Il tuo team è diviso in gruppetti? E se il problema fossi tu?
Foto di Serkan Göktay
All’inizio sembrano solo affinità naturali tra colleghi.
Due o tre persone che si capiscono al volo.
Altri che si ritrovano spesso insieme alla macchinetta del caffè.
Nulla di strano.
Nulla di preoccupante.
Poi, un giorno, realizzi.
Te ne accorgi.
A un certo punto lo vedi.
Non puoi più non vederlo.
Le e-mail non girano a tutti.
Le informazioni si fermano tra poche persone.
Le idee non circolano più
Qualcuno prende decisioni che coinvolgono l’intero team… ma senza avvisare.
Durante le riunioni, alcuni parlano poco.
Altri dominano il discorso.
C’è chi ascolta e osserva, cercando di capire il contesto.
Perché è la prima volta che sente certe informazioni.
Si sono creati piccoli gruppi ermetici.
Che non comunicano tra loro.
Le pause pranzo si fanno in gruppetti chiusi.
Le chat coinvolgono sempre gli stessi.
I feedback costruttivi scompaiono.
I commenti si fanno sottovoce, nei corridoi.
Il “noi” si è trasformato in “noi” e “loro”
Qualcuno si sente escluso.
Qualcun altro si prende tutto lo spazio.
Le riunioni diventano una formalità.
La creatività si spegne.
L’entusiasmo si affievolisce.
Nessuno rischia più.
Nessuno propone più.
Sei il leader di gruppetti separati.
Il leader… di un team diviso. Che non esiste più.
Hai perso la connessione con i tuoi collaboratori.
Le tue parole e le tue scelte hanno più impatto di quanto immagini.
Se vuoi migliorare la tua comunicazione e il tuo impatto come leader, trovi spunti concreti nel mio libro “Autorevolezza“.
Team diviso? Il problema non è nato ieri
È cresciuto lentamente.
Quasi in silenzio.
Potresti pensare che sia un problema dei tuoi collaboratori.
Ma fermati un attimo.
E se fosse anche il riflesso della tua leadership?
Non è una colpa.
È una responsabilità.
Quanto sei davvero presente come leader?
Essere fisicamente presente non significa essere davvero presente.
Magari sei assorbito dalle urgenze.
Hai smesso di ascoltare davvero.
Hai smesso di creare connessione.
Quando manca una guida chiara, le persone cercano sicurezza altrove.
Nei piccoli gruppi.
Dove si sentono protette.
Comprese.
Accettate.
Chi sta guidando davvero la squadra?
Se non sei più il fulcro del team, chiediti:
- Quando è stata l’ultima conversazione sincera con ogni collaboratore?
- Mi vedono come una guida… o solo come qualcuno che assegna compiti?
- Sto dando spazio a tutti… o solo a chi parla di più?
Un team unito ha bisogno di un centro.
Se quel centro non sei tu, sarà qualcos’altro.
O qualcun altro.
Dai al tuo team diviso un motivo per restare unito
Le persone lavorano bene insieme quando sentono di far parte di qualcosa di più grande.
- Il tuo team sente questo?
- Ogni persona sa perché-fa-quello-che-fa?
- Sente che il suo contributo conta?
- Oppure sta solo sopravvivendo… trovando rifugio nel suo gruppetto?
Se domani entrassi in ufficio e chiedessi:
“Qual è la cosa più importante su cui stiamo lavorando insieme?”
Otterresti la stessa risposta da tutti?
Se la risposta è no, il problema non sono i gruppetti.
È l’assenza di una direzione condivisa.
La fiducia non si impone. Si costruisce.
Non basta dire: “Siamo una squadra”.
Non basta pretenderlo.
La fiducia si costruisce.
Conversazione dopo conversazione.
Scelta dopo scelta.
Se leggendo queste righe ti sei riconosciuto, chiediti:
Cosa posso fare oggi per essere un leader più presente?
Più equo.
Più chiaro.
Umano.
Spesso bastano poche azioni mirate per cambiare la direzione.
Rendi visibile il problema. Senza accusare
Apri il dialogo.
Fai domande vere:
- Cosa sta succedendo nel team?
- Cosa ci impedisce di collaborare meglio?
- Cosa stiamo perdendo?
- Qual è il nostro vero obiettivo?
Quando le persone possono nominare un problema, possono iniziare a risolverlo.
Ricostruisci la fiducia, una conversazione alla volta
Dedica tempo ai colloqui individuali.
Ascolta davvero.
Chiedi:
- “Come ti senti nel team?”
- “Cosa possiamo migliorare insieme?”
Le persone non si chiudono per caso.
Si chiudono quando smettono di sentirsi viste.
Rompi le dinamiche esistenti
Crea nuove connessioni.
Mescola i gruppi di lavoro.
Assegna responsabilità condivise.
Premia la collaborazione.
Non solo i risultati individuali.
Crea momenti di dialogo autentico.
Anche fuori dal contesto formale.
A volte basta uscire dal contesto abituale per cambiare le dinamiche.
Un workshop.
Un confronto guidato.
Un momento di connessione reale.
Se senti che il tuo team si sta frammentando, scopri il percorso di coaching mirato:
“Motivare il team demotivato”
Possiamo lavorare insieme per ricostruire fiducia, coesione e performance.
Perché senza squadra… nessuna leadership può funzionare.
Un team non si divide all’improvviso
Si divide lentamente.
Nel silenzio.
Nelle dimenticanze.
Nelle distanze non colmate.
Ma allo stesso modo, può essere ricostruito.
Una conversazione alla volta.
Una scelta alla volta.
E tutto ricomincia nel momento in cui il leader decide di tornare davvero presente.








Formatore e Coach.

