Il percorso di coaching: cosa è – parte 1

il percorso di coaching

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Come funziona davvero un percorso di coaching?

Una delle domande che ricevo più spesso è questa:

“Michele, in concreto, cosa succede durante un percorso di coaching?”

La domanda è più che legittima.

Molte persone hanno sentito parlare di coaching, hanno letto articoli, visto video o ascoltato testimonianze.

Quando però arriva il momento di valutare un percorso per sé, il dubbio rimane.

Che cosa faremo concretamente?

Tutto parte da un obiettivo

Il coaching non è una conversazione generica. Non è nemmeno uno spazio dove parlare senza una direzione precisa.

Tutto parte da un obiettivo.

Qualcosa che desideri migliorare, risolvere o affrontare.

A volte si tratta di un’esigenza molto specifica:

  • Gestire un rapporto difficile con un collaboratore.
  • Preparare un colloquio di lavoro importante.
  • Affrontare una riunione delicata.
  • Imparare a dare feedback più efficaci.

In altri casi l’obiettivo è più ampio:

  • Migliorare l’autorevolezza.
  • Potenziare la leadership.
  • Rafforzare l’autostima professionale.
  • Guidare meglio un team.

Più l’obiettivo è specifico, più il percorso tende a essere breve. Più è ampio e articolato, più sarà utile costruire un lavoro graduale.

La fase iniziale

Ogni percorso inizia con una fase di conoscenza reciproca.

Definiamo l’obiettivo.
Chiarifichiamo aspettative,
priorità
risultati desiderati.

Valutiamo insieme quale potrebbe essere il numero più adatto di incontri.

Molte persone arrivano con un problema chiarissimo.

Altre arrivano con una sensazione.

Qualcosa non funziona. Si sentono bloccate. Oppure percepiscono che potrebbero ottenere di più, ma non riescono a capire da dove partire.

Anche fare chiarezza è già parte del percorso.

Più spesso di quanto immagini.

La fase centrale

Qui si svolge il vero lavoro.

Molti immaginano il coaching come una serie di conversazioni interessanti. In realtà è molto più operativo di quanto sembri.

Si riflette.
Si analizzano situazioni.
Esplorano alternative.
Costruiscono strategie.

Ma soprattutto si passa all’azione.

L’obiettivo non è avere idee più interessanti.

L’obiettivo è creare cambiamenti concreti nella realtà professionale e personale.

Tra una sessione e l’altra possono esserci scambi di email, strumenti di riflessione, esercizi o semplici spunti operativi che aiutano a mantenere vivo il lavoro svolto durante gli incontri.

Le sessioni seguono una struttura precisa

Anche quando il dialogo appare spontaneo, non si tratta di una semplice chiacchierata.

Ogni sessione segue una struttura ben definita.

Si parte da un obiettivo.
Si esplorano possibilità e alternative.
Definisce un piano d’azione.
Eventuali ostacoli.
Si conclude con un impegno concreto.

Questo permette di mantenere il focus e di evitare che l’incontro diventi soltanto uno sfogo momentaneo.

Ogni quanto ci si incontra?

Generalmente le sessioni si svolgono ogni 10-15 giorni. Una frequenza che permette di riflettere, sperimentare e mettere in pratica ciò che emerge durante gli incontri.

Una singola sessione dura mediamente tra i 50 e i 60 minuti.

Abbastanza per approfondire.

Non così tanto da diventare dispersiva.

Coaching online o in presenza?

Entrambe le modalità possono essere efficaci.

Il coaching online offre grande flessibilità. Riduce gli spostamenti e permette di collegarsi da casa o dall’ufficio. Per molte persone crea anche una maggiore sensazione di comfort e facilita l’apertura durante la conversazione.

Altri preferiscono invece l’incontro faccia a faccia.

Non esiste una modalità giusta per tutti.

Esiste quella più adatta alla tua situazione.

Cosa non è il coaching

Questo punto è importante.

Il coaching non è una terapia. Non si occupa di curare disturbi psicologici e non lavora sull’analisi dei traumi passati.

Il coaching lavora prevalentemente sul presente e sul futuro.

  • Su ciò che desideri migliorare.
  • Sulle azioni che puoi intraprendere.
  • Sui risultati che vuoi raggiungere.

La riservatezza

Durante un percorso emergono spesso temi delicati.

Rapporti difficili.
Conflitti.
Decisioni importanti.
Problemi professionali.

Per questo la riservatezza rappresenta una parte fondamentale della relazione di coaching.

La fiducia non è un dettaglio.

È la base che permette al percorso di funzionare davvero.

La riflessione finale

Molte persone iniziano un percorso di coaching pensando di trovare risposte.

Spesso scoprono qualcosa di diverso.

Scoprono che le risposte più importanti erano già presenti. Avevano semplicemente bisogno di fermarsi, osservare la situazione da una prospettiva diversa e trasformare le intuizioni in azioni concrete.

Ed è proprio lì che inizia il cambiamento.