Vuoi essere un bravo capo? Evita queste frasi

essere un bravo capo

Foto di giselaatje

Le parole sono importanti.

Possono motivare, ispirare e convincere ma anche frustrare, disorientare o depotenziare.
Dipende da ciò che diciamo e da come lo diciamo.

Poco importa quanto tu debba stare in contatto con i tuoi collaboratori ma è sorprendente (e forse non te ne rendi conto) quanto le tue parole possano alzare o distruggere il morale del tuo team.
Se vuoi essere un bravo capo, ecco alcune frasi che non devi assolutamente lasciarti sfuggire!

“Ho lavorato tutto il week-end. Tu dov’eri?”

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Anche se lavori tanto, questo non vuol dire che i tuoi collaboratori debbano essere disponibili 24 ore su 24. Oltre che sbagliate, queste frasi colpevolizzanti sono controproducenti poiché producono un forte stress e peggiorano la qualità del lavoro.

“Fai così perchè sono io che pago a fine mese”

Le minacce non sono un buon modo per accrescere la volontà e l’impegno del tuo team. I grandi leader hanno sempre e prima di tutto competenze elevate con le persone. Gestiscono le persone incoraggiandole, aiutandole e cogliendo ogni occasione per essere amichevole sia nel comportamento sia nei gesti.

“Dobbiamo tagliare i costi”

Frase da evitare con il tuo team, soprattutto se hai appena comprato il PC d’ultima generazione o rifatto l’ufficio.

Niente di male, per carità!

Il contenimento dei costi e il rinnovamento sono importantissimi per restare competitivi in questo Mercato così complesso e incerto. Agli occhi del tuo team, tuttavia, queste decisioni appaiono incongrue e ambigue. Molto probabilmente è solo una questione di tempistica!

“Abbiamo sempre fatto così”

Questa si che è una frase giusta per … scoraggiare l’innovazione e la creatività dei tuoi collaboratori o dei tuoi dipendenti. Invece di stimolare il tuo personale a cercare soluzioni nuove e idee innovative lo “affossi” definitivamente con questa frase molto depotenziante.

 


 

“Fai così perché lo dico io!”

Lo so che, spesso, non hai tempo e sei stressato ma perché rispondere così quando qualcuno chiede delle spiegazioni?

Spiegare al tuo collaboratore perché una certa cosa va fatta e perché va fatta proprio in quel modo, lo aiuta a comprendere il quadro generale delle operazioni dell’azienda, favorisce la sua crescita e la sua produttività.

Sei il leader, diventa un supporto attivo e concreto per ognuno dei tuoi collaboratori.
Fai sentire che ci sei, dai appoggio e aiuto a chi ti circonda.
Anche questo vuol dire essere un bravo capo.

“Non lamentarti. Sei già fortunato a lavorare”

Altra frase subdola che svilisce un collaboratore che, molto probabilmente, cerca solo di sfogarsi anche per pochi minuti. Un bravo capo deve essere sempre disponibile e ascoltare anche le lamentele del suo personale.

“Sei SEMPRE il solito!” – “OGNI volta sbagli”

Evita di generalizzare il carattere o il comportamento di una persona in modo negativo. Usare parole tipo “ogni volta, sempre, mai, tutti” rischiano di trasformare la tua critica in un rimprovero molto scoraggiante e demotivante.

“Sei un incapace” – “Sei uno stupido”

E’ sempre bene focalizzarsi sul comportamento e non sulla persona. Concentrati solo sulla prestazione. Evita attacchi personali o commenti sulla persona. L’autostima del tuo collaboratore non va toccata! Qui siamo su un terreno minato e molto sensibile.

 
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Vuoi essere un bravo capo?

La tua critica (anche se legittima) si deve riferire esclusivamente a un comportamento, un compito, una situazione o un problema particolare.

Sei il capo, il leader, una persona carismatica e positiva. Il tuo atteggiamento deve trasmettere fiducia e importanza a ogni singolo membro del tuo team.

Anche se tutti i tuoi collaboratori non sono affidabili tu dai sempre un’occasione! Evita tutte le espressioni poco rispettose, discriminanti, i giudizi frustranti o le offese che possono minare lo spirito di squadra e la motivazione dei tuoi collaboratori.

È necessario coinvolgere tutte le persone che lavorano con te.
È tempo di diventare leader del tuo team!
Non credi?

Perdita dei clienti: 8 motivi per cui non acquisto più nel tuo store

perdita dei clienti

1. Mi sento trascurato o snobbato

Non discuto la vostra professionalità e competenza. Ma allora perché ho questa sensazione, quando entro nel vostro store?

Siete professionali ma anche gelidi e artificiali.

Sarà quel sorriso di circostanza, il fatto che non mi degnate nemmeno di uno sguardo, oppure mi passate a fianco senza neanche salutare. Sarò anch’io suscettibile, però …

2. Insistete e mi pressate

Per favore, non mi aggredite subito con le vostre offerte … abbiate più pazienza e datemi più tempo! Voglio essere libero di guardarmi liberamente attorno, senza occhi che mi scrutano continuamente per capire le mie intenzioni “Che fa? Compra o non compra?”.

Oggi sono più sospettoso e guardingo che mai. Sapete com’è … le fregature! Mi tengo sempre a debita distanza. Più insistete, più alzo il mio muro di sfiducia e perplessità e … non mi vedete più!

 
More: scopri il coaching per potenziare la gestione del tuo team
 

3. Siete poco trasparenti su garanzie e resi

Come, che altro chiedo? Pretendo da parte vostra, la massima chiarezza su prezzi, garanzie, resi, cambi, tempistiche, etc.

Dovete essere disponibili ad ammettere e discutere eventuali manchevolezze e problemi di quello che offrite. Tutti parlano di qualità, di servizio e garanzia ma poi sono pochi quelli che mantengono le promesse.

E poi … vi lamentate della perdita dei clienti!

4. Pensate che non sia competente

L’ultima volta mi stavate “appioppando” un modello dell’anno scorso. “Ottimo acquisto” ripeteva con un sorriso smagliante il bravo venditore. Pensate sia così difficile verificare l’anno sul web?

Sempre più spesso, prima di acquistare un articolo, un prodotto o un servizio, verifico in Rete di cosa si tratta, quali vantaggi avrò, se soddisfa le mie aspettative, chi lo vende, com’è la marca e alla fine … mi chiedo se mi serve veramente!

5. Non mi ascoltate

Non c’è niente di più frustrante di non sentirmi seguito, guidato nelle scelte o essere poco ascoltato, mal capito o frainteso.

Ho notato che, spesso, il venditore sta pensando già alla risposta mentre sto ancora parlando? Se sta pensando a cosa dirmi e cosa vendermi come può ascoltarmi veramente?

Ascoltare va oltre il semplice “sentire” quello che ho da dire: è empatia, è capire il messaggio nel suo giusto contesto. Vorrei sentire la vostra partecipazione e il vostro interesse più sulla persona che sulla vendita.

Ho letto, da qualche parte, che l’ascolto attivo sarà la competenza sempre più fondamentale per la qualità del servizio e della soddisfazione del cliente.

6. Non mi offrite un servizio personalizzato

Vorrei essere considerato diverso dagli altri, qualcosa di unico e particolare. Offrimi un servizio personalizzato. Un servizio davvero efficace ed efficiente, tagliato sulle mie esigenze e sulle mie caratteristiche.

Se cercate di aiutarmi invece che pensare (solo) a vendere, sarò ben disposto a parlare bene del vostro store, del vostro prodotto o del vostro servizio.

7. Siete convinti che mi interessi solo il prezzo

Non è vero che m’interessa solo risparmiare e guardo solo il prezzo. Spendo solo con molta più attenzione. Oggi sono più esigente e preparato di prima. Faccio scelte consapevoli e (mi spiace per gli esperti di marketing) sono sempre più difficili da influenzare.

Se poi riesco a risparmiare qual cosina, tanto meglio!

8. Non sono al centro della vostra attenzione

Pensate ancora troppo (e solo) a voi stessi.

Alle vostre priorità, alle vostre esigenze, alle vostre vendite! Non avete ancora capito che per essere competitivi dovete “mettermi al centro” e concentrare tutta la vostra attenzione su di me, sulle mie necessità, sui miei problemi e sulle mie esigenze.

Servizio clienti di qualità? Occhio alla perdita dei clienti! Il mercato sta cambiando.

Oggi, i clienti sono sempre più imprevedibili, sordi ai messaggi pubblicitari, diffidenti ed esigenti.

È importante migliorare il nostro approccio e quello del nostro team. Potenziare il servizio clienti, il nostro modo d’interagire con la clientela perché un atteggiamento sbagliato, una parola inopportuna, un gesto di troppo e di colpo … il nostro cliente sparisce senza dire nulla!

Inizia la perdita dei clienti!
Che ne pensi? Una bella sfida, vero?

Rockefeller e la perdita dei nostri clienti

servizio clienti

Recentemente leggevo con stupore che, secondo una ricerca effettuata dal Rockefeller Institute, la perdita dei clienti all’interno degli esercizi commerciali è determinata dai seguenti fattori:

9% viene carpito dalla concorrenza;
9% per trasferimenti o altre cause simili;
14% per insoddisfazione dell’acquisto effettuato;

68% per insoddisfazione del servizio ricevuto

Quest’ultimo dato stupisce prima e preoccupa poi.

Com’è possibile che quasi 7 clienti su 10 siano talmente scontenti del servizio clienti; dal trattamento o dal comportamento ricevuto, da decidere di non tornare più nel punto vendita o nel centro (dimenticando tutto quello di buono che è stato fatto per lui)?

 


 

Servizio clienti? Sempre più complicato!

Una parola sbagliata, una distrazione, un gesto di troppo e pluff … il cliente sparisce nel nulla. Se pensa di aver subito un torto o di aver ricevuto un’accoglienza poco soddisfacente … non torna più, va da altri … anche perché nel raggio di 1 kilometro ci sono almeno altri 2 store o centri che possono offrire, più o meno, lo stesso prodotto o lo stesso servizio.

Non dimentichiamoci che siamo esseri umani e in quanto tali siamo molto irrazionali.

Come clienti, siamo tutti, chi più chi meno, facili a risentirci e offenderci! Siamo sempre più esigenti, competenti e suscettibili e vogliamo essere considerati diversi dagli altri, desideriamo essere accolti e trattati in un modo unico e particolare.

Un cliente insoddisfatto si lamenta apertamente con tutti e riesce a parlare delle sue esperienze negative a circa trenta altri potenziali clienti. Se vuole rincarare la dose, può moltiplicare le sue critiche postando il proprio parere su community o social network.

Una volta la critica, il reclamo, restava tra le quattro mura, oggi si spalancano le finestre-social e si urla ai quattro venti (per fortuna non sono tutti cosi!).

Quali comportamenti o atteggiamenti, in definitiva, indispongono maggiormente i nostri clienti? (leggi per approfondire 8 motivi per cui non acquisto più nel tuo store)

• Sentirsi ignorati o “invisibili”
• Essere accolti con risentimento (sembra che si disturba)
• Essere accolti con noia, superiorità o altezzosità
• Sentirsi manipolati e forzati all’acquisto (le persone non vogliono sentirsi più manovrate!)
• Essere poco ascoltati o fraintesi
• Poca chiarezza riguardo resi, garanzia, cambi, tempistiche, etc.
• Poca professionalità e poca conoscenza del prodotto o servizio

Esagerazioni? La colpa è tutta del cliente, sempre più esigente, diffidente e suscettibile?

Chi opera oggi nella vendita, non riesce a dare un valore aggiunto al suo servizio, non ha preso coscienza dei cambiamenti del mercato e dei clienti, non si è adattato a questi cambiamenti, si pone poche domande su come migliorare, accogliere e approcciare clienti di oggi.

A (parziale) attenuante c’è la crisi, i mancati incassi, l’incertezza del domani, la paura di chiusura e di licenziamenti contribuiscono a creare un ambiente lavorativo teso e poco armonioso che poco si concilia con l’accoglienza, il sorriso e la disponibilità verso i clienti.

Tutto giusto! Ma da adesso in poi dobbiamo tener conto che …

Il cliente avrà sempre più potere

Potrà gestire un potere che spesso non saprà neppure di avere! Sarà sempre più informato, più tecnologico, sempre meno fedele.

Oggi per essere competitivi e vincere le sfide che quotidianamente il Mercato ci presenta, dobbiamo abbandonare definitivamente la veste del venditore classico e indossare quella del consulente che con più impegno e più strategia deve adattarsi a un consumatore libero di pensare e di decidere con la propria testa.

Non c`è dubbio che il Mercato sta cambiando, anche in conseguenza della crisi che ci ha investito negli ultimi anni. Sta cambiando anche il cliente … allora deve cambiare anche il tuo modo di vendere, proporre e di approcciare clienti. Il servizio clienti. Non ti sembra?

Come approcciare con successo il cliente distratto

cliente distratto

Come si comporta il cliente distratto

Sicuramente avrai incontrato anche tu il tipico cliente che perde o dimentica regolarmente qualcosa nel tuo store, nella salettina dell’estetica o nello spogliatoio della palestra, sbatte contro gli stipiti, ha un’espressione quasi assente, anche se annuisce quando li parli sei sicuro che la sua attenzione è “da un’altra parte”…

insomma il classico cliente distratto e “con la testa tra le nuvole”.

Solitamente la mente di una persona distratta non è mai tutta li, ma dove?

Boh! Sappiamo solo che segnala il desiderio di uscire dalla quotidianità, un bisogno di evasione per evitare situazioni difficili, rapporti o lavoro che non piacciono.

Si vive di fantasie eccessive, troppi impegni, la mente che non si ferma mai e non è mai nel presente, proiettata in un futuro che non arriverà mai.

Questo tipo di cliente difficilmente ascolta con attenzione il venditore o il consulente. Per contro la sua attenzione è attratta dai cosiddetti elementi di disturbo (un’altra cliente, rumori, voci, etc. ).

Questo comportamento mette in difficoltà le persone che stanno facendo un servizio o una consulenza perché questo “esserci e non esserci”, accompagnata da un’attenzione saltellante, lascia spazio a continui dubbi e possibili malintesi (ma avrà capito cosa sto dicendo?)

Che fare? Armiamoci di pazienza!

 


 

Cosa non fare

• Mai distrarsi. C’è né già troppa di … distrazione in giro. Questo tipo di cliente “non aspetta altro” per prendere altre vie e perdersi;

• Non entrare nel dettaglio. Non dare più informazioni, rispetto a quante ne ha bisogno;

• Non ripetere la frase o l’invito;

• Se ti “spara” una frase a caso che non c’entra con il contesto … fai finta di niente e continua con la tua esposizione, vendita o consulenza;

Cosa fare

Fai molte domande del tipo aperto per rendere partecipe il cliente. Ovvero quelle cui non puoi rispondere semplicemente con un “SI” o con un “NO”. Per esempio anziché “Le piace?” meglio “Cosa ne pensa?”“Come se lo sente?”;

• Parla poco e concentra la tua argomentazione su pochi ed essenziali punti, ancora meglio se riesci a individuare gli elementi che possono risvegliare la sua attenzione;

Dai priorità alle cose principali e mantieni viva l’attenzione del cliente con dimostrazioni o esposizioni che lo coinvolgano direttamente;

• Se pensi che il cliente “non ti stia seguendo”, ripeti l’invito o la proposta ma cambia le parole in modo da non toccare la sensibilità o la suscettibilità della persona (perché me lo ripete-pensa che non ho capito);

L’errore TOP che devi evitare

Se il cliente ti sembra “in un altro posto”, potresti essere tentato, approfittando della sua poca attenzione, di forzare la vendita e passare subito all’incasso (“Glielo porto in cassa”-“Una firma qui, prego”). Attento! Potresti trovarti davanti ad una persona sì distratta, ma anche preparata e competente che mette a nudo la tua correttezza e la tua professionalità.

Una bella sfida, vero? E tu come ti comporti?
Lo ascolti con calma oppure lo molli al collega che ha molta più pazienza di te?

Frasi da evitare nella vendita: “Ad essere onesto” – “Si fidi”

espressioni da evitare nella vendita

Dovremmo parlare molto meno.
Parlare troppo e male è forse l’errore più comune che facciamo nelle varie fasi della vendita.

Quando parliamo troppo, rischiamo di non capire davvero le vere esigenze del cliente oppure di usare espressioni che ci fanno apparire offensivi, incompetenti o poco corretti.

Ci sono espressioni da evitare nella vendita?

Certamente! Dobbiamo prestare molta attenzione a tutte quelle espressioni, frasi o parole che possono, a livello inconscio, essere interpretate negativamente dal Cliente. Dopo il post sull’utilizzo astratto di frasi tipo “Non si preoccupi”, questa volta tocca a quelle espressioni degradanti che alimentano dubbi o poca correttezza.

 


 

Frasi che fanno sospettare poca correttezza

“Voglio essere sincero con lei …”
“Si fidi”
“Mi creda”
“Onestamente …”
“Tanto ci trova sempre qui”
“Vuole che le dica la verità?”
“Ad essere onesto …”
“Vuole che sia sincero con lei?”

Sono tutte espressioni che contengono elementi che rischiano di minare la fiducia del cliente nei nostri confronti. Sono espressioni riempitive che indeboliscono la nostra comunicazione, classiche frasi da evitare nella vendita. Queste tipiche espressioni sono entrate talmente in uso comune che oramai non ci accorgiamo neanche più quando e perchè le diciamo.

Se con queste frasi pensiamo, di essere rassicuranti e trasmettere tranquillità al nostro cliente ci stiamo sbagliando di grosso perché, in realtà al contrario, aumentiamo dubbi e perplessità sulla nostra correttezza.

Perché?

Sono frasi fatte, con le quali pensiamo di colpire favorevolmente il nostro cliente, di solleticare la fiducia della persona, rivestendoci con un’area di sincerità e di onestà.
Non sappiamo cosa dire e allora ci rifugiamo dietro queste espressioni fumose che ci danno solo l’illusione di essere interessanti o “brillantoni”.

Alla fine si ottiene l’effetto contrario, il cliente è portato a pensare che queste frasi confezionate le tiriamo fuori proprio nei momenti di difficoltà o per “spingere” la vendita. Non mettiamo in gioco la nostra professionalità! Se operiamo oggi, nella vendita non possiamo più improvvisare o nasconderci dietro espressioni oramai abusate e improduttive.

Sincerità e professionalità non si proclamano

“Si fidi”
“Mi creda”

Queste affermazioni sono degradanti sia per la professionalità del venditore o consulente che per la serietà del punto vendita, agenzia, estetica o SPA. Quando siamo sicuri della nostra proposta, servizio o offerta, l’ultima cosa che pensiamo è di mercanteggiare o “mettere sul piatto” la nostra serietà e professionalità.

Non proclamare la tua correttezza, lascia che parli di te attraverso i tuoi gesti, le tue parole o la tua consulenza. Se proprio devi dimostrarla, porta esempi concreti di situazioni realmente accadute che mostrino in che modo ti sei comportato o come hai reagito.

“Si fidi. Tanto ci trova sempre qui”

Altra espressione da evitare nella vendita perché abusata, logora e ambigua. Tradotta significa “Non posso fregarti solo perché sapresti dove trovarmi”. Anche in questo caso non diamo garanzie concrete ma ci rifugiamo dietro frasi preconfezionate che non dimostrano niente.

Non mercanteggiare la tua onestà e sincerità

“Vuole che le dica la verità?”
“Ad essere onesto …”
“Onestamente …”
“Vuole che sia sincero con lei?”

Queste frasi suonano totalmente poco sincere. Come può qualcuno fidarsi della nostra sincerità se con gli altri diciamo di non esserlo? Chi assicura il cliente che con lui saremo veramente onesti e sinceri?

Dietro un onestamente o una dichiarazione di sincerità si nasconde spesso una bugia altrimenti non avremmo il bisogno di “addolcire” il nostro discorso con queste parole.
Non sappiamo cosa dire e allora ci rifugiamo dietro queste espressioni fumose che ci danno solo l’illusione di trasmettere rassicurazione e tranquillità.

In tutti i miei corsi di vendita invito i partecipanti a trasmettere al cliente sempre più precisione e competenza, evitando tutte quelle frasi ed espressioni riempitive che possono danneggiare la professionalità. Ricordiamoci che il cliente di oggi esige garanzie solide e sicure sul prodotto, articolo o servizio che gli stiamo offrendo.

Cambiare abitudini non è sempre semplice

Hai “sempre detto così” e diventa difficile cambiare, migliorare. Una cattiva abitudine si modifica soltanto con attenzione e costanza. Da domani, presta attenzione a quello che dici al cliente, conta quante volte usi queste frasi da evitare e … comincia a invertire la tendenza.

Vedrai che, giorno dopo giorno, diventerà naturale!

Secondo la tua esperienza, quali di queste frasi utilizzi più spesso? Come hai cercato di cambiare queste abitudini?

La chiave definitiva per motivare i tuoi collaboratori

motivare collaboratori

“Se non dici cosa fare, nessuno muove un dito”
“Fanno solo il loro compitino”
“Non guardano aldilà del loro naso”
“Non sono propositivi”
“Seguono solo il flusso”
“Distratti, molto distratti”
“Lavorano con la testa tra le nuvole”

Che tu sia imprenditore, manager oppure responsabile di un piccolo team,
che il tuo staff sia di 100 o di 1 persona, per raggiungere risultati eccellenti devi prendere consapevolezza della crescita e della motivazione dei tuoi collaboratori.

Il Mercato del Lavoro sta cambiando, (anche in conseguenza della crisi che ci ha investito negli ultimi anni) …
allora deve cambiare anche il modo di approcciare il nostro lavoro e il nostro team.

Il team è la chiave del tuo successo

Infatti quando i collaboratori sono demotivati o “molli” a farne le spese è il raggiungimento di un obiettivo,
l’esito di un progetto, il business o la carriera.

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Non possiamo più restare legati a comportamenti oramai sorpassati “Tu fai quello e tu fai quest’altro”.
È necessario coinvolgere le persone che lavorano con noi.
Non concentriamoci solo sui compiti da eseguire e sulle cose da gestire.

È tempo di diventare leader del nostro team!
E motivare collaboratori.

Mica facile! Dove trovare la motivazione?

Come motivare le persone che lavorano con te?
Ci hai provato più volte a dare una scossa motivazionale ma dopo pochi giorni ti sei ritrovato al punto di partenza.
Non è vero?

L’entusiasmo cala,
non si va oltre il compitino,
i “musi” si allungano,
l’ambiente diventa passivo
e lentamente perdi di vista il tuo obiettivo.

La verità è che la motivazione non “sgorga spontanea” dai tuoi collaboratori e non la puoi nemmeno delegare a un corso, un formatore o a un coach (pur bravo che sia!)… è (soprattutto) a carico tuo!

 


 

La motivazione del tuo personale passa inevitabilmente da te

Sei tu quello che per primo deve motivarsi,
entusiasmarsi,
ispirarsi,
“allenarsi”
e dopo, solo dopo, la puoi chiedere,
anzi pretendere, dai tuoi collaboratori.

La motivazione del team parte da te

Se avessi, come coach, l’obiettivo di motivare il tuo team mi concentrerei, subito e principalmente, su di te!

Se un treno non riesce a salire la china,
è necessario “lavorare” sui vagoni oppure sulla locomotiva?

Sei rimasto un po’ deluso,
dì la verità!

Ti aspettavi una dritta miracolosa, una frase a effetto, una trovata geniale di un coach americano, una tecnica d’avanguardia …
invece ti senti dire che il primo che deve darsi una mossa …
sei tu!

E come se non bastasse …

hai il tempo contato, le vendite “saltate” all’ultimo istante, le “grane” da risolvere,
il target da raggiungere, appuntamenti costantemente rimandati, previsioni in tilt,
un continuo e frustrante adattarsi a un Mercato e a clienti sempre più esigenti e imprevedibili.

Mi sarebbe piaciuto darti formule magiche, scorciatoie, vie d’uscite,
una soluzione smart che potrebbe risparmiarti quest’altro impegno ma non mi è possibile.

E ti spiego perché …

 
More: scopri il coaching per potenziare la gestione del tuo team
 

Motivare collaboratori e team è impegnativo

Se anche tu hai avuto,
come tutti,
problemi di motivazione sai perfettamente che se una persona ti dà una pacca sulla spalla e ti dice: “Eddai, forza motivati!” non è di grande aiuto.

Se non sei nello stato mentale giusto,
questo tipo di consiglio lascia il tempo che trova.

Come ho scritto nel mio libro sull’autorevolezza. … credi davvero che delle semplici frasi serviranno a scuotere il tuo team? Motivare collaboratori?
Oppure impegnarsi 15 minuti la settimana porterà a scatenare un entusiasmo senza fine nel tuo team?

Motivare è un impegno quotidiano

È un “paziente costruire” giorno per giorno e necessita di tutta la tua attenzione e il tuo coinvolgimento,
supportato da un reale interesse verso le persone che lavorano con te.

Motivare vuol dire disponibilità, dedizione e tempo da dedicare al tuo team
se pensi di spronare, coinvolgere e motivare collaboratori con lo stesso impegno ed entusiasmo con cui vai alle riunioni condominiali serali …
sprecheresti solo tempo ed energie preziose!

Se non hai tempo, sei stressato, sei stanco, hai altro cui pensare o in fondo non-te-ne-può-fregare-di-meno … la tua “capacità motivazionale” è pari a zero!

Se trovi difficile e faticoso tutto questo, hai ragione!
Ecco perché, nonostante la grande offerta di corsi, seminari, coaching, libri e blog gli ambienti di lavoro veramente motivati o che motivano sono una rarità.

Valuta la tua “capacità di motivare”

Fermati un secondo e rispondi con onestà:
Ti senti un modello per il tuo team?
Sai creare entusiasmo nel tuo staff?
Sei sempre motivante nel comportamento e nelle parole?
Parti con un bel “Buongiorno!” radioso e positivo già da prima mattina?
In altre parole, hai una personalità dinamica che coinvolge chi ti sta intorno?

È venuto il momento di risvegliare la tua motivazione, quella forza interna che stimola, regola e sostiene tutte le tue azioni.

 
More: scopri il coaching per la tua carriera di successo
 

Parti da te stesso!

Carica le tue pile,
motivati al massimo e poi con quell’energia trasmetti fiducia ed entusiasmo attorno a te,
vedrai come i tuoi collaboratori, i clienti e i tuoi capi se ne accorgeranno ben presto …
qualcosa si è mosso …
qualcosa di nuovo sta crescendo …
il primo mattone è stato posato!

La chiave per motivare davvero i tuoi collaboratori … sei tu.

Se ti impegni in questo, ti aspettano grandi cose.
Credimi!

Scopri il mio percorso di coaching per team leadership

Come trattare con efficacia il cliente indeciso

cliente indeciso

Come si comporta il cliente indeciso

Al cliente indeciso costa prendere decisioni.
Ha il terrore di fare acquisti poco vantaggiosi.

Questa mancanza di volontà lo rende poco simpatico agli occhi del venditore: “Questo cliente non sa quello che vuole “ oppure “Guarda molto e … acquista poco”.

È spesso indeciso e impreciso nell’esprimere i suoi bisogni o desideri. È il classico tipo di cliente che, posto davanti a più di un prodotto, esita nella scelta. Si fa consigliare dagli amici, familiari o dal partner pur di non dover prendere una decisione. Usa spesso “Uhm …”, “Boh”, “Non saprei … ci penso e ripasso…”.

Un cliente può essere indeciso perché ha scarsa fiducia in se stesso e vuole essere guidato. Accetta consigli e suggerimenti ed è pronto a farsi pilotare nelle scelte. Cerca la classica “pacca sulla spalla” in segno di approvazione.

Altre volte, invece, il cliente è incerto perché ha scarsa conoscenza del prodotto, articolo o servizio. È interessato ma allo stesso tempo esitante, probabilmente cerca qualche informazione che non ha trovato o che non gli abbiamo fornito.

Può essere anche un dettaglio banale o di scarsa importanza ma quel potenziale cliente ne ha bisogno come-il-pane per effettuare la sua scelta.

 


 

Cosa non fare

• Non dare più informazioni, rispetto a quante ne ha bisogno, perché aumenta la sua insicurezza;

• Non imbarazzate il cliente indeciso con troppe domande e se dimostra una volontà di scelta, non interrompetelo;

• Non offrire troppe alternative, altrimenti si perde. E’ meglio non fargli troppe proposte per non confondergli le idee ancora di più;

Non forzare o spingere la vendita:

• Non mollare il cliente per servirne altri, questo tipo di cliente si sente abbandonato;

Cosa fare

Guadagna la sua fiducia. Ecco il punto!. Se non instauriamo una trattativa fondata sulla fiducia e sulla trasparenza, sarà difficile chiudere la vendita;

• Dai le informazioni necessarie, con ordine e logica, in modo chiaro ed esauriente, non nascondere nulla. Sii onesto e non dire le cose a metà;

• Rassicura il cliente sulla scelta fatta. Utilizza frasi tipo “Con questo prodotto ha fatto proprio un ottimo acquisto”, oppure “Ho provato anch’io questo servizio e mi sono trovato molto bene”;

• Parla e muoviti lentamente, in modo da metterlo a proprio agio, dai il tempo necessario. Devi essere consapevole che questa non sarà una vendita rapida;

• Concentrati sulla persona. Guardalo negli occhi. Questo cliente vuole e cerca la tua massima attenzione. Non essere dominante, il cliente insicuro deve pensare di aver preso le decisioni di propria iniziativa;

• Tieni sempre viva la conversazione ( “La vedo riflettere … posso esserle utile? / le servono ulteriori informazioni? ”.) e non far caso ai momenti d’indecisione o di riflessione che può manifestare. Evita di partire con frasi “La vedo indeciso/insicuro …”;

L’errore TOP che devi evitare

Non forzare la vendita. Non insistere, premere o mettere fretta. Prendi e lascia il tempo che serve. Con calma e pazienza. Non proporre più articoli pensando di dissolvere la sua “nebbia decisionale”.

Da evitare anche frasi-boomerang tipo:

• “Si sbrighi … ho il negozio pieno”;

• “Allora? ha deciso?”;

• “Ecco il prodotto giusto per lei – prego, la cassa è lì”;

• “Se ha bisogno … mi chiami”;

Ricorda: ottenere la sua fiducia ti aprirà le porte della vendita.

Una bella sfida vero? E tu come ti comporti?
Lo ascolti con calma oppure lo molli al collega che ha molta più pazienza di te?

10 spunti per parlare chiaro e diretto

parlare chiaro e diretto

“Lo sai perché ti ho fatto chiamare?
No? Pensaci un po’…

Ehm… stavo pensando che forse sarebbe meglio se…
cominciassimo finalmente a…
ehm… io e te a discutere insieme…
e se sei d’accordo…

a parlarci finalmente in modo chiaro e diretto…
Giusto, vero?”

Così inizia il capitolo 2 del mio libro “Autorevolezza”,
ora nella NUOVA edizione aggiornata 2025…

Le parole sono importanti

Possono attrarre, ispirare, convincere.
Ma anche allontanare, disorientare, annoiare.

Dipende da cosa diciamo
e soprattutto da come lo diciamo.

Non importa quale sia la tua professione
né quanto tu debba stare a contatto con le persone.

Una cosa è certa:
parlare chiaro e diretto è necessario.

Soprattutto se ricopri un ruolo di responsabile, capo o manager.

Una comunicazione efficace:

  • migliora i rapporti personali
  • aumenta il tuo carisma
  • rafforza la tua autorevolezza

È il primo passo verso il successo professionale

Serve pratica.
Serve attenzione.

E pazienza.

Hai “sempre parlato così”
e non cambierai dall’oggi al domani.

Da domani però puoi iniziare a:

  • ascoltarti
  • notare le parole dispersive
  • invertire, poco alla volta, la tendenza

Con costanza,
lo sforzo diventa naturalezza.

Attento però!

Non commettere l’errore di:

  • regolamentare tutta la tua comunicazione
  • controllarti ogni secondo
  • disciplinare ogni frase, tutto il giorno

Rischi di:

  • perdere spontaneità
  • sembrare rigido
  • trasformarti in un automa freddo

…con tanti saluti all’empatia del comunicatore.

Concentrati solo nei momenti che contano davvero

(disposizioni, direttive, obiettivi, chiarimenti, feedback).

Per il resto:
sii te stesso.

Non devi stravolgerti.
Devi migliorare, non snaturarti.

Ricercare la perfezione comunicativa, sempre e comunque,
è una delle principali fonti di stress e ansia.

Come se non ne avessimo già abbastanza.

Ecco 10 strategie per parlare chiaro e diretto.

1. Preparati

“Per essere il numero uno,
devi allenarti come se fossi il numero due.”

Maurice Greene

Chiediti:

  • Qual è il punto?
  • Cosa deve passare assolutamente?
  • Cosa posso evitare?

Scrivi ciò che devi dire.
Usa frasi brevi.

Le frasi troppo lunghe confondono
e ti fanno perdere il filo.

2. Sorridi

Trasmette tranquillità.
Umanità.
Presenza.

Evita battutine forzate o freddure imbarazzanti.

Una battuta che non fa ridere
crea solo disagio.

3. Parlare chiaro e diretto? Niente premesse infinite

Vai senza indugio al punto.
Chi ti ascolta deve capire subito:

  • cosa stai dicendo
  • cosa vuoi

Dritto al sodo.

4. Non ripetere i concetti

Ripetere non rafforza.
Spesso indebolisce.

Aprire continue parentesi:

  • disperde
  • annoia

ti allontana dalla meta!

In un’ora di parole,
la sostanza reale è spesso 5 minuti.

5. Evita parole dispersive

“Quindi…”
“Giusto?”
“Vero?”
“Ehm…”

Addolciscono il messaggio
ma ne svuotano la forza.

6. Attento alla comunicazione non verbale

Il corpo trasmette oltre il 70% del messaggio.

Movimenti a scatti, dito puntato, mascelle serrate,
sguardo critico, tono ironico o sprezzante
parlano chiarissimo.

Anche senza parole.

7. Riduci gli intercalari

“In definitiva…”
“Sostanzialmente…”
“Naturalmente…”

Usati in continuazione
segnalano incertezza
e fanno perdere incisività.

8. Guarda in faccia la persona

Evitare lo sguardo:

  • comunica disinteresse
  • manca di rispetto

Usa il contatto visivo
(per quanto basta).

Se vuoi approfondire sull’argomento leggi → il mio post.

9. Specifica ciò che intendi

Evita frasi-indovinello come:

  • “Lo sai perché ti ho chiamato?”
  • “Secondo te è un bel comportamento?”

Non stai parlando con un bambino.

Se c’è qualcosa da dire:
dillo.

Sii specifico:

  • cosa è successo
  • cosa non ha funzionato
  • cosa ti aspetti

La chiarezza elimina risentimento e confusione.

10. Parla meno. Ascolta di più.

I grandi leader
sono grandi ascoltatori.

Non è un caso se vengono cercati,
stimati, seguiti.

E tu?

Riconosci alcune di queste dinamiche
nel tuo modo di comunicare?

Essere un grande leader significa sapere
cosa dire,
come dirlo,
e quando tacere.

La tua voce, il tuo sguardo,
la tua presenza dicono molto di più delle parole.

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Voce, attitudine, presenza: comunica autorevolezza da Executive
e allenati a trasmettere leadership autentica