Un nuovo lavoro di team leader: 9 regole per iniziare al meglio
Hai superato il colloquio.
Hai ottenuto il lavoro.
Adesso sei il nuovo team leader.
Come ho scritto nel mio libro “Prima volta Leader”, quando entri in un nuovo team o in una nuova azienda è difficile capire subito come funzionano davvero le cose.
Nuove regole.
Nuove persone.
Una cultura ancora da decifrare.
Il malinteso è sempre in agguato. Un approccio sbagliato può diventare un autogol, un atteggiamento può essere frainteso e una decisione apparentemente innocua trasformarsi in una trappola.
Ora che il grande giorno si avvicina, i dubbi sulla tua leadership e le perplessità sui possibili ostacoli potrebbero tenerti sveglio la notte.
È normale.
Ecco nove regole da fare tue per iniziare il nuovo lavoro con maggiore sicurezza, forza ed entusiasmo.
1. Il rispetto va conquistato
Non puoi ottenere il rispetto del team semplicemente perché sei il capo.
Non funziona così.
Il ruolo ti attribuisce un’autorità formale. Il rispetto, invece, dipende dal modo in cui ti comporti ogni giorno.
Devi dimostrare di essere affidabile, coerente e degno della fiducia delle persone.
Il tuo atteggiamento influenza tutto il team.
Se i collaboratori ti vedono manipolare numeri, informazioni o decisioni per il tuo vantaggio personale, smetteranno rapidamente di seguirti.
Il titolo apre la porta.
Sono i comportamenti a permetterti di restare nella stanza.
2. Senza il team non esiste successo
Le persone del tuo team rappresentano il tuo patrimonio professionale.
Possono determinare il successo o l’insuccesso del tuo lavoro, del progetto e, in alcuni casi, dell’intera attività.
Da solo non vai da nessuna parte.
Hai bisogno dei tuoi collaboratori più di quanto, forse, immagini. Le loro competenze, la loro esperienza e il loro impegno permettono anche a te di raggiungere i risultati.
Non trattarli come semplici esecutori.
Rendili parte del percorso.
3. Non pretendere dagli altri la motivazione che tu non mostri
La motivazione del team passa inevitabilmente anche da te.
Non puoi presentarti scarico, distratto o disinteressato e pretendere che gli altri lavorino con entusiasmo.
Essere il leader non significa sentirsi superiori.
Anzi, il bisogno continuo di dimostrare superiorità nasconde spesso insicurezza e paura.
Arroganza e sicurezza non sono la stessa cosa.
Mostrarsi strafottenti non significa avere fiducia in sé stessi. Molto più spesso significa non sapere come gestire le proprie fragilità.
4. Concentrati prima di tutto su te stesso
L’unica persona che puoi controllare davvero sei tu.
Il tuo comportamento.
Le tue reazioni.
Le tue decisioni.
Il modo in cui comunichi.
Non preoccuparti soltanto di ciò che fanno gli altri.
La persona più difficile da gestire potresti essere proprio tu. Leggi il post.
Lavora sul tuo approccio, sulle tue rigidità e sulle tue paure. Se non lo fai, rischi di diventare il centro delle complicazioni che attribuirai al team.
Prima di chiederti perché i collaboratori non funzionano, prova a domandarti:
- Che cosa sto portando io dentro questa situazione?
5. Non lasciarti paralizzare dalla paura
Avrai paura di sbagliare.
Di non essere all’altezza.
Di non essere abbastanza preparato.
Di non riuscire a gestire il team.
Fa parte del percorso.
Il problema nasce quando la paura ti blocca, ti fa indietreggiare oppure ti impedisce di prendere decisioni.
Non aspettare di sentirti completamente sicuro.
Quel momento potrebbe non arrivare mai.
Le persone di successo non sono necessariamente quelle che possiedono più talento. Spesso sono quelle che, dopo una caduta, si rialzano e continuano.
6. Ricorda il monito di Wolf Rinke
“Dire a qualcuno di fare qualcosa non significa essere leader.”
Assegnare compiti non basta.
Dare ordini non basta.
Controllare il lavoro non basta.
Fai parlare i fatti.
Mostra come si lavora.
Mantieni gli impegni.
Assumiti le responsabilità.
Ascolta più di quanto parli.
La leadership si vede soprattutto quando le persone osservano ciò che fai, non soltanto ciò che dici.
7. Impara a conversare con le tue paure
Quando iniziano i dubbi sulla tua leadership, la mente può riempirsi rapidamente di scenari negativi.
- “E se non mi rispettano?”
- “E se sbaglio?”
- “E se si accorgono che non sono pronto?”
Ferma le fantasie e torna ai fatti.
L’ansia che provi per il nuovo inizio è normale. Anche le persone del team potrebbero sentirsi insicure, perché devono conoscere te, il tuo stile e le tue intenzioni.
I grandi leader non eliminano la paura.
La guardano.
L’ascoltano.
La accettano.
Poi decidono comunque di andare avanti.
Quando il tuo ruolo di leader vacilla, servono strategie concrete per riallineare presenza, voce e direzione.
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8. Non farti inghiottire dalla perfezione
Ogni nuovo compito ti sembrerà una prova.
Ogni progetto dovrà apparire impeccabile.
Ogni decisione ineccepibile.
Ogni intervento perfetto.
Ma è realistico aspettarti la perfezione mentre stai ancora imparando?
No.
Non caricarti sulle spalle un peso inutile.
Migliorerai strada facendo. Imparerai dalle persone, dalle difficoltà e anche dagli errori.
Punta al miglior risultato possibile.
Non alla perfezione.
9. Sii gentile, non debole
Essere gentile non significa essere un avversario facile.
Essere educato non significa accettare tutto.
La gentilezza richiede spesso molto più carattere dell’arroganza, perché ti obbliga a governare l’ego invece di lasciarti governare.
Serve disciplina per mantenere la calma.
Serve forza per ascoltare senza reagire immediatamente.
Sicurezza per essere rispettosi anche quando devi essere fermo.
Sbraitare è facile.
Essere autorevole senza umiliare gli altri è molto più difficile.
Il nuovo ruolo comincia prima ancora del primo giorno
Non devi dimostrare subito di sapere tutto in un nuovo lavoro.
Devi osservare, ascoltare e comprendere.
Il tuo obiettivo iniziale non è stupire il team.
È costruire le condizioni perché le persone possano fidarsi di te.
La leadership non nasce nel momento in cui ricevi il titolo.
Comincia nel modo in cui scegli di entrare in quella stanza.


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Formatore e Coach.

