9 ragioni perché le persone seguono un leader

Perché alcune persone sono disposte a seguire il proprio leader anche nei momenti difficili, mentre altre smettono progressivamente di fidarsi?
Non basta avere un ruolo.
Non bastano le competenze.
E non basta nemmeno essere una persona brillante o carismatica.
Le persone osservano come ti comporti, come prendi le decisioni, come le tratti e che cosa succede quando le cose si complicano.
Ecco 9 ragioni per cui un team può riconoscere la tua autorevolezza ed essere disposto a seguirti.
1. Ti interessi davvero alle persone
Le persone si accorgono abbastanza velocemente se per te sono soltanto collaboratori che devono produrre risultati oppure persone con cui lavori ogni giorno.
Interessarti a loro non significa coccolarle, diventare loro amico o evitare di essere esigente.
Significa conoscerle.
Ascoltarle.
Accorgerti quando qualcosa cambia.
Sapere che cosa stanno facendo bene e dove stanno incontrando difficoltà.
Puoi chiedere molto alle persone e, nello stesso tempo, far sentire che per te contano.
2. Dai una direzione
Un team ha bisogno di sapere dove sta andando.
Non devi avere una risposta per tutto né prevedere esattamente che cosa succederà.
Devi però riuscire a rendere sufficientemente chiari la direzione, le priorità e il senso delle decisioni che prendi.
Quando tutto sembra urgente, il leader aiuta a capire che cosa viene prima.
Quando qualcosa cambia, spiega che cosa cambia.
Quando c’è confusione, prova a riportare il team su ciò che conta.
Le persone non hanno bisogno di un leader che conosca sempre la strada.
Hanno bisogno di capire in quale direzione stanno andando.
3. Aiuti le persone a dare il meglio
È facile accorgersi di ciò che un collaboratore non sa fare.
Più difficile è vedere ciò che sa fare bene e capire come utilizzarlo meglio.
Far crescere una persona non significa ignorarne i limiti.
Significa lavorare su entrambi:
- riconoscere e utilizzare i suoi punti di forza;
- aiutarla a sviluppare ciò che ancora le manca.
Puoi chiederti:
- “Sto utilizzando bene le capacità di questa persona?”
- “Che cosa posso fare per aiutarla a crescere?”
Un leader non deve trasformare ogni collaboratore nella propria idea di collaboratore perfetto.
Deve cercare di far emergere il meglio dalla persona che ha davanti.
4. Costruisci fiducia
La fiducia non nasce perché dici:
- “Puoi fidarti di me.”
Si costruisce nel tempo.
In quello che fai dopo aver preso un impegno.
Nel modo in cui reagisci quando qualcuno sbaglia.
La coerenza fra quello che chiedi agli altri e quello che fai tu.
Può essere danneggiata rapidamente, ma non direi che una volta persa sia necessariamente impossibile recuperarla.
A volte si può ricostruire.
Richiede però tempo, coerenza e comportamenti concreti.
La fiducia dipende molto meno da ciò che dichiari e molto più da ciò che le persone imparano ad aspettarsi da te.
5. Sei coerente con ciò che chiedi agli altri
Se chiedi puntualità e sei continuamente in ritardo, il team lo vede.
Se chiedi trasparenza ma nascondi le informazioni quando ti conviene, lo vede.
Se pretendi che gli altri riconoscano gli errori ma tu trovi sempre una giustificazione per i tuoi, lo vede.
L’integrità non richiede di essere perfetto.
Richiede una ragionevole coerenza fra quello che dici, quello che chiedi e quello che fai.
Ed è proprio questa coerenza che, nel tempo, contribuisce alla tua credibilità.
6. Dai una prospettiva nei momenti difficili
Quando le cose vanno bene è relativamente facile.
È quando aumentano incertezza, cambiamenti e problemi che il comportamento del leader diventa particolarmente visibile.
Non devi distribuire ottimismo artificiale.
Non serve dire:
- “Andrà tutto bene.”
se non sai affatto se andrà tutto bene.
Puoi invece aiutare il team a distinguere ciò che sapete da ciò che ancora non sapete, ciò che potete controllare da ciò che non dipende da voi.
E soprattutto indicare quale può essere il prossimo passo.
A volte è molto più utile di una rassicurazione.
7. Sai essere fermo senza sentirti superiore
Essere leader significa anche assumerti responsabilità che gli altri non hanno.
Decidere.
Dire no.
Intervenire quando qualcosa non funziona.
Ma avere più responsabilità non significa avere sempre ragione.
Puoi essere fermo e, nello stesso tempo, ascoltare.
Puoi decidere e riconoscere il contributo degli altri.
Puoi sapere molto e ammettere:
- “Su questo ne sai più di me.”
L’umiltà non indebolisce la leadership quando è accompagnata dalla capacità di assumersi le proprie responsabilità.
8. Mantieni la calma sotto pressione
Il team osserva il leader soprattutto quando qualcosa va storto.
Se ogni imprevisto produce agitazione, fretta e reazioni impulsive, quella tensione tende facilmente a propagarsi.
Mantenere la calma non significa essere impassibile.
Puoi essere preoccupato.
Puoi non sapere come risolvere il problema.
Puoi avere bisogno di tempo.
La differenza sta nel non trasformare automaticamente la tua pressione nella pressione di tutti.
Su questo tema puoi approfondire con “Autorevolezza al lavoro: il potere della calma”.
Nei momenti difficili il team non si aspetta che tu abbia tutto sotto controllo.
Ha bisogno di vedere che non perdi il controllo di te stesso.
9. Produci risultati senza dimenticare le persone
Anche i risultati contano.
Un leader che costruisce ottime relazioni ma non riesce mai a portare il team verso gli obiettivi ha un problema.
Così come ce l’ha chi raggiunge risultati importanti lasciandosi dietro persone esauste, demotivate o incapaci di lavorare senza di lui.
La leadership deve tenere insieme entrambe le dimensioni.
Risultati e persone.
Non sempre sarà possibile trovare un equilibrio perfetto.
Ma se una delle due dimensioni scompare continuamente, prima o poi ne risentirà anche l’altra.
Il titolo non basta per essere seguito
Tempo fa un cliente mi disse:
- “Sono il direttore, ho il ruolo e le competenze. Non vedo perché il mio team non dovrebbe fidarsi di me e seguirmi.”
Ruolo e competenze sono importanti.
Ma il ruolo stabilisce una responsabilità. Non obbliga le persone a riconoscerti automaticamente autorevolezza.
È qualcosa che costruisci nel tempo attraverso il modo in cui lavori con loro.
Se senti che fai fatica a farti ascoltare, a ottenere fiducia oppure a trovare il tuo modo di guidare il team, contattami.
Possiamo partire da ciò che sta realmente accadendo nel tuo ruolo e capire su che cosa è più utile lavorare.
E alla fine la domanda più interessante non è:
- “Perché le persone seguono un leader?”
È molto più personale:
- “Perché le persone dovrebbero seguire proprio me?”








Formatore e Coach.

