmente la complessità.

Ma alcune questioni rimangono.

Non devi sapere tutto.
Non devi essere perfetto.
Neanche essere il più brillante nella stanza.

Non devi assomigliare a qualcun altro.
Non devi essere amato da tutti.
Non basta avere il titolo.

E soprattutto, non devi essere nato leader per diventarlo.

A volte la crescita non arriva aggiungendo un’altra tecnica.

Arriva quando finalmente lasci andare una convinzione che ti stava limitando.

Per salire più in alto, qualche volta non serve diventare più forte.
Serve smettere di portarsi dietro pesi inutili.