Fare crescere il team: la gestione delle scuse e delle giustificazioni

Come reagisci quando un collaboratore arriva con l’ennesima giustificazione?
Accetti ogni spiegazione per evitare discussioni?
Oppure lasci correre, accumuli irritazione per settimane e poi esplodi con quello che arriva in ritardo per la prima volta?
Nessuno dei due approcci aiuta a fare crescere il team.
Gestire scuse e giustificazioni non significa diventare rigidi o sospettosi. Significa capire quando hai davanti una difficoltà reale e quando, invece, la spiegazione sta diventando un modo per evitare la responsabilità.
Le persone capiscono rapidamente quali scuse vengono accettate
Se una giustificazione viene accolta continuamente senza affrontare il problema, il messaggio passa velocemente.
Non solo alla persona interessata.
Anche agli altri.
Ciò che tolleri ripetutamente rischia di diventare uno standard per tutto il team.
E questo può essere particolarmente demotivante per i collaboratori che rispettano impegni, responsabilità e scadenze.
Non devi mettere in discussione ogni spiegazione. Un imprevisto capita a tutti.
Il problema comincia quando l’eccezione diventa un’abitudine.
Non discutere all’infinito sulla scusa
- “Non ho avuto tempo.”
- “Ho troppe cose da fare.”
- “Non mi hanno spiegato come farlo.”
- “Non è colpa mia.”
- “Non ne sapevo niente.”
Puoi passare molto tempo a stabilire quanto sia credibile ogni spiegazione.
Oppure puoi spostare la conversazione su qualcosa di più utile:
“Cosa puoi fare perché non succeda di nuovo?”
È qui che cambia il livello della conversazione.
Non stai più discutendo sul passato. Stai chiedendo alla persona di assumersi una parte di responsabilità sul futuro.
Una spiegazione può aiutare a capire cosa è successo.
Non può diventare il modo abituale per evitare la responsabilità.
Chiedi al collaboratore di trovare una soluzione
Se vuoi fare crescere il team, resisti alla tentazione di risolvere immediatamente il problema al posto suo.
Chiedi:
- “Che cosa proponi?”
- “Di cosa hai bisogno per riuscirci la prossima volta?”
- “Come pensi di organizzarti diversamente?”
Forse serve spostare un orario, una formazione specifica, un supporto tecnico o l’aiuto temporaneo di un collega.
Se esiste un ostacolo concreto, naturalmente il leader deve fare la sua parte.
Ma la prima soluzione non deve arrivare automaticamente da te.
Altrimenti il collaboratore impara qualcosa di molto semplice: porta il problema al capo e sarà il capo a occuparsene.
Sulla gestione delle scuse dei collaboratori trovi spunti interessanti nel mio libro:
“Prima volta Leader” è pensato se hai assunto da poco un ruolo di leader.
Non trasformarti nel risolutore ufficiale del team
Essere disponibili non significa sostituirsi alle persone.
Un leader deve sostenere, dare strumenti, rimuovere gli ostacoli che il collaboratore non può rimuovere da solo.
Ma deve anche permettere alle persone di sviluppare autonomia.
Aiutare un collaboratore non significa togliergli la responsabilità.
Significa metterlo nelle condizioni di assumersela.
Se continui a intervenire, decidere e sistemare tutto personalmente, forse nel breve periodo farai prima.
Nel lungo periodo, però, avrai un team che continuerà a dipendere da te. Approfondisci con il post.
Riafferma la fiducia e chiudi la questione
Una volta chiarito il problema e concordato cosa fare, non continuare a tornarci sopra.
Niente prediche.
Niente battutine alla prima occasione.
Neanche “Te l’avevo detto”.
Riafferma la fiducia nella persona e lascia che siano i comportamenti successivi a parlare.
Se il problema si ripresenta, allora sarà necessario affrontarlo nuovamente e capire perché la soluzione concordata non ha funzionato.
Ma senza trasformare la gestione delle prestazioni in una rivincita personale.
Fare crescere il team significa aumentare la responsabilità
Un leader non deve essere né quello che accetta qualsiasi scusa né quello che aspetta l’errore per punire.
Deve riuscire a distinguere tra difficoltà, imprevisti e giustificazioni ricorrenti.
E soprattutto deve riportare la conversazione sulla domanda più importante:
“Adesso, cosa puoi fare tu per risolvere il problema?”
Un team cresce quando le persone smettono di concentrarsi su perché qualcosa non è stato fatto e cominciano a chiedersi come farlo meglio la prossima volta.
Se il tuo team fatica a seguirti, può non essere un problema di competenza ma di comunicazione. In questo percorso impari a guidare con empatia e fermezza, non con autorità.
Scopri “Farsi ascoltare dai collaboratori senza autoritarismo”.








Formatore e Coach.

