Raggiungere il successo professionale: meno social – più relazioni reali

raggiungere il successo professionale
Puoi avere centinaia di contatti su LinkedIn, follower su Instagram, persone che commentano quello che pubblichi.

Ma quante di queste persone ti conoscono davvero professionalmente?

Quante sanno come lavori, come affronti un problema, quanto sei affidabile, cosa puoi portare a un progetto o a un’azienda?

Quando parliamo di successo professionale, rischiamo di confondere due cose molto diverse:

avere una rete e avere delle relazioni.

I social facilitano i contatti. Non necessariamente le relazioni

La tecnologia ci permette di entrare in contatto con persone che probabilmente non avremmo mai conosciuto.

Ed è una grande opportunità.

Possiamo trovare informazioni, scoprire professionisti, mantenere rapporti a distanza, far conoscere il nostro lavoro.

Ma un contatto è soltanto l’inizio.

Coltivare una relazione richiede qualcosa di diverso: tempo, continuità, interesse, confronto.

Richiede anche quella parte meno comoda delle relazioni: ascoltare, esporsi, gestire incomprensioni, confrontarsi con opinioni diverse dalle nostre.

Un like richiede un secondo.

Il rischio è confondere visibilità e valore professionale

Essere molto visibili online può essere utile.

Ma la visibilità, da sola, non dice quanto sei competente, affidabile o piacevole da avere accanto quando il lavoro diventa complicato.

Queste cose emergono soprattutto nel rapporto con gli altri.

Nel modo in cui mantieni una promessa.
Come reagisci quando qualcosa va storto.

Nella disponibilità che dimostri.
Nella qualità di una conversazione.
Nel modo in cui affronti un disaccordo.

Sono questi piccoli comportamenti ripetuti nel tempo a costruire una reputazione professionale.

Raggiungere il successo professionale.

Le relazioni reali allenano competenze che online puoi evitare

Nel mondo digitale è relativamente facile scegliere con chi parlare, quando rispondere e quando interrompere una conversazione.

Nel lavoro non funziona così.

Devi confrontarti anche con il collega che non la pensa come te, con il cliente difficile, con il capo che ti mette sotto pressione, con il collaboratore che ha bisogno di una spiegazione in più.

Non puoi sempre chiudere la conversazione o passare oltre.

Ed è proprio dentro queste situazioni che sviluppi capacità fondamentali: ascolto, negoziazione, assertività, gestione del conflitto, empatia.

Le relazioni professionali non servono soltanto alla carriera. Ti allenano alla carriera.

Meno social non significa sparire dai social

Non credo che la soluzione sia demonizzare la tecnologia o abbandonare i social.

Sarebbe anche poco realistico.

Internet può essere uno straordinario punto di partenza per creare connessioni professionali.

Il problema nasce quando il mezzo diventa il traguardo.

Quando accumuliamo contatti ma non costruiamo rapporti.
Quando curiamo molto la nostra immagine e molto meno il modo in cui ci relazioniamo con le persone.

Quando pensiamo che essere conosciuti significhi automaticamente essere riconosciuti professionalmente.

Per raggiungere il successo professionale servono persone che ti conoscano davvero

Una relazione professionale può iniziare online.

Può nascere da un messaggio, da un commento, dal tuo sito web o da Instagram.

Ma poi deve succedere qualcosa.

Una conversazione.
Uno scambio.
Una collaborazione.

Un rapporto che nel tempo permetta all’altra persona di capire chi sei e come lavori.

Perché alla fine non conta soltanto quante persone riesci a raggiungere.

Conta quante, dopo averti conosciuto davvero, sono disposte a fidarsi di te.

E nel lavoro, la fiducia continua a valere molto più di un numero sullo schermo.