10 modi in cui bravi manager dicono cose giuste nel modo sbagliato – 2

diventar leader

Foto di Skyler Ewing da Pexels

Leggi anche la parte 1.

Dire cose giuste ma alle persone “sbagliate”

Non siamo più abituati a dire quello che pensiamo.

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Il mondo del Lavoro è fatto di apparenza e di rapporti di circostanza, in cui esprimersi è considerato inopportuno. Soprattutto se la tua opinione non coincide con chi ti sta di fronte.

Come ho scritto nel mio libro “Autorevolezza strategie e tecniche per diventare il riferimento carismatico dei tuoi collaboratori e colleghi“- come si comporta il tuo capo, il titolare o il big boss di fronte a un dissenso?

Lo accetta, si confronta oppure appena vede un’espressione accigliata,
si irrigidisce e si innervosisce.

Sono pochi i capi che accettano come le persone intorno esprimano il disaccordo.
Non desiderano essere messi in discussione.
Non ambiscono il confronto, tantomeno il contraddittorio.

Una parola sbagliata, una correzione inappropriata, un gesto di troppo e di colpo …
il rapporto professionale sparisce nel nulla!

Se il tuo capo diretto non desidera vedere la verità,
non vuole vedere un problema evidente che deve essere affrontato, il cosiddetto “elefante nella stanza”,
sappi che parlare ti comporterà delle conseguenze.

Ti basta un po’ di strategia e un pizzico di diplomazia in più.

 
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Dire cose giuste con approccio troppo molle

Per esempio, quando ti vedi costretto a dire no ad un collaboratore,
non dilungarti in scuse o scusanti.

Così dai l’impressione di sentirti in colpa o di essere insicuro.
Dai una spiegazione breve e concisa.
Evita giri di parole e vai direttamente al punto.

La ragione del tuo rifiuto può anche essere importante ma al tuo collaboratore interessa poco.
Vuole solo sapere se la sua richiesta è accettata o no.

Se parli troppo, potresti anche finire, alla lunga, col dire di sì …
facendo autogol!

Dire cose vere ma essere troppo duro

Per esempio, quando devi dare un feedback al tuo collaboratore che non ha raggiungimento il target,
non affondare il coltello nella piaga, cerca di proporre la verità in modo gentile (che non vuol dire essere molli).

Cerca di parlare con garbo,
prova a dire la verità in modo neutro, soprattutto se la persona la conosce già,
quando è un dato di fatto.

Per diventar leader non dovresti essere insolente e provocatorio, ma comprensivo e disponibile.
Parlare lentamente con calma.

 


 

Sei tu a determinare il contenuto e la modalità dei tuoi dialoghi.
Non parlare a tuo vantaggio, parla a beneficio della persona.

Condividi il tuo obiettivo: massimizzare il potenziale del tuo collaboratore …
e mostra quanto sei felice di questa opportunità!

Il tuo collaboratore deve sapere che riconosci i suoi talenti,
che credi in lui!

Dire cose giuste con tono e intensità sbagliata

Dici cose giuste, non usi nemmeno parole sbagliate, ma le persone le prendono comunque in modo negativo.

La ragione di tale fraintendimento è il tono, diventi “rumoroso”, oppure mono-tono,
usi frasi (magari motivazionali) con stanchezza e distacco.

Frasi con volume basso pronunciate con la stessa intonazione, senza variazione, risultano come una cantilena.

Oppure un volume alto, quasi forzato, può comunicare aggressività.

Ancora una volta la differenza la fa il COME e non il COSA.
Il volume, il tono, la mimica facciale, ecc. possono davvero fare la differenza tra un approccio costruttivo, accondiscendente e uno conflittuale.

Dire cose giuste al momento sbagliato

Poche parole ben indirizzate possono dare speranza dopo una sconfitta.

Alcune parole maldestre possono rovinare una vittoria.

Per esempio, se dici a un tuo collaboratore “Avresti potuto fare di più!” (anche con ragione) dopo che la persona ha dato il massimo, togli forza e causi scoramento.

Non puoi dare energia con parole negative.
Non puoi raggiungere il massimo potenziale se parli di debolezza.

Prima di confrontarti, prima di avanzare le tue opinioni o suggerimenti devi capire se è il momento giusto per confrontarti, dare il tuo suggerimento o piuttosto aspettare un momento migliore.

Se la persona è già stressata e demoralizzata di suo,
condividere la tua opinione in quel momento può non essere una buona idea.

Se vuoi diventar leader è importante capire se è il momento giusto per parlare e confrontarsi.

 
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Dire cose giuste davanti le persone

Non importa quanto le tue intenzioni siano nobili,
non è mai una buona idea criticare o correggere qualcuno di fronte a un “pubblico” (anche se piccolo: team, clienti, titolari, ecc.…).

Oltre a essere imbarazzante, dai anche un motivo all’altra persona di pensare che il tuo scopo sia tutt’altro che onesto e dignitoso.

Meglio sempre scegliere il faccia-a-faccia privato, dando alla persona la possibilità di salvare la faccia, rafforzerai il tuo rapporto di lavoro, invece di demolirlo.

È indispensabile correggere qualcuno pubblicamente solo se l’errore porterà a gravi conseguenze o farà risparmiare tempo e fatica a tutti.

Per esempio, se in una riunione si sta partendo con l’ordine del giorno sbagliato, intervenendo, potrai far risparmiare tempo ed energie a tutti i presenti.

In conclusione, se vuoi diventar leader, non essere più frainteso o equivocato,
non lavorare solo sui contenuti ma anche sul come e sul quando.