8 segnali che stai creando nel tuo team stress inutile e dannoso

stress inutile

Sei convinto che lavoro e stress vadano di pari passo?

I leader incompetenti creano stress.
Stress inutile.
Evitabile.
Stress non necessario.
Improduttivo.

1. Tutto è sempre all’ultimo minuto

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Tutto è all’ultimo secondo.
Sempre.
Tutto è fatto di fretta.
Ci si “nutre” di stress e ansia.

I leader inesperti sono sempre di fretta.
Lavorano tanto (spesso troppo) che è probabilmente il più grande segno distintivo d’incompetenza.

Assegnano rapidamente i compiti e chiedono di fare tante cose senza preavviso, esigendo anche la perfezione.

2. Dai poche direttive e per giunta sconnesse

Nessuno capisce, dove si vuole andare a parare.
Nemmeno tu.

Navighi a vista, con obiettivi confusi o irraggiungibili e senza dire chiaramente ai tuoi collaboratori “chi-fa-cosa”.
Lo devono immaginare.

La strategia è poco chiara, in continuo cambiamento.

In questo contesto è veramente complicato rimanere focalizzati sulle attività da svolgere e raggiungere gli obiettivi.

3. Nascondi gli errori

“… riconoscere gli errori e correggerli il più presto possibile, prima che facciano troppo danno.
L’unico peccato imperdonabile è nascondere un errore”.

K.R. Popper

 


 

Ogni errore che nascondi,
aumenti la mediocrità,
rinunci al miglioramento.

4. Ti aspetti sempre la perfezione creando stress inutile

Ognuno vuole fare al meglio il proprio lavoro.
Nessuno vuole essere ridicolizzato commettendo errori sul luogo di lavoro.

Tuttavia, molti responsabili e manager sono spinti da un bisogno di perfezione. Richiedono costantemente la perfezione anche su lavori o progetti di secondaria importanza oppure marginali.

Fare le cose sempre correttamente è ammirevole, ma ci sono momenti in cui richiedere la perfezione può creare stress inutile e dannoso nel tuo team.

Avere una chiara comprensione di quando gli errori dovrebbero essere più tollerati è un trampolino di lancio per sviluppo e produttività.

5. Non riconosci lo sforzo fatto

Un team leader eccellente va oltre i numeri, il budget e le ricompense (come le promozioni, gli aumenti di stipendio e la concessione di benefici) e sa che chi lavora bene ha diritto di vedere riconosciuto il suo sforzo (piccoli gesti d’incoraggiamento, i complimenti, anche la classica pacca sulla spalla).

Nel Mercato di oggi (dove si prendono molti NO) i pochi SI, conquistati con fatica e impegno, devono essere riconosciuti e apprezzati.
Come leader del tuo team comunica in modo chiaro al tuo collaboratore che apprezzi il suo lavoro.

 
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6. Sfianchi il tuo personale

Scadenze improvvise, modifiche progettuali,
interruzioni forzate che richiedono nuove valutazioni.
La pressione cresce e bisogna imparare a gestirla.

Talvolta il manager sentendosi inadeguato, cerca di sopperire alle sue mancanze con un aumento delle ore di lavoro che però, ironicamente, influisce negativamente sulla sua efficienza e sulla produttività del suo team.

I lavoratori, portati allo sfinimento, si sentono stressati, sfruttati, puniti invece che premiati per il loro impegno.

7. Sei poco trasparente

Sono davvero poche le questioni dove la riservatezza ha una buona ragione d’esistere.
Se sei un leader sicuro, non avrai problemi a identificarle facilmente.

Quando sei incompetente invece ami i segreti, pagando in termini di onestà e trasparenza.

I segreti, le bocche cucite, gli sguardi enigmatici, gli ammiccamenti e i cenni d’intesa creano (davvero) uno stress inutile e dannoso rendendo l’ambiente lavorativo nervoso, preoccupato e diffidente.

8. Hai aspettative poco realistiche

Dobbiamo sempre fissare standard elevati, ma se fissi scadenze e obiettivi talmente alti da essere irraggiungibili stai “ammazzando” la motivazione perché le persone saranno frustrate dal fatto che non potranno mai raggiungere quel traguardo impossibile.

Quando dai aspettative non realistiche, ti stai impostando per il fallimento e la delusione.
La motivazione sgorga solo quando si pensa di riuscire, di realizzare e di raggiungere “qualcosa”.

Se ritmi incalzanti e stress continuo determinano la tua vita lavorativa ricorda che …

lo stress non è “là fuori”, è dentro te.

Il modo in cui pensi a te stesso, la percezione del tuo lavoro, le tue aspettative,
il tuo modo di reagire davanti i problemi e le scadenze determinano lo stress nel “tuo” mondo lavorativo.