Come gestire il pessimista sul lavoro .. in tempi già difficili

pessimista

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Negativo.
Lamentoso.
Disfattista.
Catastrofico.

Proponigli un progetto interessante e troverà subito ciò che potrebbe andare storto.

Il mercato non è pronto.
I finanziamenti non arriveranno.
I clienti non capiranno.
Il piano è troppo ambizioso.

Il pessimista tende a leggere ogni situazione partendo dal rischio, dalla difficoltà o dal possibile fallimento.

A volte pensa semplicemente di essere realistico.

Il problema nasce quando questa lettura diventa l’unica possibile.

Il pessimista può condizionare tutto l’ambiente

Una persona costantemente negativa non influenza soltanto il proprio umore.

Può rallentare le discussioni, spegnere l’entusiasmo e portare il gruppo a concentrarsi continuamente su ciò che non funziona.

Se poi lavori ogni giorno con quella persona, ignorarla non è sempre possibile.

Può essere un collega.
Un collaboratore.
Il tuo responsabile.
Un cliente importante.

In questi casi il vero obiettivo è evitare che la sua visione diventi automaticamente anche la tua.

Non sprecare energie cercando di neutralizzare ogni pensiero negativo.

Prova piuttosto a riportare la conversazione sui fatti, sulle alternative e sulle possibili azioni.

Un po’ di pessimismo può essere utile

Il pessimismo non è sempre un problema.

Chi vede subito i rischi può aiutarti a individuare criticità che altri ignorano.

Può segnalare punti deboli.
Anticipare problemi.
Mettere in discussione un entusiasmo eccessivo.

In questo senso, una persona pessimista può diventare molto utile se riesce a trasformare il proprio allarme in contributo.

Il punto è proprio questo.

Vedere un rischio è utile. Fermarsi al rischio molto meno.

Quando il pessimismo si limita a dire “non funzionerà”, blocca.

Quando invece aiuta a capire perché potrebbe non funzionare e che cosa fare per evitarlo, diventa una risorsa.

Chiedi prima di reagire

Quando senti l’ennesima osservazione negativa, evita di rispondere immediatamente con un:

  • “Ma non è vero.”
  • “Sei sempre negativo.”
  • “Non ti va mai bene niente.”

Prova prima a capire cosa c’è dietro.

Puoi chiedere:

  • “Hai bisogno di sfogarti oppure vuoi ragionare su una soluzione?”
  • “Che cosa ti porta a questa conclusione?”
  • “Qual è il rischio concreto che stai vedendo?”
  • “Su quali elementi ti basi?”

Queste domande obbligano la persona a passare da una sensazione generale a qualcosa di più concreto.

E spesso già questo abbassa il livello di negatività.

Porta il pessimismo dal problema alla soluzione

Una volta identificato il problema, non lasciare che la conversazione finisca lì.

Puoi chiedere:

  • “Che cosa faresti invece?”
  • “Quale alternativa proponi?”
  • “Che cosa ci serve per andare avanti?”
  • “Come possiamo ridurre questo rischio?”
  • “Che cosa ha funzionato in passato in una situazione simile?”

Il messaggio è semplice:

Va bene segnalare un problema.

Ma se partecipi alla discussione, prova anche a contribuire alla soluzione.

Allarga la prospettiva

Il pessimista tende spesso a vedere una sola interpretazione.

Aiutalo ad aprire il campo.

Puoi dire:

  • “Hai considerato anche quest’altra possibilità?”
  • “Possiamo guardarla da una prospettiva diversa?”
  • “Capisco il rischio che vedi. Quale opportunità potrebbe esserci comunque?”
  • “Possiamo chiedere un secondo parere?”

Non serve negare ciò che dice.

Anzi, farlo potrebbe irrigidirlo ancora di più.

Meglio riconoscere il punto valido e poi ampliare la lettura.

Metti un limite quando la negatività diventa ripetitiva

Non tutte le conversazioni possono durare all’infinito.

Se il problema è già stato discusso, analizzato e affrontato, puoi anche chiudere il cerchio.

Per esempio:

  • “Grazie, il rischio è chiaro. Ora dobbiamo decidere come procedere.”
  • “Abbiamo capito cosa non funziona. Concentriamoci su ciò che possiamo fare.”
  • “Preferisco usare il tempo che resta per lavorare sulle alternative.”

Essere disponibili ad ascoltare non significa lasciare che la lamentela occupi tutto lo spazio.

Chiedi al pessimista di spiegarsi

Una delle strategie più semplici è proprio questa:

chiedere di approfondire.

Una frase negativa generica ha molta forza finché resta vaga.

  • “Non funzionerà.”
  • “È impossibile.”
  • “Non ne vale la pena.”

Quando chiedi:

  • “Perché?”
  • “In base a cosa?”
  • “Che cosa pensi succederà concretamente?”

la persona deve iniziare a costruire un ragionamento.

A quel punto puoi distinguere meglio tra una preoccupazione fondata e una reazione automatica.

Non farti trascinare

Lavorare con una persona pessimista può diventare stancante.

Per questo è importante proteggere anche il tuo modo di leggere la situazione.

Ascolta.
Valuta.

Prendi sul serio i rischi reali.

Ma non assorbire automaticamente ogni previsione negativa.

Più sei centrato sulle tue valutazioni, sui fatti e sulle possibilità concrete, meno sarai influenzato dal clima emotivo degli altri.

Non devi vincere contro il pessimista.

Devi evitare che il suo modo di vedere diventi l’unico modo possibile di vedere.