Gestire il team: come parlare con persone ansiose in tempi ansiogeni – 2

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Foto di Pexels da Pixabay

6. Non interrompere

Ogni volta che interrompi, stai uccidendo la comunicazione… e l’empatia.

L’empatia si “prende cura” delle persone.
Se interrompi l’altro, rompi questo “incantesimo”.

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La capacità di entrare in empatia ti permette di capire il messaggio nel suo giusto contesto,
dimostrando sincero interesse per gli altri.

Ascolta con empatia

“Ti ringrazio per aver sollevato la questione.
So che sei preoccupato… e anch’io.”

Alla persona ansiosa piace sapere (o credere) che capisci (o condividi) il suo stato d’animo.
Quello che sta vivendo.

Fai sentire il tuo coinvolgimento personale.
Le persone vogliono che le loro paure e preoccupazioni siano ascoltate.
Riconosciute.

Ascoltare significa fare silenzio interiormente.
Vuol dire calmare il tuo borbottio interno.
Prestare la più totale attenzione a quello che l’altro sta dicendo.

Ascoltare significa …prima capire, poi offrire un consiglio o una soluzione.

7. Non fingere di ascoltare

È tempo di empatia e di ascolto attivo.

Che succede quando un tuo collaboratore desidera parlare con te (per una spiegazione, un chiarimento, un consiglio, una richiesta) e tu hai fretta, devi terminare qualcosa,
non hai tempo o non ne hai semplicemente voglia?

Ascolti con attenzione,
fai finta di ascoltare oppure rimandi costantemente?

La calma comunica interesse per gli altri e … per il loro messaggio.

D’altra parte,
la fretta trasmette (anche in buona fede) che non ti interessa e che non sei importante.
Sei lì fisicamente ma non con la mente e col cuore.

È il tipo di ascolto “Ci sono/non ci sono”.
Chi parla ha la netta (e spiacevole) sensazione di non essere realmente ascoltato.
 

8. Gestire team: evita i “FORSE”…

FORSE mantiene aperte tutte le opzioni, è confusione e stagnazione.

Se sei tentato di dire FORSE, meglio dire NO.
Se hai bisogno di un po’ di tempo, fai sapere che deciderai più tardi – per esempio – a fine della giornata.

Non puoi pianificare e andare avanti con i FORSE.
FORSE è pericoloso. Blocca.
Porta all’inazione e alla confusione.

9. … i “MA”

Ogni volta che usi MA, cancelli inevitabilmente quanto hai detto prima!

“Andrà tutto bene MA …”.
Come ti suona? Che cosa senti?
Che non intendo quello che ho detto.

Il “MA” cancella, limita, diminuisce, giustifica
Sostituisci il “MA” con “E”.

Oppure puoi anche solo interrompere la frase e sostituire il MA con un punto.
“Hai fatto un ottimo lavoro MA c’è ancora tanto da fare”.
“Hai fatto un ottimo lavoro. C’è ancora tanto da fare”.

10. … i “Non lo so”

Affermare di non conoscere la risposta non è un segno di incompetenza e insicurezza.
Anzi, può essere una dimostrazione di forza.

Usare spesso -nel gestire team-  “Non lo so” ti costa credibilità e influenza.

Ogni volta che te-ne-esci con un arrendevole “Non lo so “, spingi le persone ad andare da altri …
a non venire da te!

Piuttosto di “Non lo so” predefinito, preparati risposte più potenti. Leggi post.
 

11. … e le frasi fatte.

Presta attenzione all’impatto di alcune frasi ostentate con troppa leggerezza.
Non cedere al finto entusiasmo e sorrisi di circostanza per mascherare disagio e dispiacere.

“Capisco quanto sia difficile questo cambiamento”
“So quanto sia faticoso, avete lavorato tanto e come deve essere deludente …”
“Sono sicuro che andrà tutto bene”
“So quanto sia triste per te”

Potresti sentirti dire “No, mi spiace… non lo sai”.
Soprattutto quando non hai partecipato.
Non sei stato coinvolto dalle conseguenze negative.

Quando non riesci a immaginare l’effetto delle tue parole.
Quando rischi di sembrare insensibile, vittima, ingrato, permaloso, esagerato, inadeguato.

È meglio mordersi le labbra. Altro che gestire team …
È meglio stare zitti!