Perdita del lavoro: il giusto approccio per reagire

perdita del lavoro
Trovarsi senza lavoro, da un giorno all’altro, soprattutto se in modo inaspettato e percepito come ingiusto, provoca emozioni di grande intensità.

È un vero e proprio uragano emotivo che può destabilizzare la vita, travolgere le certezze e mettere in discussione chi siamo.

Il senso di impotenza e di fallimento può condurre a un atteggiamento di apatia, impedendoci di utilizzare le opportunità e le risorse che abbiamo. Diventa difficile agire. E persino reagire.

È un mix di emozioni.

Tristezza e rimpianto.
Delusione.
Senso di colpa e vergogna.
Frustrazione.
Rabbia.

E da queste emozioni nascono nuove paure, dubbi e insicurezze.

“Ho perso tempo.”
“Non ho fatto le scelte giuste.”
“Sono davvero bravo?”
“Cosa ho fatto di sbagliato?”
“Non troverò più un lavoro.”
“Avrò mai una seconda possibilità?”

Perdita del lavoro: le circostanze sfavorevoli plasmano il carattere

Sono tantissime le persone che attribuiscono una carriera deludente alle circostanze difficili che hanno vissuto.

  • “Ho avuto situazioni difficili… nessuno ha creduto in me… ecco perché non ce l’ho fatta.”

Eppure non sono poche le persone di successo che raccontano la stessa storia, con una conclusione completamente diversa.

  • “Ho avuto situazioni difficili… nessuno ha creduto in me… ed è proprio per questo che ce l’ho fatta.”

Le circostanze rivelano chi sei.
Le tue convinzioni.
Il tuo atteggiamento.

In altre parole, influenzano ciò che riuscirai a ottenere dalla vita.

Non restare intrappolato nella domanda: “Che cosa devo fare adesso?”.

Conta molto di più il modo in cui affronti ciò che è successo.

Poco importa se deciderai di continuare nel tuo settore, cambiare completamente strada, lavorare nel sociale, aprire un’attività o reinventarti.

Conta soprattutto come vedi te stesso.
E cosa vuoi ottenere.

Quando hai deciso dove vuoi andare, chi vuoi diventare e che cosa desideri costruire…

sarà difficile fermarti.

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Quanto riesci a perseverare di fronte agli ostacoli?

Molte persone, dopo aver perso il lavoro, abbandonano sogni e obiettivi perché si arrendono alla prima vera difficoltà.

Se nella vita le cose ti sono sempre arrivate con poco sforzo, oppure grazie a una buona dose di fortuna, potresti non aver mai allenato il muscolo della perseveranza.

Ed è proprio quel muscolo che serve quando la strada comincia a salire.

Invece di investire tempo ed energie per superare le difficoltà, potresti convincerti di non essere abbastanza bravo.

Di non essere tagliato per quel lavoro.

E mollare.

Di colpo.

Dopo la perdita del lavoro la perseveranza fa la differenza

Impara da chi ha sempre lavorato sodo.

Sono persone che hanno sviluppato determinazione, costanza e forza di volontà proprio perché hanno dovuto superare molti ostacoli.

Non si raggiunge un traguardo importante senza fatica.
Senza un impegno fuori dall’ordinario.

All’inizio sarà difficile.

Poi, ripetendo quello sforzo ogni giorno, diventerà sempre più naturale.

Quando la salita si fa dura.

Quando sembra che non ci sia più alcuna ragione per continuare.
Tutto intorno a te invita a mollare…

è proprio lì che devi perseverare.

La chiave non è che cosa fare, ma come affrontare la nuova situazione

Sei disposto a non cedere davanti alle difficoltà?

Alle attese?

Ai continui “Le faremo sapere”?

Sai mettere in discussione le tue convinzioni sul mercato del lavoro?

Hai la forza di presentarti all’ennesimo colloquio con un atteggiamento positivo e proattivo?

A volte serve semplicemente percorrere ancora qualche metro.

E continuare.

La perseveranza è la qualità che ti permette di andare oltre le circostanze.

Ti aiuta a superare un fallimento.
Un ribaltamento.
Un passo falso.
Un colpo di sfortuna.

Come accade a uno sportivo che deve recuperare da un infortunio.

Perdita del lavoro? Con la perseveranza aumenti le possibilità di ritrovarlo

Come ho scritto nel mio libro Autorevolezza, una forte determinazione aiuta a superare molte difficoltà.

Uno sforzo occasionale, invece, serve a poco.

Per ottenere risultati occorre applicarsi ogni giorno, fino a trasformare l’impegno in un’abitudine.

Perseveranza significa attaccare giorno dopo giorno.

Non per una settimana.
Non per un mese.

Per anni, se necessario.

Nonostante gli ostacoli.

Nella ricerca di un lavoro non puntare solo su competenze e studi

Anche il talento, da solo, non basta.

Servono duro lavoro.
Tenacia.
Perseveranza.
Grinta.

Ritrovare un lavoro non dipende soltanto dalla preparazione, dalle competenze o dal talento.

Tra una persona molto talentuosa ma poco tenace e una meno dotata ma estremamente perseverante, spesso sarà quest’ultima a ottenere i risultati migliori.

Leggi il post.

Adesso che lo sai anche tu, davanti al prossimo ostacolo non paralizzarti.

Abbi pazienza.

Persevera.

Riprova.

Credimi.

Ce la farai.