Preferenze e simpatie: ecco come perdi punti con il tuo team

gestione dei collaboratori

Foto di vivisorg

“Con noi sbotta subito … con lei solo smancerie e sviolinate”
“Figuriamoci! Arriva sempre in ritardo … e nessuno dice niente!”
“Noi part time, qui dentro, siamo l’ultima ruota del carro …”

Avrai certamente notato come i tuoi collaboratori ti osservano costantemente,
sono attentissimi al tuo comportamento e sensibilissimi a come interagisci con ognuno di loro
.

Favoritismi, preferenze e simpatie, emergono tuo malgrado,
e all’interno del team creano sfiducia e demotivazione.

Gestione dei collaboratori? È necessario essere imparziali

Puoi essere un capo esigente, uno con “la critica facile”, pignolo e pesante … l’importante, è che quest’approccio sia comune a tutti i tuoi collaboratori,
e ogni membro del team sia trattato in modo equo e coerente.

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Hai fatto caso,
che la prima cosa che, ogni sindaco si precipita a dire,
appena eletto, è “Sarò il sindaco di tutti!?”.

Proprio per rimarcare con forza la volontà di non creare favoritismi o disparità nei suoi cittadini
(poi la realtà, a volte, è diversa ma questa è un’altra storia!).

I grandi leader hanno sempre e prima di tutto competenze elevate con le persone e non perdono mai l’occasione di essere amichevoli,
con tutti, nel comportamento e nei gesti.

Prova a trasformare te stesso e il tuo team. Prendi a cuore gli interessi di tutto il tuo staff, i loro problemi personali, aiutali a bilanciare lavoro e vita privata ed evita disparità e differenze tra i tuoi collaboratori.

Vediamo assieme 6 comportamenti da evitare per scongiurare il pericolo di preferenze e favoritismi nel tuo team e avere una gestione dei collaboratori efficace:

1. Non fai rispettare le regole

Evita di sorvolare o non dire niente per amicizia o simpatia.

Capisco che richiamare o rimproverare una persona con la quale hai un certo feeling,
non è piacevole e può compromettere il rapporto ma così facendo rischi di perdere la faccia e la stima del resto del personale,
dando un`immagine di leader debole.
 


 

In questo modo penalizzi tutti i collaboratori che lavorano con dedizione e rispetto delle regole,
persone che non vogliono sentire scuse o giustificazioni ma desiderano solo che sia rimarcato un concetto molto semplice e basilare:
se le regole esistono, tutti devono rispettarle.

2. Non coinvolgi tutto il team

Discuti, ti confronti o coinvolgi sempre e solo la stessa persona o il solito gruppetto, a te gradito!

Per gli altri,
solo comportamenti di circostanza e direttive di routine.

Ovviamente ci sono collaboratori che sono e devono essere più coinvolti rispetto ad altri,
ma devi cercare di coinvolgere (con le dovute differenze) ogni membro del tuo team.

Anche le persone con compiti “secondari” desiderano fare un buon lavoro,
avere degli obiettivi da raggiungere e partecipare al successo dell’azienda per la quale lavorano.

Rendi partecipi tutti i tuoi collaboratori di ogni iniziativa e attività.
Grazie ad una comunicazione semplice e trasparente.
Si sentiranno importanti.
Migliorerà la loro autostima e aumenteranno l’impegno e la produttività.

3. Dividi il tuo team in categorie

La divisione del team in categorie, anche solo mentale o per tua comodità,
ti porta inevitabilmente, anche senza volerlo, a creare differenze:
nuove assunte vs vecchia guardia, tempo pieno vs part time, venditori vs magazzinieri, etc.
 


 

Nel tuo team non ci devono essere “panchinari”.
Fai come gli allenatori di calcio, la loro più grande sfida è di fare gruppo, evitare di creare gap tra i vari giocatori …
“La mia squadra è composta di 22 giocatori …” è la loro frase preferita.

Usa sempre il “NOI”;
racchiudi idealmente tutti i membri del tuo staff
(dalla tua assistente, che è sempre al tuo fianco, alla part time che incroci si-e-no una volte la settimana).

4. Manifesti simpatie e preferenze personali

Ridi, scherzi, vai a pranzo o a pausa caffè sempre e solo con la stessa persona o il solito gruppetto
(si, esatto lo stesso di prima).

È naturale e normale,
sentire maggiore feeling e simpatia per alcune persone rispetto ad altre, soprattutto in momenti di pausa ma prova a pranzare o fare pausa caffè, a rotazione, con ogni singolo componente del tuo staff.

È un ottimo modo per coinvolgere tutti e migliorare le relazioni nel tuo team.
Ecco cosa vuol dire … gestione dei collaboratori!

Non tutti i giorni, se preferisci.
Stabilisci almeno un solo giorno alla settimana in cui “cambi partner”.

Le prime volte sarai un po’ ingessato ma sono sicuro che, un po’ alla volta,
scoprirai alcune sfaccettature dei tuoi colleghi che ti sorprenderanno in positivo.

Come…non sai di cosa parlare?
Per quello ti ho detto che sarai un po’ ingessato all’inizio… Dai, non farne un problema più grande di quello che è …smollati un pò e non parlare troppo di lavoro … almeno le prime volte!

5. Non offri le stesse opportunità di crescita

Essere sempre esclusi da corsi, training, meeting o sentirseli raccontare dai colleghi,
magari con toni entusiastici,
non aiuta certamente la motivazione e la produttività delle persone.
Diventa difficile la gestione dei collaboratori.
 


 

Nel limite del possibile, delle tue possibilità decisionali,
offri a ogni membro del tuo staff le stesse opportunità di formazione e di crescita professionale.

6. Non segui una linea per permessi o vacanze

Quando non c’è una linea guida che regola i permessi, le vacanze, le eccezioni, etc,
è facile che si creino confusione o malintesi che favoriscono l’idea che questi permessi vengono gestiti sulla base di favori e preferenze.

Molto meglio stabilire subito una linea guida chiara,
cristallina e flessibile nella gestione dei collaboratori.

In caso eccezionale comunica in modo chiaro a tutti le motivazioni,
specificando che si tratta di un caso particolare, urgente o importante.

Più comunichi il perché e il per come di una certa decisione,
più i tuoi collaboratori non coglieranno incoerenza o malafede nelle tue scelte.

E tu che pensi?
Ti sei mai chiesto se il tuo team sia mai stato “conquistato” dalla tua figura di capo imparziale e coerente?
Quanto spesso coinvolgi tutti i tuoi collaboratori in pause caffè o pause pranzo?