Leadership e collaboratori difficili: come gestire il demotivato

collaboratore demotivatoFoto di Andrea Piacquadio

Gestire un collaboratore demotivato richiede attenzione.

Non è solo una questione di performance.
È una questione di energia.

E quando l’energia si abbassa, tutto il team ne risente.

Chi è il collaboratore demotivato

Immagina Lukas.

Consegna report con errori.
Analisi incomplete.
Serve sempre un controllo in più.

Arriva in ritardo.
Accumula assenze.
Spiegazioni vaghe.

Durante le riunioni è distante.
Non interviene.
Non propone.

Si lamenta.
Dei progetti.
Del ruolo.
Del contesto.
Di te.

Evita anche il lato umano.

Pausa pranzo da solo.
Poche interazioni.
Nessun coinvolgimento.

Calo di qualità.
Carico (anzi scarico) sugli altri.
Clima che si appesantisce.

Valuta la situazione

Prima di intervenire, fermati.

Non è sempre disinteresse.

Chiediti:

  • Da dove nasce la sua demotivazione?
  • È legata al lavoro o a fattori esterni?
  • Si sente valorizzato?
  • Ha espresso il suo disagio?
  • Hai dato feedback chiari finora?

Poi allarga lo sguardo:

  • Ci sono aspetti organizzativi che lo frenano?
  • Il suo ruolo è chiaro?
  • Gli obiettivi sono allineati?

Capire il contesto evita interventi superficiali.

Cosa fare

1. Accetta che serve tempo

Il tuo collaboratore demotivato non è un interruttore.

Serve costanza.
Presenza.
Energia.

2. Comprendi le cause reali

Crea uno spazio sicuro.

Ascolta senza interrompere.
Senza giudicare.

Indaga:

  • carico di lavoro
  • mancanza di sfide
  • assenza di riconoscimento
  • problemi relazionali

3. Gestisci la tua emotività

Se sei irritato, si sentirà.

Meglio prendersi tempo
che reagire male.

4. Riconosci anche piccoli segnali positivi

La motivazione si riaccende gradualmente.

Un riconoscimento mirato può fare più di una critica.

5. Coinvolgilo progressivamente

Non aspettare che si esponga.

Invitalo.
Chiedi il suo parere.
Dagli spazio.

Il coinvolgimento crea responsabilità.


La comunicazione è il cuore della gestione dei collaboratori.

La nuova edizione 2025 di “Autorevolezza” ti dà strumenti concreti per rafforzare la tua presenza.

Prima volta Leader” ti guida nei primi passi con chiarezza e metodo.

Domande da fare nell’incontro individuale

Apri il confronto con semplicità:

  • “Ho notato un calo di energia. Mi aiuti a capire cosa sta succedendo?”

Poi approfondisci:

  • “Come ti senti rispetto al tuo ruolo attuale?”
  • “C’è qualcosa che ti sta creando difficoltà?”
  • “Il carico di lavoro è sostenibile?”
  • “Cosa possiamo migliorare insieme?”

Chiudi con concretezza:

  • “Definiamo alcuni passi chiari da qui in avanti.”

Non puoi cambiare le persone.
Puoi cambiare il modo in cui le gestisci.

Nel percorso “Gestire un collaboratore difficile” lavori su comunicazione, confini e strategie concrete per ristabilire equilibrio e rispetto.

Cosa non fare

  • Ignorare il problema
    È inutile. Non si risolve da solo.
  • Colpevolizzare
    Aumenta la distanza.
  • Fare prediche
    Non cambiano nulla.
  • Gestire via e-mail
    Serve presenza, non distanza.

Dove nasce davvero la difficoltà

Quando una persona si spegne, il team lo percepisce.

Chi lavora bene si carica di più.
Chi è già in bilico si lascia andare.

E tu?

Potresti pensare che sia “una fase”.
Oppure aspettare che passi.

A volte si evita il confronto per non appesantire ancora di più la situazione.

Nel frattempo, però, la demotivazione si stabilizza.

La difficoltà vera nasce qui.

Non nel calo di energia,
ma nel ritardo con cui viene affrontato.

Quando serve una decisione, non un altro tentativo

Hai ascoltato. Bene.
Hai supportato. Bene.
Hai dato tempo. Benissimo.

E se nulla cambia?

Sei davanti a una scelta.

Continuare a investire energia
oppure ridefinire il perimetro.

Intervenire in modo più deciso:

rendere esplicite le aspettative,
stabilire obiettivi chiari e verificabili,
monitorare davvero i risultati.

E, se necessario, rivedere ruolo, responsabilità o permanenza.

Non è rigidità.
È chiarezza.

Nei momenti di tensione, un buon feedback può cambiare una relazione.

Con il percorso “Dare feedback costruttivi in situazioni critiche” impari a comunicare con autorevolezza anche quando è più difficile.

La motivazione non sparisce all’improvviso.

Si spegne lentamente.

E proprio per questo…
va riaccesa prima che sia troppo tardi.