La forza che ci permette di resistere e non arrenderci in questi tempi duri

non arrendersi

Foto di Scott Webb da Pixabay

“Vedi, tre anni fa tu eri soprannaturale,
eri un duro e avevi grinta e avevi una mascella di ferro.
Poi è capitata la cosa peggiore che possa capitare a qualsiasi pugile: ti sei civilizzato!”

MICKEY parlando con Rocky in “Rocky III”

È una chiave misteriosa e potente.
È dentro di noi e solo noi possiamo accedervi.
Qualcosa di profondo.
È capacità di resistenza. Perseguire gli obiettivi nonostante i continui “NO”.

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È l’abilità di non arrendersi.
Ristrutturare i fallimenti e le sconfitte.
La capacità di rialzarsi per l’ennesima volta.

È la disposizione a perseguire gli obiettivi a lungo termine. Con passione e tenacia.
È la capacità di resistere a distrazioni e tentazioni.
Perseverare nonostante gli ostacoli che incontriamo sulla nostra strada.

Il talento, la competenza, l’intelligenza, la bellezza … non basta…occorre grinta!

La grinta ci aiuta a non non arrendersi. A non  mollare

Senti cosa ci ricordava Marco Pantani:

“Non c’è supermarket dove si compra la grinta: o ce l’hai, o non ce l’hai.
Puoi avere il tecnico migliore, lo stipendio più alto e tutti gli stimoli di questo mondo,
ma quando sei al limite della fatica sono solo le tue doti ad aiutarti.”

E cosa dice Vincenzo Montella del “collega” Pippo Inzaghi:

“Ancora oggi non riesco a spiegarmi come facesse a segnare tanti gol. Se scomponi il centravanti Inzaghi trovi ben poco di interessante. Non aveva dribbling, non aveva tiro da fuori. Era più scarso rispetto a tanti bomber che hanno avuto la metà del suo successo.
Però lui nel suo lavoro ci ha messo tenacia, convinzione, rabbia.
La grinta ha pagato più del talento.

 


 

Non credere che solo i più bravi, belli e intelligenti saranno premiati.
Non è così.
Semmai … è (anche) così.

Nel suo intervento TED Angela Duckworth (psicologa americana che ha studiato la grinta) ha definito la risolutezza come:
“… perseveranza e passione per raggiunger obiettivi a lungo termine.
Grinta è avere resistenza. È “attaccare” il futuro, giorno dopo giorno.
Non solo per una settimana, non solo per un mese ma per anni”.

Quello che so è che il talento non ti rende grintoso” afferma la Duckworth.
I nostri dati mostrano molto chiaramente che ci sono molte persone di talento che non raggiungono i propri obiettivi.
La grinta è, spesso, persino inversamente proporzionale al talento.”

Cosa ci insegnano gli studi della Duckworth?

Se anche tu, come me,
ti sei reso conto che non puoi contare (o almeno non più) su talento, bellezza, fortuna spero possa essere da stimolo sapere che la grinta è il fattore X del successo a lungo termine.

Tra una persona talentuosa e un’altra tenace,
sarà probabilmente quest’ultima a ottenere i risultati migliori.

Questa consapevolezza ci incoraggia a non fermarci, a persistere,
a non arrendersi. A non mollare!

Nonostante i progressi nel campo delle neuroscienze e delle biotecnologie, la Grinta è straordinariamente difficile da individuare.

Devi sperimentare (e superare) grandi avversità?
È questione di genetica “c’è-l’hai-o-non-c’è-l’hai”?

Penso che non esista una formula per sviluppare o coltivare la Grinta, perché è intensamente personale e soggettiva.
Se non c’è l’hai, devi trovarla.
Se ne hai, tienila stretta e non sprecarla su qualcosa di stupido!

“Grinta è vivere la vita come se fosse una maratona, non uno sprint”

…insiste la psicologa americana.

Prova il test della grinta (in inglese) di Angela Duckworth per vedere quanto sei appassionato e perseverante.
Rispondi onestamente. Non ci sono risposte giuste o sbagliate.