Investi su te stesso. Passa all’azione. “Fai” coaching.

fare coaching

Le risposte ci sono già.

Sono tante.
Sono dappertutto.
Basta cercare.

Libri, articoli, corsi, video, podcast.

Probabilmente molte delle cose che potrebbero esserti utili le hai già lette o sentite più di una volta.

Eppure qualcosa continua a non cambiare.

Le risposte che cerchi sono dappertutto

Viviamo in un’epoca in cui trovare informazioni è facilissimo.

Vuoi sapere come comunicare meglio?
Come gestire un collaboratore difficile?
Come essere più assertivo?
Come affrontare una decisione professionale?

Troverai rapidamente decine di risposte.

Alcune saranno anche ottime.

Il problema è che una risposta corretta in generale non è necessariamente la risposta giusta per te, in quella situazione e in quel momento.

Puoi sapere perfettamente che dovresti essere più assertivo e continuare a non riuscire a dire di no al tuo responsabile.

Puoi conoscere tutte le regole del buon feedback e rimandare comunque quella conversazione difficile con un collaboratore.

Puoi aver letto molto sulla leadership e continuare a chiederti perché il tuo team non reagisca come vorresti.

Non sempre manca l’informazione.
A volte manca qualcos’altro.

Sapere che cosa sarebbe utile fare e riuscire realmente a farlo sono due cose diverse.

Il mio obiettivo di coach non è darti risposte

Non è offrirti scorciatoie.
Formule magiche.
Slogan motivazionali.

E neppure dirti continuamente:

“Fai questo.”
“Non fare quello.”

Se hai un problema di motivazione, difficilmente una pacca sulla spalla accompagnata da:

“Dai, forza, motivati!”

cambierà molto.

E se stai vivendo una situazione professionale complessa, probabilmente non hai bisogno dell’ennesima persona che ti spieghi dall’esterno che cosa dovresti fare.

Il coaching parte da un’altra prospettiva.

Significa fermarsi sulla tua situazione concreta.

Capire che cosa sta succedendo.

Mettere a fuoco ciò che forse stai confondendo.

Riconoscere comportamenti, automatismi o convinzioni che continuano a riportarti nello stesso punto.

E da lì capire che cosa puoi fare diversamente.

Una domanda può essere più utile di una risposta

A volte arriviamo al coaching cercando una soluzione:

“Come faccio a farmi rispettare?”

“Come posso motivare il mio team?”

“Devo cambiare lavoro oppure restare?”

“Come posso diventare più sicuro?”

Naturalmente sono domande legittime.

Ma spesso il lavoro interessante comincia quando smettiamo per un momento di cercare una risposta immediata e iniziamo a guardare meglio il problema.

“Che cosa succede esattamente quando senti di non essere rispettato?”

“Che cosa stai facendo oggi per motivare il tuo team?”

“Che cosa ti spinge ad andartene e che cosa invece ti trattiene?”

“In quali situazioni perdi sicurezza?”

La differenza può sembrare sottile.

Non lo è.

Una buona domanda non ti consegna una soluzione.
Ti aiuta a vedere qualcosa che prima non vedevi.

È anche ciò che ho raccontato in “Che cosa si fa davvero in una sessione di coaching? Un esempio reale“.

La consapevolezza da sola, però, non basta

Capire è importante.

Ma il coaching non dovrebbe fermarsi lì.

Se scopri che durante le riunioni intervieni poco perché aspetti di avere qualcosa di perfetto da dire, prima o poi dovrai provare a intervenire diversamente.

Se capisci che eviti continuamente un confronto con un collaboratore, arriverà il momento di affrontarlo.

Se riconosci che il tuo modo di comunicare crea più distanza di quanto pensassi, dovrai sperimentare un modo diverso.

La consapevolezza diventa utile quando comincia a modificare ciò che fai.

Non necessariamente attraverso grandi cambiamenti.

Spesso si parte da qualcosa di molto concreto.

Una conversazione.
Una decisione.
Un comportamento da osservare.
Un modo diverso di rispondere.

E poi si guarda che cosa succede.

Fare coaching vuol dire anche passare all’azione

Non perché qualcuno ti spinge.

Non perché il coach sa meglio di te che cosa dovresti fare.

E neppure perché ogni difficoltà professionale richieda necessariamente un percorso di coaching.

Ma se c’è qualcosa nel tuo modo di lavorare, decidere o relazionarti con gli altri che continua a creare lo stesso problema, può essere utile smettere di cercare soltanto nuove risposte e iniziare a lavorare sulla tua situazione.

Investire su te stesso significa anche questo.

Fermarti.
Guardare meglio.
Capire.

E poi fare qualcosa con ciò che hai capito.

Il coaching non dovrebbe dirti che cosa fare della tua vita professionale.
Dovrebbe aiutarti a leggerla con maggiore lucidità e a decidere che cosa farne.

Se senti che è arrivato il momento di lavorare concretamente su una situazione professionale che continua a bloccarti, contattami: possiamo partire da lì.