
Iniziamo una conversazione con le migliori intenzioni.
Poi basta poco: una parola di troppo, un’interruzione, un tono sbagliato, un gesto che infastidisce.
La tensione sale.
E una conversazione che poteva essere utile diventa improvvisamente una battaglia.
Ammettiamolo: non sempre siamo buoni comunicatori quanto pensiamo.
Possiamo avere competenza, esperienza e ottime intenzioni, ma alcune abitudini rendono la nostra comunicazione al lavoro pesante, irritante o poco efficace.
Ecco 12 comportamenti nella conversazione cui vale la pena prestare attenzione.
1. Parlare troppo
Spiegare tutto.
Ripetere.
Aggiungere dettagli non necessari.
Passare da un argomento all’altro senza arrivare mai al punto.
Parlare tanto non significa comunicare meglio.
A volte significa semplicemente costringere l’altra persona a cercare il messaggio dentro una montagna di parole.
Chiediti:
“Quello che sto aggiungendo serve davvero?”
Se la risposta è no, fermati.
La sintesi non impoverisce il messaggio.
Spesso gli dà più forza.
2. Guardare il cellulare mentre qualcuno ti parla
Dire “Parla pure, ti ascolto” mentre controlli mail e notifiche non funziona.
Forse senti ciò che viene detto.
Ma difficilmente stai prestando piena attenzione.
Se la conversazione conta, metti via il telefono per qualche minuto.
È un gesto semplice nella comunicazione al lavoro che comunica rispetto.
3. Interrompere e finire le frasi degli altri
Hai già capito dove vuole arrivare?
Forse.
Ma lascia che sia l’altra persona a dirlo.
Interrompere continuamente comunica impazienza e aumenta il rischio di rispondere a qualcosa che l’altro non aveva ancora finito di spiegare.
Non completare le frasi.
Non parlare sopra.
Aspetta qualche secondo in più.
4. Parlare sempre e solo di te
Qualunque argomento diventa un’occasione per raccontare la tua esperienza.
“È successo anche a me…”
“Io invece…”
“Quando lavoravo in…”
Non c’è niente di sbagliato nel parlare di sé.
Il problema nasce quando ogni conversazione finisce inevitabilmente per tornare su di te.
Fai domande.
Lascia spazio.
Interessati anche alla storia dell’altro.
5. Fare continuamente il “professore”
“Quello che devi capire è…”
“Devi fare così…”
“Se fossi in te…”
Dispensare continuamente spiegazioni e consigli può diventare irritante, soprattutto quando nessuno li ha chiesti.
Non devi dimostrare in ogni conversazione quanto sei competente.
Puoi essere molto competente e continuare ad avere qualcosa da imparare da chi hai davanti.
Approfondisci con il post dei consigli non richiesti.
6. Voler controllare la conversazione
Nella comunicazione al lavoro fare domande non significa interrogare.
Se ogni domanda serve soltanto a portare l’altra persona verso la risposta che hai già deciso, non stai davvero aprendo un dialogo.
Stai guidando la conversazione verso la tua conclusione.
Chiedi.
Poi lascia spazio alla risposta.
Una conversazione non è efficace soltanto quando termina esattamente dove vuoi tu.
7. Non dire niente
Esiste anche l’eccesso opposto.
Silenzio assoluto.
Risposte monosillabiche.
Nessuna reazione.
Una conversazione richiede partecipazione.
Se il confronto diventa troppo acceso, puoi chiedere una pausa e riprenderlo quando siete più tranquilli.
Ma attenzione a non utilizzare il silenzio per evitare sistematicamente le conversazioni difficili.
Rimandare può essere utile.
Fuggire, molto meno.
8. Comunicare ostilità anche senza parole
Il modo in cui ascolti conta.
Uno sguardo continuamente rivolto altrove, sospiri, espressioni infastidite, tono secco o distanza eccessiva possono contraddire ciò che stai dicendo.
Puoi pronunciare parole corrette e contemporaneamente trasmettere:
“Non ho voglia di ascoltarti.”
Parole e comportamento devono raccontare possibilmente la stessa storia.
Non serve controllare ogni gesto.
Nella comunicazione al lavoro serve diventare più consapevoli dell’effetto che produci.
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“Prima volta Leader” è pensato se hai assunto da poco un ruolo di leader.
9. Trasformare le opinioni in sentenze
“È così.”
“Non funzionerà.”
“Questo è sbagliato.”
“Dobbiamo fare così.”
A volte hai dati sufficienti per essere molto deciso.
Altre volte stai semplicemente esprimendo un’opinione come se fosse un fatto.
Prova a distinguere:
“Io la vedo così…”
“Sulla base di questi elementi, penso che…”
Non diminuisce la tua autorevolezza.
Rende più chiaro dove finisce il fatto e dove comincia la tua valutazione.
10. Mostrare indifferenza
Una persona ti sta parlando e tu sembri altrove.
Risposte automatiche.
Nessuna domanda.
Scarso interesse.
È difficile costruire una conversazione utile se l’altra persona percepisce che ciò che sta dicendo non ti interessa minimamente.
Non devi essere entusiasta di ogni argomento.
Ma se hai deciso di partecipare alla conversazione, partecipa davvero.
11. Usare sarcasmo e ironia per colpire
Una battuta può alleggerire una situazione.
Può anche umiliare.
Il problema del sarcasmo è che permette facilmente di ferire e poi ritirarsi dietro:
“Stavo scherzando.”
Se non sei d’accordo, dillo.
Se qualcosa ti irrita, affrontalo.
Non utilizzare una battuta per dire ciò che non hai il coraggio di dire apertamente.
L’ironia può alleggerire una conversazione.
Il sarcasmo usato per colpire la avvelena.
Essere ascoltati non dipende solo da cosa dici, ma da come lo dici. Scopri il percorso di coaching mirato “Voce, attitudine, presenza: comunica autorevolezza da Executive” e rafforza la tua leadership comunicativa.
12. Dimenticare di dire “grazie”
Un grazie non risolve una cattiva comunicazione.
Ma riconoscere il tempo, l’aiuto o il contributo di qualcuno è una piccola abitudine che migliora molto la qualità delle relazioni.
“Grazie per avermelo fatto notare.”
“Grazie per il tempo che mi hai dedicato.”
“Grazie per esserti occupato della questione.”
Non serve trasformarlo in una tecnica.
Deve essere sincero.
La gratitudine funziona proprio perché non dovrebbe essere data per scontata.
Migliorare la comunicazione parte dalle piccole abitudini
Probabilmente ti riconosci in qualcuno di questi comportamenti.
Anch’io.
Il punto non è diventare comunicatori perfetti.
È accorgersi di quelle piccole abitudini che, ripetute ogni giorno, finiscono per rendere più difficili conversazioni che potrebbero essere molto più semplici.
Puoi cominciare da una domanda:
Quale di questi 12 comportamenti utilizzo più spesso senza rendermene conto?
Poi scegline uno.
E comincia da lì.