Bravura e talento non basta! Occorrono duro lavoro e tenacia. Grinta.

“Faccio una cosa molto bene, ma il talento non basta.
È il primo insegnamento che mi ha trasmesso il coach.
Puoi aver talento, ma se non lavori duramente non diventi un campione.”.
Ci sono persone particolarmente dotate.
Talenti naturali.
Persone alle quali certe cose sembrano venire più facilmente.
E poi ci siamo noi.
Quelli che devono provare, sbagliare, riprovare. Quelli che guardano il collega più brillante e pensano:
“Lui è portato. Io no.”
Perfetto. La scusa per mollare, rinunciare o non provarci nemmeno è servita.
Il talento conta. Ma non basta.
Competenza, capacità e talento sono importanti. Sarebbe ingenuo sostenere il contrario.
Ma nella crescita professionale entra in gioco anche qualcos’altro: la capacità di continuare quando i risultati non arrivano subito.
Tenacia.
Costanza.
Grinta.
La psicologa Angela Duckworth ha utilizzato proprio il concetto di “grit” per descrivere la combinazione di passione e perseveranza verso obiettivi di lungo periodo.
Non significa insistere ciecamente.
Significa continuare a lavorare su qualcosa anche quando l’entusiasmo iniziale è passato, arrivano gli ostacoli e sarebbe molto più facile lasciar perdere.
Il talento può darti un vantaggio.
La tenacia decide quanto a lungo sei disposto a giocartelo.
La crescita professionale si costruisce nel tempo
È facile essere determinati quando tutto funziona.
Molto meno quando ricevi un NO, una promozione non arriva, qualcuno sembra avanzare più velocemente di te oppure scopri che devi ancora imparare molto.
È lì che la grinta diventa importante.
Vuol dire saper resistere alle distrazioni, reggere una battuta d’arresto e tornare al lavoro.
Non per una settimana.
Non soltanto quando sei motivato.
Ma abbastanza a lungo da permettere alle tue capacità di crescere e produrre risultati.
Non invidiare soltanto il talento degli altri
Puoi incontrare qualcuno più brillante, più preparato o naturalmente più portato di te.
Succederà.
Ma il confronto sul talento dice solo una parte della storia.
Non sai quanto quella persona stia lavorando.
Quanto sappia reggere la frustrazione.
Come reagisca davanti a una sconfitta.
Se continuerà quando le cose diventeranno difficili.
E soprattutto, il talento degli altri non diminuisce quello che puoi costruire tu.
Non puoi decidere quanto talento possiedi.
Puoi decidere cosa farne e quanto sei disposto a lavorarci.
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Grinta non significa non mollare mai
Anche questo va chiarito.
Perseverare non significa intestardirsi su una strada che evidentemente non funziona.
Puoi cambiare strategia.
Correggere un errore.
Chiedere aiuto.
Acquisire nuove competenze.
Persino cambiare obiettivo.
La tenacia non sta nel continuare a fare sempre la stessa cosa.
Sta nel non arrendersi alla prima difficoltà soltanto perché il risultato tarda ad arrivare.
Talento e bravura sono ottimi punti di partenza.
Ma se vuoi costruire qualcosa nel tempo, serviranno anche duro lavoro, capacità di rialzarti e perseveranza.








Formatore e Coach.

