8 modi di correggere gli altri senza essere un arrogante saputello

Correggere senza ferire: 8 modi per non sembrare un so-tutto-io.
Correzioni.
Puntualizzazioni.
Precisazioni.
In nessun luogo come in ufficio sono così necessarie.
Se sei un manager o un team leader, probabilmente non fai fatica a prendere da parte un membro del team e segnalare un errore.
Ma cosa succede quando le informazioni imprecise arrivano da:
- un collega
- un pari grado di un altro dipartimento
- oppure (peggio) dal tuo capo o dai titolari dell’azienda?
Qui la faccenda cambia.
Il rischio nascosto dietro ogni correzione
Quando correggi qualcuno non sai mai come reagirà.
Senti che è tuo dovere sistemare le cose.
Ma allo stesso tempo ti chiedi:
Mi ringrazierà?
O farà un sorriso di circostanza… legandosela al dito?
Non vuoi sembrare arrogante.
Non vuoi passare per il saputello.
Fai bene.
Nel mio libro “Autorevolezza” ho dedicato un intero capitolo a questo tema: oggi le persone sono più suscettibili, più esposte, più rapide a sentirsi attaccate.
Basta una parola fuori posto.
Un tono sbagliato.
Un gesto di troppo.
E il rapporto professionale si incrina.
Potresti pensare: “E chi se ne importa.”
Ma se il tuo lavoro dipende anche dalla qualità delle relazioni, allora sì: ti conviene continuare a leggere.
Non è un caso che la capacità di lavorare in gruppo sia tra le competenze più richieste nel mercato del lavoro attuale.
8 modi per correggere senza risultare presuntuoso:
1. Chiarisci le tue motivazioni
Perché vuoi correggere?
L’errore è davvero rilevante?
O vuoi dimostrare quanto sei brillante?
Perfezionismo?
Ego?
Le tue intenzioni influenzano l’impatto.
Se non sei sicuro delle motivazioni, meglio tacere.
È preferibile non dire nulla piuttosto che rovinare un rapporto costruito in anni.
2. Valuta se la correzione è necessaria
Se conosci bene la persona, sai già cosa puoi dire.
Se invece avete interagito poco, procedi con cautela.
Potrebbe essere molto sensibile.
Potrebbe prenderla sul personale.
3. Cura il COME, non solo il COSA
Spesso la differenza la fa il modo.
Tono.
Sguardo.
Postura.
Mimica.
Evita frasi secche e taglienti.
Evita braccia conserte e fronte corrugata.
Meglio aprire una conversazione:
“Sto guardando il report XY e c’è qualcosa che non mi torna a pagina 3. Possiamo rivederlo insieme?”
Molto diverso da:
- “Ci sono errori a pagina 3. Rivedila.”
Stesso contenuto.
Impatto opposto.
4. Mai correggere pubblicamente (se puoi evitarlo)
Correggere davanti ad altri crea imbarazzo.
E mette l’altro sulla difensiva.
Scegli il faccia-a-faccia privato.
Dai alla persona la possibilità di “salvare la faccia”.
Rafforzerai la relazione invece di incrinarla.
Eccezione: se l’errore sta facendo perdere tempo o porterà a gravi conseguenze, intervenire pubblicamente può essere necessario.
In quel caso sii rapido, neutro, professionale.
5. Evita le correzioni via e-mail
La mail amplifica i fraintendimenti.
Il tono si perde.
Le intenzioni vengono interpretate.
Meglio parlarne di persona.
6. Usa le domande
Le domande abbassano il livello di tensione.
Passi da una posizione “correttiva” a una collaborativa.
Per esempio:
- “Vedo che vuoi coinvolgere Anna fin dall’inizio. Pensi che un ingresso posticipato potrebbe snellire il processo?”
Non stai imponendo.
Stai ragionando insieme.
7. Focalizzati sull’errore, non sulla persona
Molte persone si identificano con ciò che fanno.
Se sbagliano, pensano di essere sbagliate.
Crea distanza tra comportamento e identità.
Frasi come:
“Potrei sbagliarmi, ma…”
rendono la correzione più digeribile.
La comunicazione è il cuore dell’autorevolezza.
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8. Offri prove, aiuto e soluzioni
Non limitarti a segnalare l’errore.
Spiega il ragionamento.
Offri supporto.
- “Ho affrontato una situazione simile il mese scorso. Se vuoi, ti mostro come l’ho gestita e troviamo insieme la soluzione.”
Il “noi” cambia tutto.
Comunica che l’altro resta parte importante della squadra.
Nei momenti di tensione, un buon feedback può cambiare la direzione di una relazione professionale.
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La linea sottile
Correggere non è semplice.
Si cammina su una linea sottile tra produttività e presunzione.
Si procede con attenzione.








Formatore e Coach.
