
STAI LEGGENDO LA PARTE 4
Vuoi la fiducia del team? Parla chiaro, soprattutto nei momenti difficili
Che tu sia manager di una multinazionale, un piccolo imprenditore, un professionista o un responsabile di settore, poco importa.
Che il tuo staff sia composto da 2 o 200 persone, cambia poco.
Ricorda che stai comunicando con persone.
Persone che osservano.
Persone che ascoltano.
Sentono.
Parla chiaro e diretto, soprattutto nei momenti difficili.
Guarda le persone negli occhi.
Senti la loro preoccupazione.
Stabilisci un contatto visivo, senza esagerare.
Serve a far percepire il tuo interesse.
Sei il leader.
Dai appoggio.
Sostieni.
Incoraggia la tua gente.
Costantemente.
Fai sentire che ci sei.
Fai sentire che sei un capo attento.
Presente.
Usa le emozioni
Non lasciare che usino te.
Se ti concentri sulla paura, aumenti ancora di più l’ansia.
Se lotti contro l’agitazione, crei ancora più preoccupazione.
Piuttosto, infondi fiducia negli altri.
Condividi le esperienze.
Spiega le azioni.
Dai la possibilità di esplorare nuove opportunità.
La tua disponibilità verso una persona del team che sta attraversando un periodo difficile ti rende un leader maturo.
Esprimi il tuo lato migliore.
Come persona.
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Non ignorare le preoccupazioni del team
Non nasconderti.
Fatti trovare.
Rispondi alle preoccupazioni.
Quando i mari sono agitati, il capitano cammina sul ponte.
Condividi la visione.
Dai consigli con semplicità.
Tieni i piedi per terra.
Pretendi di più da te stesso che dai tuoi collaboratori.
Non dire mai “io sono il capo”.
A meno che tu non debba assumerti la piena responsabilità.
Ascoltare è una questione di qualità
Non devi ascoltare per un’ora.
Non devi trasformare ogni confronto in una seduta terapeutica con finale a singhiozzi.
L’ascolto attivo non è una questione di quantità.
È qualità.
Qualche minuto può bastare, se ascolti davvero.
Con attenzione.
Con presenza.
Interesse reale.
Non hai tempo? Benissimo. Dillo.
Quando sei molto occupato, stressato o stanco, è meglio scusarsi.
Accordati per un altro momento, in cui potrai essere più attento e partecipe.
Non c’è nulla di male nel dire:
- “Adesso non posso, ne possiamo parlare alle 16.00?”
- “Possiamo riprenderlo domani mattina?”
- “Ti va se ci confrontiamo lunedì?”
Mantieni l’impegno preso.
Anche questo vuol dire gestire il team.
Vuoi la fiducia del team? Parla in modo chiaro e diretto
Non nascondere i fatti.
Non raddolcire troppo.
Neanche minimizzare ciò che è importante.
Troppo spesso la comunicazione è preceduta da troppe spiegazioni.
Oppure da troppo poche.
A volte usiamo un linguaggio forzatamente rassicurante per diminuire l’impatto.
Ma l’evasività fa perdere forza al messaggio.
Le persone non capiscono.
Sono confuse.
Possono fraintendere il peso reale della situazione.
La tua comunicazione deve essere breve, chiara e diretta.
Le persone vogliono risposte.
Non giochi di parole.
Mostra coerenza e congruenza
Le promesse non mantenute creano sfiducia e demotivazione nel team.
I collaboratori si sentono traditi.
Delusi.
Presi in giro.
Nelle relazioni umane, una delle cose peggiori è promettere ciò che non riesci a mantenere.
Molto meglio promettere poco e mantenere tutto.
Conquistare la fiducia del team? Assumiti le responsabilità
Evita di scaricare le responsabilità sul team, sulle procedure o sulla politica aziendale.
Assumerti le tue responsabilità è un mezzo potente per creare rispetto e fiducia.
Allo stesso tempo, incoraggi anche gli altri a fare lo stesso.
Comprendere queste sfumature è la chiave per gestire team di lavoro anche molto complessi.
Evita comportamenti ambigui, falsi o manipolatori
Sii autentico.
Non cambiare versione secondo la circostanza.
Quando manca la fiducia, ogni tuo comportamento sarà guardato con sospetto.
Diventa una persona integra.
Una persona che pensa quello che dice.
E mette in pratica quello in cui crede.
Più sei sicuro, più puoi permetterti di esporti.
Mostrando anche i tuoi limiti.
Le tue debolezze.
Le tue zone di incertezza.
Ascolta davvero
Ascolta cosa hanno da dire le persone, prima di esprimere il tuo punto di vista.
Ascoltare va oltre il semplice sentire.
È empatia.
Interesse.
Rispetto.
Ascoltare significa fare silenzio interiormente.
Calmare il tuo borbottio interno.
Prestare attenzione a ciò che l’altro sta dicendo.
Capire prima di offrire un consiglio o una soluzione.
Se sei disposto a metterti in discussione e cerchi costantemente evoluzione e crescita, stai facendo un lavoro da leader.
Da grande leader.
Non interrompere
Ogni volta che interrompi, stai uccidendo la comunicazione.
L’empatia si prende cura delle persone.
Se interrompi l’altro, rompi questo equilibrio.
La capacità di entrare in empatia ti permette di capire il messaggio nel suo giusto contesto.
E dimostra sincero interesse per gli altri.
Fai sentire il tuo coinvolgimento personale.
Le persone vogliono che le loro paure e preoccupazioni siano ascoltate.
Riconosciute.
Parla con fiducia, non spavalderia
Non ridimensionare le problematiche.
Non confortare una persona ansiosa sdrammatizzando le sue preoccupazioni.
Evita di negare l’evidenza con banali frasi di circostanza.
Se minimizzi ciò che per l’altra persona è importante, diventi all’istante inaffidabile ai suoi occhi.
Piuttosto, resta aperto e disponibile:
- “Per favore, inviami una mail se vuoi condividere altri pensieri o preoccupazioni.”
- “Puoi contare su di me, mentre proviamo a recuperare maggiori informazioni.”
- “Grazie per i tuoi suggerimenti.”
- “Mi piacerebbe essere più specifico. Desidero risponderti con informazioni adeguate e veritiere.”
Ottenere la fiducia del team: evita “forse”
“Forse” mantiene aperte tutte le opzioni.
Ma spesso crea disordine e stagnazione.
Se sei tentato di dire “forse”, meglio dire no.
Se hai bisogno di un po’ di tempo, fai sapere che deciderai più tardi.
Per esempio a fine giornata.
Non puoi pianificare e andare avanti con i “forse”.
“Forse” è pericoloso.
Blocca.
Porta inazione.
Crea confusione.
Evita anche il “ma”
Ogni volta che usi “ma”, cancelli inevitabilmente quanto hai detto prima.
“Andrà tutto bene, ma…”
Come ti suona?
Che cosa senti?
Che forse non intendo davvero quello che ho detto.
Il “ma” cancella.
Limita.
Diminuisce.
Giustifica.
Sostituisci il “ma” con “e”.
Oppure interrompi la frase e sostituisci il “ma” con un punto.
“Hai fatto un ottimo lavoro, ma c’è ancora tanto da fare.”
Diventa:
“Hai fatto un ottimo lavoro. C’è ancora tanto da fare.”
Attenzione al “non lo so”
Dire “non lo so” non è sempre un segno di incompetenza o insicurezza.
Anzi, può essere una dimostrazione di forza.
Usarlo troppo spesso, però, può costarti credibilità e influenza.
Ogni volta che te ne esci con un arrendevole “non lo so”, spingi le persone ad andare da altri.
A non venire da te.
Piuttosto che usare un “non lo so” predefinito, prepara risposte più potenti.
Attenzione anche alle frasi fatte
Presta attenzione all’impatto di alcune frasi usate con troppa leggerezza.
Non cedere al finto entusiasmo.
Non usare sorrisi di circostanza per mascherare disagio e dispiacere.
Frasi come:
- “Capisco quanto sia difficile questo cambiamento.”
- “So quanto sia faticoso, avete lavorato tanto e immagino quanto possa essere deludente.”
- “Sono sicuro che andrà tutto bene.”
- “So quanto sia triste per te.”
possono sembrare empatiche.
Ma potresti sentirti dire:
“No, mi spiace. Non lo sai.”
Soprattutto quando non hai partecipato o non sei stato coinvolto dalle conseguenze negative.
Quando non riesci a immaginare l’effetto delle tue parole.
Quando rischi di sembrare insensibile, vittima, ingrato, permaloso, esagerato o inadeguato.
Se non vuoi perdere la fiducia del team, è meglio mordersi le labbra.
A volte è meglio stare zitti
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