8 segnali che stai creando nel tuo team stress inutile e dannoso

Sei convinto che lavoro e stress vadano necessariamente di pari passo?
Scadenze.
Imprevisti.
Clienti difficili.
Periodi di sovraccarico.
Una certa pressione fa parte della vita professionale e non sempre possiamo eliminarla.
Ma c’è anche uno stress diverso.
Quello che non nasce dal lavoro da fare, ma dal modo in cui il lavoro viene gestito.
Urgenze create all’ultimo momento.
Indicazioni confuse.
Obiettivi irrealistici.
Continui cambi di priorità.
Mancanza di informazioni.
Ed è proprio questo lo stress sul quale, come leader, puoi intervenire.
Non tutto lo stress del team dipende dalla quantità di lavoro.
Una parte può nascere dal modo in cui lo organizzi e lo guidi.
Ecco 8 segnali ai quali prestare attenzione.
1. Tutto è sempre all’ultimo minuto
Tutto è urgente.
Tutto serve subito.
Ogni richiesta sembra arrivare all’ultimo momento.
Naturalmente gli imprevisti esistono.
Il problema nasce quando l’emergenza diventa il normale modo di lavorare.
Assegni compiti senza sufficiente preavviso.
Cambi continuamente le priorità.
Chiedi velocità e, contemporaneamente, pretendi che ogni dettaglio sia perfetto.
Alla lunga il team non sa più distinguere ciò che è veramente urgente da ciò che è diventato urgente soltanto perché è stato organizzato male.
2. Dai poche direttive e per giunta sconnesse
Nessuno capisce bene dove si vuole andare.
Gli obiettivi cambiano.
Le priorità non sono chiare.
Le responsabilità si sovrappongono.
E le persone devono continuamente interpretare ciò che intendevi dire.
“Pensavo dovesse occuparsene Luca.”
“Io avevo capito che la priorità fosse un’altra.”
“Ma non avevamo deciso diversamente?”
Non devi spiegare ogni singolo passaggio.
Ma le persone devono sapere che cosa ci si aspetta da loro, con quali priorità e con quale margine di autonomia.
L’ambiguità continua consuma energie.
3. Nascondi gli errori
Hai preso una decisione sbagliata.
Hai sottovalutato un problema.
Hai dato un’indicazione che si è rivelata poco efficace.
Può succedere.
Il problema comincia quando cerchi di nasconderlo, minimizzarlo o attribuirlo ad altri.
Un leader che non può mai sbagliare costringe anche il team a difendersi dai propri errori.
E così le persone imparano presto una lezione:
“Meglio non dire niente.”
Un errore riconosciuto può diventare un’occasione per correggere. Un errore nascosto rischia di diventare un problema più grande.
4. Ti aspetti sempre la perfezione
Fare bene il proprio lavoro è importante.
Pretendere lo stesso livello di perfezione in qualsiasi attività, molto meno.
Non tutto ha lo stesso peso.
Non tutto comporta gli stessi rischi.
Non tutto merita la stessa quantità di tempo e attenzione.
Se ogni documento, e-mail, presentazione o attività deve raggiungere sempre il massimo livello possibile, il team finirà per investire energie anche dove non producono un reale valore aggiunto.
Essere esigenti non significa pretendere che tutto sia perfetto.
Significa anche saper distinguere dove l’errore è critico e dove invece è possibile imparare, correggere e andare avanti.
5. Non riconosci lo sforzo fatto
Quando qualcosa non funziona, intervieni immediatamente.
Quando invece funziona bene?
Silenzio.
Perché in fondo:
“È il loro lavoro.”
Naturalmente non devi complimentarti continuamente con tutti.
Ma se noti soltanto errori, ritardi e mancanze, il messaggio che arriva è piuttosto chiaro: ciò che funziona viene dato per scontato; ciò che non funziona viene immediatamente sottolineato.
Un riconoscimento efficace può essere molto semplice.
“Hai gestito bene quella situazione con il cliente.”
“Ho visto il lavoro che hai fatto per rispettare la scadenza.”
“Questa soluzione ci ha fatto risparmiare parecchio tempo.”
Ne ho parlato anche nell’articolo “10 spunti per porgere complimenti potenzianti ai tuoi collaboratori”.
6. Sfianchi il tuo personale
Una settimana particolarmente pesante può capitare.
Una scadenza eccezionale anche.
Il problema è quando l’eccezione diventa la normalità.
Ore che aumentano.
Pause che diminuiscono.
Urgenze continue.
Nuove richieste che si aggiungono senza togliere nulla di ciò che c’era prima.
E magari il collaboratore più disponibile viene caricato ancora di più proprio perché:
“Tanto lui ce la fa.”
La disponibilità delle persone non è una risorsa inesauribile.
Se ogni buon risultato viene premiato semplicemente con altro lavoro, prima o poi qualcosa si rompe: energia, motivazione, qualità oppure fiducia.
7. Sei poco trasparente
Non tutto può essere condiviso.
Esistono informazioni riservate, decisioni non ancora definitive e situazioni nelle quali un responsabile deve necessariamente mantenere discrezione.
Ma riservatezza e mancanza di trasparenza non sono la stessa cosa.
Se il team percepisce che le informazioni circolano soltanto tra pochi, le decisioni arrivano senza spiegazioni e qualcosa viene continuamente lasciato intendere senza essere chiarito, iniziano le interpretazioni.
“Che cosa sta succedendo?”
“Perché loro lo sanno e noi no?”
“Ci stanno nascondendo qualcosa?”
Quando puoi comunicare, comunica.
Quando non puoi farlo, a volte puoi almeno dirlo.
“Su questo non posso ancora darvi informazioni. Appena sarà possibile, vi aggiornerò.”
Anche questa è trasparenza.
8. Hai aspettative poco realistiche
Obiettivi ambiziosi possono stimolare.
Obiettivi percepiti come sistematicamente irraggiungibili producono un effetto molto diverso.
Se le scadenze non tengono conto delle risorse disponibili, se …
continui ad aumentare gli obiettivi senza modificare mezzi e priorità oppure se …
chiedi risultati incompatibili tra loro, non stai necessariamente alzando il livello: potresti semplicemente aumentare la frustrazione.
Prima di chiedere ancora di più, prova a domandarti:
“Con le persone, il tempo e le risorse disponibili, questo obiettivo è realmente raggiungibile?”
Non significa abbassare gli standard.
Significa rendere gli standard credibili.
Quanto dello stress del tuo team dipende anche da te?
Lo stress non nasce da una sola causa.
Può dipendere dal carico di lavoro, dalle responsabilità, dai cambiamenti, dalle caratteristiche personali e da molti altri fattori.
Ma anche il modo in cui un leader organizza, comunica, decide e reagisce può aumentarlo oppure ridurlo.
Ed è questa la parte interessante.
Perché è quella sulla quale puoi lavorare.
Non puoi eliminare tutte le scadenze.
Non puoi evitare ogni imprevisto.
Non puoi rendere semplice qualsiasi periodo difficile.
Puoi però evitare di aggiungere stress inutile allo stress inevitabile.
Una buona leadership non elimina la pressione dal lavoro.
Evita di crearne altra quando non serve.
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Formatore e Coach.