Dare feedback: 15 cose da imparare dai grandi CEO

Foto di ANTONI SHKRABA
Quanto ti piace dare un feedback negativo a un tuo collaboratore?
Probabilmente non molto.
Eppure fa parte del tuo lavoro.
Se condotto in modo costruttivo, il feedback offre guida.
Crea coerenza.
Diventa prezioso sia per te sia per il tuo collaboratore.
Il suo obiettivo non dovrebbe essere accusare o incolpare una persona.
Dovrebbe invece aumentare la consapevolezza, favorire una correzione e aiutare a migliorare una prestazione o un atteggiamento.
Le persone che lavorano con te meritano un feedback
Hanno il diritto di sapere che cosa stanno sbagliando.
E hanno il dovere di provare a correggerlo.
Ma non possono migliorare se nessuno dice loro cosa fare in modo diverso.
I grandi manager non reagiscono d’impulso.
Prima osservano il problema da più prospettive.
Ne colgono le sfumature.
Cercano di comprenderne le cause.
Poi parlano.
Usano una voce calma.
Assertiva.
Mai aggressiva.
Questo permette loro di rimanere concentrati sul problema.
Non sulla persona.
Ascoltano il punto di vista del collaboratore.
Quando è utile, integrano le sue osservazioni con le proprie.
Infine costruiscono una connessione.
Aiutano il collaboratore a comprendere quale impatto abbia avuto un comportamento o una prestazione sul lavoro, sul team o sui risultati.
Perché un buon feedback non serve a dimostrare che hai ragione.
Serve a fare in modo che l’altra persona esca dal colloquio con maggiore chiarezza di quando è entrata.
Ecco 15 cose da ricordare per dare feedback come un grande CEO:
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Formatore e Coach.

