7 blocchi che frenano la tua crescita professionale

la crescita professionaleFoto di giselaatje da Pixabay

Non importa che lavoro fai o in quale ambito operi,
crescere professionalmente vuol dire possedere qualità morali e valori etici.
Fare ciò in cui credi veramente o ritieni giusto, anche se è impopolare, faticoso o scomodo.

Vuol dire coerenza tra azioni, valori, metodi, principi e risultati.
La crescita professionale viene da chi sei, non solo da quello che dici o fai.

Vuol dire fare-la-cosa-giusta a prescindere le circostanze.
È più che essere onesti.

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Si tratta di uno stile di vita impostato verso l’eccellenza professionale e morale.
Se sei fiducioso hai fede nelle tue capacità e nelle tue conoscenze. Non hai bisogno di spingere gli altri verso il basso per emergere. Guadagna la fiducia della gente con la tua forza interiore.

Ecco 7 blocchi che cementano la crescita professionale. Mostrano che prima di essere leader devi ancora crescere come individuo:

1. Il bisogno di essere amati e riconosciuti

Come la maggior parte delle persone,
anche tu desideri essere tenuto nella giusta considerazione.

Per questo ti offendi facilmente,
reagisci in modo sproporzionato a una parola o un gesto.
A mente fredda, poi ti rendi conto di aver amplificato le tue sensazioni

Le nostre ferite e le nostre mancanze ci danno la percezione che gli altri vogliano ferirci, umiliarci o sminuirci. Questa certezza ci costringe in un costante stato di suscettibilità che si ripercuote sulle nostre relazioni. Nessuno ci offende, siamo noi che decidiamo di sentirci offesi.

Non abbiamo il controllo sulle parole o sul comportamento altrui, l’unica scelta che possiamo controllare è decidere come reagire. Per questo motivo, dobbiamo abituarci a non reagire in modo sproporzionato, a lavorare su noi stessi, scegliendo di non sentirci offesi.

Se pensi che qualcuno ti abbia ferito o umiliato … non fare supposizioni. Non dare per scontate cattive intenzioni che in realtà (forse) non esistono. Chiedi. Mostra più flessibilità.

Se vuoi eviterà conflitti interpersonali, non soppesare con pignoleria le parole e i gesti delle persone con cui interagisci.
 

2. Parlare sempre di se stessi

Sei diventato così bravo che riesci a cogliere ogni occasione per parlare di te, delle cose che ti sono successe, i viaggi che hai fatto, sport e hobby praticati, le conoscenze importanti che hai…
solo per apparire più interessante o attraente agli occhi di colleghi o collaboratori.

Pensi davvero che, così facendo, riuscirai a impressionare gli altri e sembrare più interessante o intrigante?
Una cosa è certa, alla lunga diventi scontato, pesante e spingi gli altri a evitarti.

Non sminuire gli altri per metterti in luce,
per apparire migliori di quello che sei.

Imposta la tua carriera sul talento, la volontà e la competenza!
Anziché parlare sempre di te, cerca di dimostrare sul campo il tuo valore e porta pazienza.
Vedrai che la tua costanza sarà premiata.

3. Essere gelosi di quelli che “riescono”

Hai paura del talento degli altri. Sei geloso di “quello bravo”.
Non sopporti che qualcuno “riesca” perché dimostra di valere più di te.
Hai paura di essere sminuito.

Non alimentare le tue paure con pensieri ossessivi.
Se nutri la mente di “pensieri-negativi” entri in un circolo vizioso che porta ad immaginare sempre il peggio.
Un po’ alla volta, inizierai a crederci… e succederà davvero!

Non dare peso alle malelingue. Non controllare i tuoi colleghi o collaboratori. Una relazione sana si basa sulla fiducia, senza sicuramente fallirà.
Non credere di poter tenere a distanza tutte le minacce o tutti gli “avversari”.

Ci sarà sempre qualcuno migliore di te… su varie scale di valori.

4. Non dire mai “Ho sbagliato” non favorisce la crescita professionale

Le tue idee sono sempre le migliori.
Sono sempre gli altri a non-capire. Valuti o giudichi ancora prima di conoscere-i-fatti. Le tue frasi iniziano sempre con “No, Ma, Non è giusto…”. Se fai di tutto per avere ragione…sei arrogante.
Non puoi accettare di sbagliare!

Fai di tutto per avere ragione.
Ritieni che il tuo contributo sia il più importante.
E se qualcuno non è d’accordo, lo vedi come mancanza di rispetto.
Un attacco personale.

Se tu fossi una persona -davvero- sicura di te non avresti paura di ascoltare.
Discutere e confrontare le opinioni di chi la pensa diverso da te.
 

5. Non accettare feedback blocca la crescita professionale

Walter (operations manager di una ditta farmaceutica) quando dà un feedback ai suoi collaboratori si definisce … geniale, premuroso e potenziante. Quando li riceve (dal suo capo diretto), li bolla subito come irrilevanti e inutili.

La persona sicura accetta critiche costruttive. Sa che può sempre migliorare.
Non deve sempre dimostrare di avere ragione. È flessibile e non sente il bisogno che le cose vengano sempre fatte a modo suo.

La persona arrogante, invece, ha difficoltà ad accettare feedback.

Non adottare l’approccio “tutto deve essere fatto a modo mio”.
Guardati allo specchio. Vediti per quello che sei veramente.
Se vuoi potenziare la crescita professionale … fai un passo indietro e rivaluta la tua predisposizione al feedback.

6. Non sapere ridere di se stessi

L’umorismo “fa sangue” e fa vivere meglio.
L’autoironia è potente. Ridere di noi stessi aiuta a sbollire la rabbia,
favorisce in modo significativo tutto il nostro benessere psicologico.

Le persone autoironiche hanno una buona autostima, non sono inclini alla depressione.
Vivi con più leggerezza, libero dai giudizi degli altri.

Accettati per quello che sei veramente.
È il modo migliore per volerti bene. Impara a ridere di te stesso.
Aiuta la crescita professionale!

7. Lamentarsi costantemente frena la crescita professionale

Il lamento non cambia la realtà ma dà una gratificazione immediata.
Quando un nostro bisogno è frustrato, quando le cose non vanno come vorremmo, proviamo malessere.
Lamentarsi è un modo per diminuire tale disagio. Allevia la frustrazione. Ci fa stare un po’ meglio.
Almeno nel breve tempo.

Se utilizzi costantemente il lamento per anestetizzate le situazioni frustranti, rinforzi i pensieri negativi, diventa sempre più un comportamento automatico, fuori dal tuo controllo.
E poi … la situazione di cui ti lamenti rimane invariata.

Lamentarsi crea dipendenza ed assuefazione.
Più ti lamenti, più tenderai a lamentarti.

Se ti limiti a lamentarti senza passare all’azione (non modificando la realtà) otterrai solo un calo di energia e una moltitudine di emozioni negative.