Colloqui di lavoro: l’attenzione del selezionatore non si pretende, si guadagna

Foto di Aksel Lian da Pixabay
Il selezionatore ti sta accompagnando nella sala del colloquio.
Il momento è arrivato.
Sei concentrato.
Bene.
Adesso rilassati ancora un po’.
Fino a ieri ti sei forse concesso qualche fantasticheria: il nuovo lavoro, il primo stipendio, il momento in cui firmerai il contratto.
Ma non è ancora il momento di parlare di salario o data d’inizio.
Per ora concentrati su un obiettivo molto più concreto:
ottenere il secondo colloquio.
L’autorevolezza comincia dall’ingresso
Dal primo istante stai inviando messaggi non verbali.
Anche se non dici nulla, il tuo corpo comunica sicurezza, tensione e atteggiamento.
Quando entri nella stanza, la prima impressione è già in costruzione.
Evita un ingresso esitante, ma anche uno troppo sicuro o arrogante.
Cammina con passo deciso, senza fretta.
Saluta.
Sorridi.
Mantieni lo sguardo alto.
Raddrizza le spalle.
Stai proponendo il tuo valore professionale, non chiedendo un favore.
Per approfondire: Come entrare con autorevolezza nella stanza del colloquio.
Riconosci l’ansia invece di combatterla
Se il colloquio ti mette agitazione, è normale.
Non perdere energie cercando di nasconderla.
Riconoscila.
Puoi dirti:
- “Sono agitato. Va bene così. Posso fare comunque un buon colloquio.”
Poi osserva il tuo linguaggio del corpo.
Evita di:
- camminare troppo velocemente;
- parlare a raffica;
- interrompere;
- tamburellare con le dita;
- muovere continuamente gambe o piedi.
Rallentare è già un modo per trasmettere maggiore sicurezza.
Mantieni il contatto visivo
Il contatto visivo comunica fiducia e presenza.
Se abbassi continuamente lo sguardo o eviti gli occhi del selezionatore, potresti apparire insicuro.
Non serve fissarlo.
Mantieni uno sguardo naturale e torna regolarmente sul tuo interlocutore.
Se ti mette in difficoltà, concentra lo sguardo tra le sopracciglia.
L’effetto sarà molto simile.
L’attenzione del selezionatore non si pretende, si guadagna
Non cercare di compiacerlo.
Più provi a indovinare la risposta che desidera sentirsi dire, più rischi di apparire costruito.
Sii semplice.
Sii concreto.
Se bastano dieci parole, non usarne trenta.
Tieni la testa alta, siediti composto e guarda il selezionatore quando parli.
Non nascondere la tua personalità dietro il curriculum.
Sii te stesso. L’autenticità paga
Mantieni un atteggiamento positivo.
Sorridi senza forzature e mostra interesse per il ruolo.
Ai selezionatori piacciono persone preparate, autentiche e fiduciose.
Ricorda una cosa importante:
se sei stato invitato al colloquio, significa che il tuo profilo ha già suscitato interesse.
Adesso devono conoscere la persona.
Prova a stabilire una connessione
Durante il colloquio non limitarti a impressionare.
Prova a creare una connessione autentica.
Non serve diventare amici del selezionatore.
Basta instaurare un dialogo naturale.
Anche una breve conversazione iniziale può rompere il ghiaccio e creare un clima più sereno.
Essere cordiale, mentre vieni osservato e valutato, è già un segnale di sicurezza.
Usa le pause
Non avere paura delle pause.
Quando affronti un punto importante, concediti qualche secondo prima di rispondere.
Le pause trasmettono controllo e danno peso alle parole.
Evita invece di costruire risposte solo per ottenere l’approvazione del selezionatore.
Se ne accorgerà.
Limita anche espressioni come:
- “Forse…”;
- “Credo…”;
- “Immagino…”.
Usate continuamente, rendono il messaggio meno deciso.
Non affrettare le risposte
Quando sei nervoso è facile parlare troppo.
Rallenta.
Ascolta la domanda fino alla fine e concediti il tempo di riflettere.
Un colloquio non è una gara di velocità.
Parla con calma, imposta bene la voce e non temere qualche breve silenzio.
Non limitarti a rispondere
Il colloquio è un dialogo.
Il selezionatore valuta te.
Ma anche tu stai valutando l’azienda.
Fai domande quando nasce l’occasione.
Quando racconti un’esperienza, entra nei dettagli che dimostrano il tuo contributo e i risultati ottenuti.
Soprattutto, ascolta fino in fondo la domanda prima di preparare la risposta.
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La trappola: non essere arrogante
Una buona dose di fiducia è indispensabile.
L’arroganza, invece, ti allontana dal selezionatore.
Mostrati:
- ambizioso, ma non impaziente;
- disponibile, ma non timoroso;
- sicuro di te, ma senza ostentazione.
La vera autorevolezza non ha bisogno di alzare la voce.
Si riconosce dalla calma, dalla preparazione e dal rispetto con cui affronti il colloquio.
L’attenzione del selezionatore non si pretende.
Si guadagna.
Una risposta alla volta.
In bocca al lupo!








Formatore e Coach.

