Leadership e collaboratori difficili: come gestire l’arrogante

Gestire un collaboratore arrogante non è semplice.
L’arroganza non crea solo fastidio.
Cambia il clima.
Modifica le relazioni.
E, nel tempo, mina la tua leadership.
Se ti adegui al suo comportamento, perdi credibilità.
Se lo ignori, il messaggio che passa è ancora più pericoloso.
Che tutto sia permesso!
Chi è il collaboratore arrogante
Immagina Max.
Interrompe durante le riunioni.
Ignora le idee degli altri.
Corregge con tono sprezzante.
- “Lascia, faccio io.”
- “Non credo tu abbia capito.”
Parla spesso dei suoi successi.
Minimizza il contributo altrui.
- “Se non fossi intervenuto io, il progetto sarebbe fallito.”
Non ascolta.
Non accoglie feedback.
Ancora meno mette in discussione se stesso.
Risultato?
Frustrazione.
Demotivazione.
Persone che smettono di esporsi.
E un team che perde energia.
Valuta la situazione
Prima di intervenire, prenditi un momento.
Serve chiarezza.
Chiediti:
- Da dove nasce la sua arroganza?
- È sicurezza reale o compensazione?
- Quanto impatta sul team?
- Max è consapevole di ciò che genera?
- Hai già dato feedback chiari?
L’arroganza può avere radici diverse.
Insicurezza.
Cultura competitiva.
Percezione distorta del proprio ruolo.
Capire questo cambia il modo in cui intervieni.
Cosa fare
Mantieni la professionalità
Non reagire emotivamente.
Resta sui fatti.
Sugli obiettivi.
Sul contesto.
La calma è una forma di leadership.
Esponi il problema in modo oggettivo
Parla dei comportamenti, non della persona.
“Durante la riunione hai interrotto più volte i colleghi.”
“Questo ha avuto questo impatto…”
Niente etichette.
Solo fatti.
Stabilisci aspettative chiare
Definisci cosa è accettabile e cosa no.
Spiega cosa ti aspetti da subito.
La chiarezza evita ambiguità.
Incoraggia l’auto-riflessione
Fai domande che aprono.
Non che chiudono.
Aiutalo a vedere l’impatto del suo comportamento sugli altri.
Dai tempo, ma non all’infinito
Il cambiamento richiede tempo.
Ma non può essere un alibi.
Monitora.
Osserva.
Verifica.
Valuta anche un diverso utilizzo delle sue energie
Se è molto competitivo, puoi canalizzarlo.
Ruoli dove l’ambizione diventa valore.
Non problema.
Se la relazione con un collaboratore sta diventando faticosa, non aspettare che peggiori.
In due sessioni lavoriamo insieme su strategie pratiche per ristabilire più equilibrio e rispetto.
Scopri il percorso mirato “Gestire un collaboratore difficile“.
Domande da fare nell’incontro individuale
Per aprire un confronto reale:
- “Come percepisci il tuo ruolo nel team?”
- “Che impatto pensi abbiano le tue interazioni sugli altri?”
- “Hai ricevuto feedback simili in passato?”
- “Cosa potresti fare di diverso da subito?”
Domande semplici.
Ma potenti.
Cosa NON fare
- Sottovalutare il problema
Peggiora nel tempo.
- Entrare in conflitto diretto
Alimenta la tensione.
- Premiare comportamenti sbagliati
Attenzione a complimenti e privilegi non meritati.
- Accettare giustificazioni vaghe
Servono fatti. Non parole.
Dove nasce davvero la difficoltà
Quando l’arroganza non viene gestita, il team si adatta.
Le persone parlano meno.
Si espongono meno.
Accettano dinamiche che non condividono.
E tu?
Potresti iniziare a evitare il confronto diretto.
A rimandare.
A scegliere il “non è il momento”.
Oppure a irrigidirti, entrando in contrapposizione.
Entrambe le strade hanno un costo.
La difficoltà reale nasce qui.
Nel momento in cui non prendi posizione in modo chiaro.
E se l’atteggiamento non cambia?
A quel punto sei davanti a una scelta.
Continuare a tollerare
oppure intervenire in modo più deciso.
Perché l’arroganza non si ferma da sola.
E se resta, il team impara che il rispetto non è necessario.
Intervenire …
vuol dire coinvolgere HR/capo/titolare,
documentare i fatti,
fissare obiettivi comportamentali precisi e verificabili.
E, se necessario, arrivare a scelte organizzative più forti:
cambio di ruolo,
esclusione da progetti chiave
o altri provvedimenti coerenti.
Non è durezza.
È responsabilità.
La comunicazione è il cuore dell’autorevolezza.
Se vuoi rafforzare la tua presenza e il tuo impatto,
trovi spunti concreti nei miei libri:
“Autorevolezza” – nuova edizione 2025
per sviluppare una leadership solida e riconosciuta
“Prima volta Leader”
per chi è all’inizio del proprio ruolo








Formatore e Coach.

